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Amari M

Mandragola

Amaro di tradizione dalla gradazione alcolica importante, poco zuccherato, dal sapore balsamico e rinfrescante dovuto alla presenza di menta e rosmarino. Il liquore amaro è nel portafoglio dalla CDC (compagniadeicaraibi.com) di Vidracco, in provincia di Torino, già produttrice del vermouth Riserva Carlo Alberto.
Questo marchio viene utilizzato anche in questa etichetta, che recita “Mandragola amaro fortemente digestivo”. La formulazione dell’amaro, con 8 botanici mirati alla funzione digestiva, nasce da un’antica ricetta, elaborata ed appartenuta ad un farmacista della Valchiusella, di cui il paese di Vidracco ne è l’inizio.
Se l’amaro è di scuola tradizionale, il nome Mandragola è decisamente originale, ed evoca l’alchimia e i poteri afrodisiaci attribuiti alle bacche della pianta.
La mandragola è un botanico noto per le proprietà anestetiche e sedative delle radici, che nel passato le fecero attribuire poteri sovrannaturali.
Il nome Mehregiah le fu attribuito dal medico Ippocrate, mentre nel Medioevo fu utilizzata in decine di pozioni per le sue qualità magiche, capaci di dare un sonno profondo, vicino alla morte, per ore.
Tale credenze erano alimentate dalla forma antropomorfa delle radici che la facevano assomigliare alle gambe di un uomo.
La leggenda narra che la linfa della mandragola potesse uccidere un essere umano, cosi come potesse trasformarlo in lupo o in un altro animale nelle notti di plenilunio.
Secondo l’alchimia andavano bollite per tutta la notte durante la luna piena e lasciate riposare per un mese intero.
La pianta diede il nome anche alla commedia teatrale di Macchiavelli, considerata uno dei capolavolri del ‘500.
In questo caso la mandragola compare sotto forma di pozione afrodisiaca- anti sterilità, mentre in tempi recenti è protagonista in tutte le pozioni di Harry Potter.
Pur essendo il nome dell’amaro, il botanico non compare in etichetta fra gli ingredienti, infatti le radici hanno un sapore sgradevole e nauseabondo, inadatte ad un liquore.

Amaro Monte Erice

Amaro siciliano prodotto dalla Distilleria Giuseppe Bianchi srl, fondata negli anni 50 da Leone Bianchi, toscano di nascita, ma siciliano d’adozione.
Nato nel 1903, intraprende l’attività di grossista di vini che lo porta a prendere la decisione, negli anni 50, di trasferire la sua azienda in Sicilia, per poter avere un controllo più diretto sulle partite di vino da acquistare.
Apre un magazzino a Marsala che presto diventerà cantina di produzione e successivamente anche distilleria di grappe nel 1962 e di liquori e brandy nel 1967.
Il Monte Erice è un amaro di territorio, fin a partire dal nome, dedicato alla splendida cittadina fortificata in provincia di Trapani, ricca di monumenti, chiese e un monastero.
L’origine della ricetta si farebbe proprio risalire alle monache del convento di clausura di San Carlo.
Tonico e digestivo, l’amaro ha il colore verde acceso e la gradazione che ricordano i classici centerbe prodotti lungo tutta la penisola italiana negli anni d’oro della liquoristica a cavallo degli anni 50 e 60.

Amaro Monte Polizo

Amaro siciliano intitolato al monte omonimo in provincia di Trapani dove è stata ritrovata un’antica città degli Elimi, antica popolazione dell’area, che ebbe vita fra il VII e VI secolo a.C, oggetto ancora oggi di scavi archeologici visti gli importanti ritrovamenti.
Il liquore viene invece prodotto dalla giovanissima azienda Alicia Liquori, fondata nel 2003, nata dalla passione per le antiche tradizioni del territorio, per l’infusione e l’erboristeria ed è sita a Salemi, nel centro dell’isola.
Questa area è ricca di flora spontanea e viene menzionata più volte, da fonti storiche romane, per la sua fertilità, che ne fecero nei secoli un importante bacino di approvvigionamento di grano, frutta e vino.
L’opificio che produce altri liquori tipici, come il limoncello, può contare sull’esperienza decennale nel campo dei distillati dei suoi fondatori e si prefigge di realizzare ogni singolo prodotto nel nome dell’alta qualità, utilizzando esclusivamente erbe e profumi della propria terra.
L’Amaro Monte Polizo è ottenuto dall’infusione naturale di sostanze amaricanti ed erbe locali, seguendo un’antica ricetta, di cui la Sicilia è ricca, vista la sua importante presenza ecclesiale e monastica.
Molto curato il pack della bottiglia che vuole essere assolutamente moderna e alla moda nella sua elegante e sinuosa linea nera.

