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Amari G

Gamondi ( Super Amaro )

Storico amaro della cittadina di Acqui Terme, prodotto dall’omonima casa liquoristica, fondata nel 1890, che in passato si era distinta per la produzione di svariati liquori di tradizione, le cui etichette sono visibili presso il paragrafo “il Museo dei Liquori”. Ad oggi la licenza produttiva è passata in mano alla Toso ed è distribuito dalla Partesa Italia (Partesa.it)
Come spesso accadeva in passato, le località termali vedevano un grosso fiorire di attività legate alla liquoristica farmacologica, come debito completamento delle cure in atto.
I cosiddetti “spesiari”, le vecchie erboristerie, erano molto diffuse e spesso alcune di esse si trasformarono in opifici, per dar modo ai “turisti” di poter portare a casa un ricordo od il rimedio curativo utilizzato durante la permanenza.
A sottolineare tale concetto la scritta “Salus” che capeggia in cima all’etichetta illuminando con un fascio di luce il dio Mercurio.
Con il passare del tempo, grazie al flusso turistico presso le Terme di Acqui, la cui fontana conosciuta come “la Bollente”ne è il simbolo indiscusso, crebbe la richiesta da parte dei i bar di liquori maggiormente edonistici per il dopo cena. Nei primi tre decenni del 1900 le terme italiane divennero il luogo principe in cui trascorrere le vacanze e simbolo del rinnovato benessere della borghesia. L’aumento del consumo nei bar, sia essi interni alle terme che esterni,  aumentò la richiesta di prodotti voluttuari.  Gamondi, oltre alla creazione di vermouth, bitter e liquori propose sul mercato versioni voluttuarie dell’Amaro Tonico e del Super Amaro Gamondi con una percentuale zuccherina maggiore, che riscossero grande successo. L’uso curativo rimase, come certificano le decine di lettere di medici e primari, ma iniziò anche un consumo casalingo come liquore di benvenuto consumato a fine pasto, cosa che continuò fino alla chiusura dell’azienda negli anni 80 per mancanza di linea ereditaria. Bisogna dar atto a Toso ed a Partesa di avere riportato in vita un brand glorioso della storia italiana che vinse medaglie e riconoscimenti in tutto il mondo.

Amaro Gambarotta

Amaro storico piemontese, creato da uno dei maggiori rappresentanti dell’impreditoria regionale di allora, Gian Battista Gambarotta, che a fine 1800 fondò la FICC ,” Fabbrica Italiana Cioccolato e Affini”, che in tempi recenti sarebbe diventata la Novi, famosa e conosciuta per gli ottimi prodotti e la riuscita pubblicità.
Come molti imprenditori dolciari e pasticceri dell’epoca anche Gambarotta si cimentò con il sapere della liquoristica e della distillazione, mettendo a punto un amaro che, nel 1898, vinse un concorso a Torino. Sull’onda del successo dei distillati nel 1906 lanciò la Libarna, vera pietra miliare dell’immagine della grappa piemontese, con Bosso, Mazzetti e Bocchino, fino alla metà degli anni 70.
La ricetta dell’amaro Gambarotta pare sia stata donata al trisavolo del fondatore, da un missionario, tal padre Stanislao, vissuto nel 1700, epoca d’oro della liquoristica, che vide nascere capolavori come la Chartreuse. In questo periodo molti ordini monacali furono sciolti, determinando la diaspora delle ricette dei conventi,che divennero nel secolo successivo amari di consumo commerciale, tra i molti famosi Averna, S.Simone o Strega.
Il successo dei prodotti liquoristici determinò la separazione delle attività commerciali e la nascita della distilleria a Serravalle Scrivia, mentre l’industria dolciaria prese la strada che sappiamo. Nel 1898 l’amaro vinse un importante riconoscimento all’esposizione nazionale di Torino, che fece da cassa di risonanza per la conoscenza del prodotto.
Il successo durò fino al 1926, anno della prematura scomparsa del fondatore a soli 45 anni, a lui subentrò la gestione della Famiglia Inga, di origini siciliane che proseguì l’attività fino agli anni 70, anni duri che videro la crisi dei consumi degli amari e il successivo ridimensionamento del loro mercato.
Alcune bottiglie di amaro si possono ancora trovare sugli scaffali di qualche bar o alimentare lungo l’appennino ligure, per permetterci di degustare ancora un pezzo di storia della liquoristica italiana. L’etichetta che vediamo in alto a sinistra fu disegnata nel 1928 in piena epoca futurista, come ben si evince dalla grafica del uomo ritratto nello stile essenziale ideato e lanciato da Fortunato Depero.

