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Amari R

Radis

L’amaro nasce nel 1976 riprendendo un’antica ricetta locale frutto dell’esperienza di Stock, proprietaria del marchio, nel campo delle infusioni di frutta ed erbe. Se la nascita dell’amaro è tutto sommato recente, molto più antica è la storia dell’azienda, fondata nel 1882 da Lionello Stock e Carlo Camis. Potendo contare su un’area vitivinicola altamente vocata e su vitigni d’eccezionale acidità, la distilleria partì fin da subito con la produzione di acquaviti da vino. Da notare che anche i francesi, colpiti dalla fillossera, vennero in queste aree per rifornirsi di uve per i loro alambicchi. Il primo distillato fu un “medicinal cognac” poichè a fine 800, i distillati di vino avevano ancora connotazioni curative. Dopo due anni iniziò anche la distillazione delle vinacce e di ottime grappe, che riscuoterono successo, anche se il fiore all’occhiello rimase il brandy. Nel 1906 Camis escì dalla società e l’azienda si ingrandì di molto. Negli anni 30 si iniziò la produzione di quello che sarà il best seller per lunghi anni, lo “Stock 84”, ancora chiamato Cognac in etichetta, a cui si affiancano il Cherry Brandy e i primi amari, come il Fernet. La distilleria che ora produce in Repubblica Ceca, è nota in tempi moderni per le sue vodke Keglevich alla frutta, veri best sellers del mercato ed il limoncello Limoncè, che ha avuto anche la sua declinazione in un amaro, che vorrebbe affiancare il Radis. Questo amaro, seppur non molto distribuito in Italia risulta ancora a listino. Radis è un amaro equilibrato, di buona fattura, moderno con uno zucchero ben dosato, ottenuto per infusione di alcune botaniche, amalgamate e successivamente addizionate al caramello. Bella la bottiglia oggetto di un restyling nel 2001.

Amaro Ramazzotti

LAmaro Ramazzotti di proprietà della Pernod Ricard, è leader di mercato in Germania, dove sta vivendo una seconda giovinezza. Anche in Italia sta tornando ad essere fra gli amari più venduti grazie ad una buon campagna promozionale sui punti vendita. Nel recente passato anche la creazione di un cocktail facile, come il Ramatonic, a base di amaro e tonica, aveva riportato l’attenzione sul prodotto. La volontà era di uscire dallo schema del dopo cena ed entrare nel mondo della miscelazione, come già avvenuto per altri prodotti.
Il Ramazzotti era già stato leader negli anni 80 con la “Milano da bere”. Prima ancora negli anni 70 fu protagonista su Carosello con una pubblicità efficace, identificativa e positiva: “Ramazzotimista, un ottimista vale tanto oro, quanto pesa…” Il Ramazzotti nasce negli anni 50 grazie all’intuizione di un barista con la passione delle erbe, Ausano Ramazzotti che aveva un locale nei pressi della Scala di Milano.
Al naso e al gusto si riconoscono facilmente genziana, rabarbaro, origano, china, cannella e agrumi.
L’amaro appartiene alla tipologia Felsina, uno stile ben preciso, che in passato contava parecchi produttori. In passato la stessa azienda produceva ed imbottigliava l’amaro di scuola tedesca l’Herrenberg, di cui possiamo ancora trovare qualche bottiglia sulle bottigliere dei bar, con una bella etichetta nera su cui era raffigurato un cavaliere medioevale colorato di rosso (herrenberg , la collina dei cavalieri).
Sempre sporadimente su qualche scaffale di bar è possibile trovare il Ramazzotti Menta, liquore amaro declinato su toni mentolati rinfrescanti più decisi, seguendo la moda degli anni 70 lanciata dal Brancamenta.

Rutaben

Amaro d’erbe di tradizione classica, con i suoi 45 gradi, chiusura amaricante marcata, poco zuccherato, il cui uso digestivo lascia ben poco spazio all’immaginazione, fin a partire dal suo nome.
Fu elaborato dall’Antica Erboristeria Cappelletti (cappellettinovasalus.it), di Andeno in provincia di Trento, già autore del Novasalus, nel proseguo dell’attività della sua azienda liquoristica, nata negli anni ’20.
Il nome onomatopeico scelto non potrebbe essere migliore per questo amaro, il cui uso è consigliato a persone giudiziose, forse in considerazione della sua gradazione alcolica non proprio bassa.
Il Rutaben ha caratteristiche organolettiche mascoline e richiama gli amari della tradizione nord europea ed austriaca, con la genziana in evidenza.
L’etichetta completa recita: “Preparato secondo formula segretissima di Herbario, mandato in luce nell’anno MDCXVII, per poche persone dotte e giudiciose. Ha facultà rare, maggiori virtù di ogni altro elisir, riscalda lo stomaco infrigidito, caccia la ventosità, fà buon fiato, giova e conforta”.
Da provare al termine di una cena tipica invernale trentina, magari allungato con un bicchiere di acqua calda, per verificarne di persona la potenza digestiva. Può essere anche usato come bitter a gocce per la preparazione di cocktail a base vermouth e distillati.