Dopo l'uscita del libro "Saperebere" il testo del sito è coperto da diritti d'autore.
Per acquistare il libro contattare la Graphot allo 011 2386281 o a questo link.

Chiudi

Amari V

Vecchio Amaro del Capo

caffo_outdoor_2Il Vecchio amaro del Capo è l’unico prodotto calabrese ad essere uscito dai confini regionali ed ad essersi imposto nel panorama italiano del settore.
Per taluni distributori risulta essere l’amaro più venduto o comunque con l’indice di incremento più alto.
Sicuramente per il suo sviluppo rappresenterà nei prossimi anni un vero e proprio case history da studiare nelle scuole di marketing.
L’amaro è prodotto dalla Distilleria Caffo di Limbadi, azienda storica, dalla storia decisamente interessante, fatta di sfide e di spirito di iniziativa.
L’azienda nasce nel 1915 in Sicilia ad opera di Giuseppe Caffo, appassionato di distillazione, che dopo svariate esperienze da dipendente, decide di mettersi in proprio, acquistando una piccola distilleria in Sicilia.
Negli anni seguenti la famiglia Caffo si riunisce nuovamente e con il ritorno di uno dei fratelli dall’Australia, decide di accettare una sfida importante, aprire una distilleria in Calabria, a Limbadi, importante centro vitivinicolo che assicurerebbe vinacce fresche in abbondanza per la produzione di grappa.
In questa nuova distilleria vedono la luce gli amari e i liquori della tradizione meridionale fra cui il Vecchio Amaro del Capo.
La ricetta si compone delle classiche piante aromatiche della tradizione come  l’anice, spezia egemone della liquoristica nel Centro Sud Italia, la liquirizia calabrese e le scorze di agrumi, per un insieme dolce, morbido e profumato.
full_amaro-capo-riservaL’amaro seguendo la moda attuale che vede preferire la tipologia amabile, per un fine pasto all’insegna della morbidezza e della piacevolezza, non ha spigoli e scie amare persistenti.
Anzi l’amaro sfuma via velocemente per far posto agli oli essenziali di arancia ed ai ricordi dell’anice.
Proprio per evidenziare le sue caratteristiche di morbidezza l’azienda lo consiglia di bere ghiacciato ed a tal proposito propone anche un macchinario adatto allo scopo che viene lasciato in comodato in parecchi locali.
L’azienda suggerisce un bel -20 la medesima temperatura dei freezer all’interno del quale in passato trovavano posto limoncelli e liquori alla frutta. La comunicazione fa inoltre leva sulla sempre efficace sensualità e sul gioco di parole.
L’amaro gode attualmente di una buona presenza all’interno del canale moderno e presso bar ed enoteche, grazie alla martellante pubblicità sulle riviste di settore ed in televisione.
Non è comunque da sottovalutare anche il  passaparola di turisti di ritorno dalle magnifiche coste calabresi ed al massiccio numero di emigranti che hanno contribuito nel recente alla conoscenza di questo prodotto al di fuori dei confini della regione.
Per festeggiare i 100 anni dell’azienda nel 2015 è stata lanciata una serie limitata di amaro elaborata a partire da brandy invecchiato lungamente in botte che, una volta conciato con le piante aromatiche della ricetta, è stato nuovamente posto a riposare in legno per meglio arrotondarsi al meglio.
Il risultato è ovviamente molto elegante e riuscito.

Vecchio Amaro Ciociaria

Amaro prodotto dal liquorificio erboristico Sarandrea Marco sito a Collepardo, ai piedi dei Monti Ernici, nel cuore di quella che viene comunemente definita “ciociaria”. Terra aspra e di contrasti, ma ricca di storia e di tradizioni. In questa area si trova l”Orto del Centauro”dove si crescono spontaneamente decine di erbe officinali che contribuiscono al confezionamento di questo amaro vecchia scuola, che rappresenta la versione “secca” del S.Marco, descritto poco sopra. La leggenda narra che qui vivesse Chirone, un centauro mite simili, dedito allo studio della medicina e dell’erboristeria, mentre nella realtà qui opera una delle abazie più antiche la cui tradizione farmaceutica ed erboristica è comprovata da documenti e scritti fin dal XIV secolo. L’opificio nasce nel 1920 e fin da subito produce questo amaro piacevolmente agrumato grazie alle scorze di arancio e mandarino che contiene, che vengono distillate per fare da base alcolica per la successiva infusione di erbe e spezie. La sensazione amara è persistente, stemperata dagli oli essenziali delle scorze e dalle spezie dolci. La ricetta si ispira alla tradizione popolare locale e mostra con orgoglio le proprie origini. In etichetta viene riportato un bel dipinto di Eduard Brandon “Al Fontanile” che mostra belle ragazze in costume tradizionale che si riforniscono alla fonte dell’acqua. Il dipinto compare per gentile concessione del prof. Michele Santulli.