Amaro Montenegro

montenegroIl Montenegro ha una storia affascinante. Venne definito “Il liquore delle virtudi” dal Vate D’Annunzio, la cui firma si trova ancora nel retro etichetta.
Il sommo poeta, dagli usi morigerati e dai pasti frugali, gradiva il prodotto e gli dedico quelle poche parole di stima, anche se non nascose mai il suo favore per i liquori alla ciliegia.
Il liquore nasce dalle sperimentazioni di un famoso distillatore ed erborista bolognese tal Stanislao Cobianchi che, contrariamente alle ambizioni famigliari che lo volevano avviato alla carriera ecclesiale, aprì un liquorificio nel 1855.
Dopo aver prodotto i classici liquori del periodo come persico e maraschino, si dedicò alla produzione di un amaro, forte dei suoi saperi erboristici maturati.
Preparato l’infuso, non sapendo come chiamarlo penso al paese d’origine della nuova regina.
Il nome infatti è una dedica alla principessa Elena Petrovich Niegos di Montenegro, sposa di Vittorio Emanuele III . La bottiglia creata appositamente per l’amaro, è rimasta tuttora originale, nella classica forma svasata. Il successo del prodotto renderà necessario, nel 1906, il trasferimento dello stabilimento a Borgo Panigale, in provincia di Bologna.
amaro-montenegro-2Sfortunatamente la seconda guerra mondiale colpirà duramente la fabbrica con alcuni rovinosi bombardamenti che vedranno protagonista la città di Bologna, importante svincolo ferroviario. Non vi furono morti poichè lo stabilimento era stato chiuso nel 1941 per mancanza di materie prime. Nel 1946 la produzione riprese e nel 1960 l’amaro era tornato su livelli di produzione elevati. Da alcune foto storiche contenute in alcuni cataloghi il prodotto era commercializzato dalla Chazalettes di Torino, azienda storica produttrice di vermouth. Il prodotto attualmente è in mano alle distillerie Buton di Bologna, già produttori della Vecchia Romagna e di altri best seller della liquoristica italiana.
Il gusto morbido è caratterizzato da albicocche secche, agrumi, cannella e china, botanici che rendono il prodotto di facile beva, grazie anche alla moderata gradazione alcolica, al gradevole retrogusto amaro ed alla buona dolcificazione.

Amaro Montfleury

Amaro alpino prodotto dalla St. Roch, prestigiosa azienda liquoristica valdostana, conosciuta anche per il genepy e per una produzione qualificata di grappe da vitigni locali.
La ricetta è segreta e viene menzionato in etichetta il solo fatto che le erbe sono di alta montagna, quindi è presumibile che vi sia una presenza di artemia glacialis, genziana e timo serpillo.

Amaro Mottarone

amaro mottarone 2Amaro piemontese che porta il nome del bellissimo monte alto 1500 metri che divide il lago d’Orta e Maggiore, in una cornice incantata, alla cui sommità si gode di uno splendido panorama.
La liquoreria che lo produce è tutto sommato recente, nata nell’immediato dopo guerra, precisamente nel 1948, quando il mercato degli amari era in fermento, da una felice intuizione di Fermo Mortiroli, appassionato erborista che reperì le erbe sulle pendici del bellissimo monte.
Dopo alcuni anni di tentativi elaborò la ricetta definitiva che iniziò a produrre nella sua bottega chiamata “del Morni”, con genziana, scorze di arance e altri botanici, che tuttora si può reperire in qualche esercizio della zona.
Anche se non ufficialmente la ricetta di questo amaro potrebbe avere origini ecclesiali, infatti nella zona esiste il Santuario del Sacro Monte d’Orta S.Giulio. Al suo interno i frati preparavano, fin dal 1600, un altro liquore il Laurino, ottenuto con le bacche del Lauro Ceraso, per dare ristoro ai pellegrini che si sobbarcavano il lungo pellegrinaggio. In zona, questo liquore è anche conosciuto come “Al liqur d’i balin”, il liquore dei pallini, per le caratteristiche bacche, grosse come dei pallini da schioppo, che donano un colore cerasuolo all’infuso.