Gariga di Murgia

Arriva dalla Puglia questo amaro d’erbe, a dimostrazione che ogni regione d’Italia può vantare una tradizione nell’infusione e nell’erboristica. L’altopiano delle Murge il cui nome deriva dal latino “murex”, roccia aguzza, è una regione estesa di origine carsica, è famosa per le la grande diversità di erbe che vi crescono, non per nulla qui sono allevati i migliori capi di bestiame che danno vita alla famosa industria casearia pugliese, difatti la qualità del foraggio influenza in maniera positiva il gusto del latte.
Con questo tipo di premessa non poteva essere diversa l’origine di questo amaro, prodotto dalla passione di Michele Lafronza, titolare della Amari & Rosoli di Gravina, il cui nome Gariga ricorda il nome dialettale dato all’arida steppa di questa area del Mediterraneo, ricca di flora spontanea come cardi, finocchio selvatico e santoreggia. L’erba principe della zona è il timo serpillo, un principi attivo noto per le sue qualità espettoranti, che in questo amaro, la cui origine farmacologica familiare appare chiara, è predominante. I restanti principi botanici, per un totale di 43, sono segreti, mentre la produzione rimane comunque di nicchia con una media prodotta di 1600 bottiglie a sottolineare l’assoluta artigianalità del prodotto.

Ginseno

Amaro digestivo di recente concezione, prodotto in Sicilia dalla Alpcefalù, utilizzando la radice del gingseng ed altre piante officinali. L’opificio con relativa azienda agricola si trova a Lercara Friddi in provincia di Palermo.
Il gingseng è un botanico da sempre utilizzato nella liquoristica orientale e questa è la prima volta che viene utilizzato da un opificio italiano come principale ingrediente di un liquore amaro.
A questa radice sono riconosciute diverse proprietà fra cui digestiva, tonificante ed energetico tanto da risultare, nelle credenze popolari, anche un potente afrodisiaco.
Il botanico è molto presente al gusto, mentre una piacevole scia amara, molto discreta, chiude l’assaggio del liquore.
Il prodotto è ottenuto per sola infusione e successivo filtraggio leggero, di materie prime selezionate, grazie all’esperienza erboristica del titolare, il sig Riggio e viene proposto in quattro diverse versioni, che differiscono per l’elemento dolcificante, i botanici ed etichette.
Il nome e la ricetta sono coperti da marchio registrato.
Esiste il Ginseno “Naturale”, senza aggiunta di elementi dolcificanti, “Amabile, grazie alla presenza di miele e “Manna” dolce dono della Natura, ricavata dalla linfa della corteccia di Frassino e prodotto esclusivo della zona di Castelbuono, nel parco delle Madonie, in provincia di Palermo.
La Manna va a coadiuvare le doti digestive dell’amaro ed aggiunge un tocco discreto di dolcezza.
A questi prodotti, dalla botanica identica, si unisce il Ginseno Menta, con una piacevole nota balsamica che lascia la bocca fresca.
Il prodotto con una gradazione alcolica di 30 gradi, si propone liscio, fresco o con ghiaccio.

Girolimino Amara

GATO-1024x1024Il Girolimino è un liquore molto noto nel vicentino elaborato fin dal 1894 dai frati che si insediarono sul monte Summano nel 1452.
Il monte è ricchissimo di piante aromatiche che contribuiscono alla produzione di questo liquore che ha subito, in tempi recenti una declinazione amaricante.
Se si vuole leggere la storia completa l’invito è di andare sul paragrafo Liquori alla lettera G.
Il Girolimino Amaro nasce nel 2016 per proporre un prodotto interessante e in linea con le moderne tendenze del dopo pasto e della miscelazione.
Infatti il prodotto si presta molto bene alla preparazione di cocktail e long drink, anche semplicemente con l’acqua tonica.
Il gusto è infatti giocato su agrumi e profumi suadenti, mentre la confezione è un misto fra tradizione, per non abbandonare del tutto la storia del Girolimino, e la modernità.

Amaro Giuffrida

Amaro frutto della lunga tradizione siciliana nell’infusione delle erbe che ha dato vita a grandi prodotti sia commerciali che artigianali nel corso della sua storia.
L’amaro in questione è prodotto dalla “Distilleria Cav. Rosario Giuffrida” fondata nel 1865 a S Venerina piccolo paese sulle pendici dell’Etna, in provincia di Catania.
Il fondatore Sebastiano Giuffrida apre la distilleria omonima nel 1865 e nel 1925 vince il Diploma di “Gran premio e Medaglia d’oro per i liquori finissimi di lusso” all’esposizione internazionale.
Alla sua morte, la distilleria passa nelle mani del figlio Rosario, che ne cambia il nome, ma che continua a produrre secondo la tradizione rigorosamente artigianale.
Recentemente la distilleria è passata nelle mani di Mariano Caggegi, che nonostante la giovane età vanta una lunga esperienza nell’infusione liquoristica.
Il prodotto è un classico della tipologia, giustamente amaro, molto persistente con un bel bilanciamento dello zucchero.
Le erbe e le spezie che lo compongono sono un mix di territorio e di oriente, con un bel ritorno di scorze d’agrume. Adatto sia ad un consumo liscio che con ghiaccio o in semplice miscelazione con acqua tonica.