Vecchio Amaro Piemontese

Amaro di tradizione, dalla storia centenaria, che si inserisce come tutti i prodotti storici nella farmacopea casalinga della regione, ricca di molte testimonianze prestigiose. Il produttore è la storica Distilleria Quaglia (distilleriaquaglia.it) di Castelnuovo Don Bosco (At), una delle distillerie più antiche d’Italia, fondata nel 1890 dal cavalier Giuseppe Quaglia.
L’azienda, situata in una zona ad alta vocazione vinicola, ovviamente si dedicò fin da subito alla produzione di grappe e di liquori a base grappa, ma come spesso accadeva a quel tempo, in ogni famiglia veniva prodotto un amaro artigianalmente, con una ricetta segreta ad appannaggio del solo capofamiglia.
Presto questo amaro verrà proposto a livello “industriale” sull’onda del successo delle vendite, che porteranno i prodotti della distilleria al di fuori dei confini regionali. Fu così che l’amaro iniziò ad essere commercializzato nel 1892.
Anche se le bottiglie sono aumentate rispetto alla produzione originale, il numero rimane ancora basso, da prodotto di nicchia, in tal modo da permettere la sua produzione ancora con metodi artigianali.
Il liquore è un vero classico, ha 20 erbe nel suo bouquet ed ha un gusto rotondo e pieno che concede qualcosa in dolcezza alla nuova tendenza riscontrabile in molti prodotti della tipologia. Anche il grado alcolico di 25° è assolutamente in linea con il gusto moderno che vuole gli amari con grado alcolico moderato.

Amaro di Vicoforte - un pense'

Questo amaro viene prodotto nel comune di Vicoforte ed è l’unico della categoria a potersi fregiare della denominazione di origine.
Non esistono infatti altri amari che abbiano il comune di produzione in etichetta.
L’etichetta oltre alla denominazione, reca una scritta ben più grande: “Un Pensè”, ovvero “Un pensiero”, traducendo dal piemontese all’italiano, ovvero il regalino che si porta tradizionalmente di ritorno da un viaggio o gita.
In questo caso la gita è al magnifico Santuario di Vicoforte, dedicato alla natività di Maria e la cui cupola ellissoidale è la più grande al mondo. Nato sulle fondamenta di un modesto edificio medioevale, assunse le dimensioni e lo splendore attuale grazie a Carlo Emanuele di Savoia, che lo voleva destinare a mausoleo di Casa Savoia, ruolo che invece sarà poi affidato alla Basilica di Superga.
Il liquore è prodotto dall’Enoteca Ravotti, un negozio di liquori e vini aperto dalla famiglia nel 1987, che a seguito delle richieste, appunto di “un pensiero” tipico del luogo, decide di produrre un amaro nel 2006, data che viene riportata anche in etichetta, insieme ad un disegno del famoso santuario.La ricetta non ha radici storiche o territoriali, ma è una moderna e piacevole interpretazione del gusto attuale da parte della Famiglia Ravotti, con piacevoli note speziate dolci e una buona persistenza amara.

Viparo

viparoIl Viparo, come recita l’etichetta, rimasta rigorosamente originale, è l’amaro dell ‘Umbria, prodotto fin dal 1912 a Terni, dal farmacista-erborista Morganti.
Questo amaro fu prodotto dal dottore per curare i disturbi digestivi e di spossatezza di una sua cliente, ma ben presto divenne un rimedio molto richiesto, anche dagli operai delle acciaierie di Terni che erano soliti fermarsi alla farmacia per berne un goccetto.
Gli operai delle acciaierie svolgevano un lavoro molto faticoso e logorante ed affermavano con convinzione che il Viparo “corroborava e dava forza”.
Da queste parole l’inventore dell’amaro trasse il suo nome unendo le parole latine Vis, forza e Pario, generare.

Amaro Vulcano

Amaro di territorio, prodotto dalle Distillerie Fichera, fondate nel 1924 dal Comm. Alfio Fichera.
In realtà il commendatore rilevò un attività già esistente sin dal 1871, nota per la produzione di distillati e liquori.
La sede dell’azienda infatti è in un area altamente vocata alla produzione enologia, il che garantiva grosse quantità di vino e vinacce da distillare. Nota per il brandy e molti altri liquori di tradizione è stata fornitrice per lunghi anni delle acquaviti necessarie al confezionamento dei prodotti Stock .
Il fondatore ed inventore della formula dell’amaro, è scomparso nel 1967, ma la tradizione di famiglia nella sua produzione viene portata avanti tuttora da un team aziendale e dai discendenti.
Il nome dell’amaro è dedicato all’Etna, il vulcano che domina la città di Catania dall’alto dei suoi 3000 metri e che periodicamente la spolvera con le ceneri delle sue spettacolari eruzioni.
La “Montagna”, come viene affettuosamente chiamata dai catanesi, è il luogo di raccolta della maggioranza delle erbe necessarie al confezionamento dell’amaro.
La ricetta ha origini dalla farmacopea casalinga della famiglia e fu tramandata di padre in figlio fino alla sua realizzazione in forma “industriale”.
L’amaro delicatamente amabile, può essere consumato a piacere sia come dopo pasto, sia come aperitivo allungato con acqua di selz e ghiaccio.