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Amari N

Amaro Nardini

Amaro di tradizione, prodotto dalla Distillerie Nardini, con pochi principi botanici, solo 4, in controtendenza con nuove ed antiche produzioni che prevedevano al minimo 8 piante officinali.
Decisamente interessante al gusto, ben delineato e riconoscibile, dove l’amaro della genziana è ben bilanciato dalla scorza di arancia amara e dalla dotazione zuccherina.
A completare il profilo gustativo il tono balsamico e pungente della menta piperita e la radice di liquirizia, che ne fanno un prodotto adatto al consumo su ghiaccio tritato decorato con scorza d’arancia dolce. Ottimo come rinfrescante e dissetante nelle serate estive, grazie anche alla gradazione alcolica non è eccessivamente elevata, pari a 31°.
L’amaro Nardini ha una storia tutto sommato recente, rispetto a quella della distilleria, che risulta essere la più antica d’Italia con la sua nascita datata 1779.
Tutto inizia quando Bortolo Nardini originario di Segonzano, in Val di Cembra, area viticola vocata, decide di far fortuna ed aprire la sua prima distilleria, a Bassano del Grappa, a fianco del famoso ponte, disegnato dal Palladio, dove ancora si trova la sede dello storico bar. La distilleria prospera fino ad inizi 900, e poi supera, non senza difficoltà,le due Guerre Mondiali, per arrivare agli anni 50, dove sull’onda del successo dei liquori ed amari si decide di allargare la gamma. L’amaro Nardini la cui formulazione risulta essere tratta dalla saggezza popolare, visti anche che 3 dei 4 botanici sono tipici del territorio della distilleria, nasce proprio in questo periodo e tuttora gode di ottime vendite, anche grazie ad un rinnovato interesse per il comparto che lo vede molto venduto anche in America.

Novasalus

Amaro vero, di tradizione, prodotto ancora secondo l’antica ricetta della farmacia. A conferma di ciò l’Elisir  Novasalus è poco zuccherato come imponeva il gusto di allora ed ha una base enologica. Il prodotto è il fiore all’occhiello dell’Antica Erboristeria Cappelletti, (cappellettinovasalus.it) fondata nel 1909, a Trento. L’amaro viene prodotto con decotti e macerazioni a freddo delle principali erbe officinali ed ha un sapore gradevolmente amaro, anche se poco concede alle moderne tendenze del comparto.
Inizialmente l’azienda era un negozio di farmacia, coloniali e spezie ubicato nella prestigiosa e centrale Piazza della Fiera, che come accadeva spesso in quegli anni si trasformò successivamente in un opificio di produzione liquoristica.
Il Novasalus è una ricetta originale elaborata intorno agli anni ’20 ed è frutto delle conoscenze erboristiche del fondatore, appassionato speziale.
La gradazione alcolica di soli 16 gradi e la base di vino ne fanno tecnicamente una sorta di vermouth dalla chiusura amara piacevole, marcata e persistente che potrebbe far pensare ad un utilizzo come bitter nella miscelazione. In zona infatti non è raro un suo impiego in una sorta di Spritz con il vino locale.
Le finalità di Giuseppe Cappelletti erano totalmente diverse, quando mise a punto l’elisir al fine di ottenere un rimedio curativo e voluttuario da utilizzare nelle più svariate occasioni di consumo.
Leggendo i consigli del suo inventore, l’utilizzo dell’amaro è alquanto eclettico, da dissetante diluito con acqua, a digestivo puro con il caffè, come ricostituente nei cambi di stagione, tonico della pelle in primavera e corroborante d’inizio giornata quando la luna è calante.
Il successo fu immediato tanto che il liquore amaro divenne sinonimo dell’erboristeria, che nel frattempo prese ad elaborare altre preparazioni, trattate nel capitolo.
Negli anni a seguire, i successori di Giuseppe incrementeranno il giro d’affari tanto che nel 1969 la distilleria di dovrà trasferire a Ravina, alle porte di Trento e poi ancora ad Aldeno, l’attuale sede.
Il pack della bottiglia, pur rinnovato nei colori è rimasto volutamente antico, per enfatizzare il legame con la tradizione e con il territorio trentino.