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Libro Saperebere

Il Progetto Saperebere ha prodotto dalla sua fondazione, nel 2010, tre libri, il primo omonimo del sito, Saperebere, la cultura del bere responsabile, alla quarta ristampa, con l’edizione del 2015 riveduta nella parte inerenti ai cocktail internazionali, le cui formule sono state aggiornate con i nuovi ricettari Iba.

SAPEREBERE

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Questo è l’unico capitolo auto referenziante del sito, e pur non amando questo genere di scrittura, mi è sembrato giusto, a questo punto della storia scriverne a riguardo.
Condividere con i visitatori l’idea e l’esperienza che hanno dato genesi a questo progetto era necessario per dare una risposta ad alcune domande che mi vengono poste.
Pochi infatti conoscono la storia della nascita del sito e del libro Saperebere dalle sue origini.
7351_1L’idea prende forma anni addietro per soddisfare un’esigenza legata all’insegnamento nella scuola alberghiera.
Nel 2007, vista l’esperienza maturata nel mondo bar in diversi ambiti, dal classico bar gelateria, al lounge al bar di albergo, mi fu chiesto di erogare un progetto di docenza legato alla Terza Area, ovvero una serie di incontri professionalizzanti ed orientativi all’interno delle scuole alberghiere piemontesi.
Lo scopo era quello di dare delle indicazioni ai ragazzi circa il loro sviluppo professionale in base alle loro attitudini.
Fu chiaro fin da subito che i ragazzi erano alla ricerca di un insegnamento pratico, dinamico e ricco di contenuti che potesse dare loro una chiave di lettura delle loro aspettative.

I colleghi che mi avevano preceduto avevano dimostrato che spesso un grande barman può essere un pessimo formatore e viceversa ed i commenti che aleggiavano sul progetto da parte degli insegnati e degli alunni non erano molto lusinghieri.
A questo punto era chiaro: non si dovevano annoiare i ragazzi con eccessivi tecnicismi, ma al contempo non bisognava far credere loro che il mondo del bar era solo divertimento e ricreazione.
Nella proposta c’era anche una lacuna legata alla mancanza di contenuti.
La materia inerente ai distillati ed ai cocktail veniva raccontata per il solo aspetto professionale e spesso veniva banalizzata e recluso nei soli ambiti professionali.
masterclass-vermouthLa storia recente dell’umanità spesso ha avuto come sfondo il mondo del bar, infatti molte volte nelle loro stanze si sono decise le sorti delle nazioni.
Inoltre non dimentichiamoci che molti uomini di potere erano, prima di diventare presidenti e senatori, distillatori, produttori di birra o vino, come dimostra la storia americana ed italiana.
Per questo motivo ero e sono fermamente convinto che con l’insegnamento del mondo del bere si possano far passare un alto numero di contenuti storici, letterari o cinematografici semplicemente lavorando sull’interdisciplinarità delle materie.
La storia della distillazione, dei distillati e dei cocktail poteva essere funzionale allo studio della storia e della filosofia.
Nacque così una dispensa che venne poi fotocopiata per lasciarla ai ragazzi che si chiamava “Il sapere del bartending” dove tutti i prodotti venivano spiegati con la loro storia e provenienza.
Per la prima volta i ragazzi studiavano dei cocktail o dei distillati inserendoli in un preciso periodo storico capendone i perchè ed i motivi della loro nascita, esistenza ed evoluzione fino a noi.
classe 3Grazie al successo della Terza Area fui chiamato per sviluppare un progetto all’interno di una scuola salesiana di Torino, il Rebaudengo.
Questa realtà formativa non aveva mai avuto un ramo dedicato al turistico alberghiero pertanto tutto dovette essere progettato dall’inizio.
L’idea era di lavorare a dei corsi per ragazzi disagiati ed a rischio con scolarizzazione bassa, spesso extra comunitari richiedenti asilo senza la Terza Media. L’dea era di lavorare sulle stesse basi del “sapere del bartender” per insegnare loro qualcosa che andasse al di la del solo lavoro pratico.
Ovviamente le difficoltà erano maggiori poichè l’utenza proveniva da una realtà difficile, ma la possibilità di far passare dei concetti culturali insegnando bar era reale e fattibile.
I corsi furono sviluppati e vanno avanti fino ad oggi con successo.
La dispensa fotocopiata divenne un libro, per iniziativa del direttore, dalla copertina verde stampato in soli 250 esemplari, oramai rarissimi, lasciati ai corsisti come libro di testo.
Si voleva dare un aspetto professionale ai corsi ed un libro rilegato aiutava tale voglia.
classeAd oggi che io sappia ce ne sono solo 3 copie esistenti a scuola e vengono conservate in direzione come ricordo della nascita di un progetto a cui pochi credevano in una realtà come Rebaudengo, fatta di meccanica ed elettronica.
Nel 2011 il libro dalla copertina verde, stampato in privato, è diventato il Saperebere.
Questo grazie alla Graphot di Torino dell’amico Alberto, mio cliente fedele al bar dove ho lavorato per anni, l’XO di via Po.
Leggendo il libretto verde per alunni, intuì le potenzialità di una pubblicazione dedicata ai barman in erba, una sorta di Bignami della miscelazione che in poco più di 200 pagine potesse condensare il sapere necessario per iniziare ad avere la classica “infarinatura”.
Il cambio editoriale impose anche la creazione di una nuova copertina con il logo disegnato da Francesco Duò con la collaborazione di libro 8Francesca Morello per lo sfondo che lo contestualizza.
Anche il logo ha il suo perchè.
Una clessidra-alambicco simboleggia il tempo che passa e lo spartiacque del sapere dell’uomo che con la distillazione ha per sempre cambiato la storia del mondo del bere e non solo.
La sabbia della clessidra disegna invece una coppa cocktail, il cui contenuto è il simbolo della creatività dei barman e una chiave di lettura della storia dell’uomo.
Leggendo i loro ingredienti, la loro preparazione e il cambio dei gusti si può capire anche il periodo storico dove nacquero.
Il sito vede la luce nel 2010 poco prima del libro, e conta, all’inizio ben pochi visitatori, mancando di ogni forma promozionale.
libro 4Ma il passaparola dei colleghi, molti dei quali formatori di scuole di bar, che non smetterò mai di ringraziare fa fare al sito il grande salto.
Il sito chiude il 2013 con una media di 400 visite al giorno con picchi di 850 nei mesi di scuola.
Il sito oltre a contenere gli elementi storici del libro si avvale delle foto e dei contenuti aggiornati di una ricerca iniziata nel 2003 facendo tesoro dei viaggi di lavoro a cantine, distillerie e fabbriche di birra,  che tuttora va avanti. Sopratutto la recensione dei prodotti del mercato risulta fondamentale così come la visita alle manifestazioni bar nel mondo, in particolar modo in Europa.
L’idea era ed è di creare un sito di servizio per colleghi ed appassionati facilmente consultabile che fosse fonte di cultura ed ispirazione per tutti, sia per i neofiti di questo mondo bellissimo sia per gli esperti navigati con decine d’anni d’esperienza alle spalle.
Chiudo con un grazie alle aziende che hanno e che credono nel mio lavoro ed ai colleghi ed amici che mi hanno aiutato in questa avventura e che ogni giorno supportano il sito. Elencarli tutti sarebbe impossibile e rischierei sicuramente di dimenticarne qualcuno.

A sinistra nella foto la prima edizione stampata in proprio per le classi dell’Istituto Salesiano.