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Libro Il Vermouth di Torino

Nel 2015 il lancio de Il Vermouth di Torino un libro che raccoglie testi originali di liquoristica dal 1790 ad oggi, immagini, memorie storiche e cultura riguardanti questa eccellenza piemontese. Il libro è stato ristampato nel 2016 considerato il numero importanti di ritrovamenti fra cui un documento della liquoreria Marendazzo del 1784.

 

IL VERMOUTH DI TORINO

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Diversi motivi hanno reso necessaria la pubblicazione di questo libro nel 2015. Motivi che mi rendono orgoglioso, in quanto torinese, per diversi aspetti legati alla riscoperta storica di una nostra eccellenza.
Il libro che ha riscosso molto successo  e, per via di molti documenti ritrovati, è stato prontamente ristampato nel 2016. Cosa inusuale, ampliare un libro a distanza di un anno ma il ritrovamento della circolare di Merendazzo del 1784 e l’approfondimento sulle origini dei vini all’assenzio, con i nuovi libri acquistati, era d’obbligo. La prima pubblicazione infatti si concentrava esclusivamente sulla bibliografia dedicata al Vermouth di Torino concentrandosi su di esso, lasciando a soli brevi cenni la storia dei vini all’assenzio, alla diatriba fra vermouth toscano e torinese, ed alla questione sulla paternità. Una bibliografia ampliata, già in mio possesso, analizzata nuovamente, documenti ritrovati pressi antiquari, ormai diventati amici dopo la prima pubblicazione, hanno permesso questo. Come accaduto nella Miscelazione Futurista, la pubblicazione del primo libro desta attenzioni dormienti. Questa è una caratteristica importante. Antiquari, robivecchi, collezionisti, aziende a cui tu doni o fai presente la pubblicazione improvvisamente si riconcentrano sull’argomento e ti fanno pervenire documenti che avevano in archivio ma che erano stati dimenticati.
Il sostanziale silenzio di oltre un secolo sul Vermouth di Torino dopo la pubblicazione della pietra miliare di Arnaldo Strucchi, l’aumento dell’attenzione mediatica sul vermouth dovuto al ritorno della miscelazione classica e l’inizio della discussione al Parlamento Europeo circa la possibilità di un disciplinare a tutela del prodotto.
vermouth cook bookQuesto interesse era stato inoltre sancito e confermato dal successo di cinque seminari sul vermouth fra il 2014 ed l’inizio del 2015 in cinque diverse città italiane, Milano, Padova, Roma, Torino e Verona che avevano visto un’eccezionale partecipazione.
A questo si aggiunga il successo della Prima Rassegna del Vermouth di Torino organizzata con Ais Piemonte nel 2014 e le due edizioni milanesi di Aperitivi & co, dove il vermouth rappresentava il cuore dell’evento. Successo bissato dalla seconda rassegna alla Duja D’Or di Asti del 2016 e dalle 13 edizioni di Esperienza Vermouth, il seminario permanente sulla cultura del Vermouth di Torino, erogato con mensile costanza ai Docks Dora e di cui si può vedere la pagina dedicata su questo sito.
Con questo libro torno nuovamente a pubblicare con Graphot, poichè il Vermouth di Torino è concettualmente un espansione ed approfondimento di Saperebere.
Il vermouth è il simbolo di Torino nel mondo, un prodotto che vanta una conoscenza spontanea superiore a qualunque altro prodotto proveniente dalla città e unico nel mondo degli alcolici dove è di molte posizioni davanti alla grappa, altra eccellenza nazionale.
I fasti del passato, quando era esportato in tutto il mondo ancora segnano la storia del vermouth che andrebbe riportata in auge e diffusa maggiormente fra le nuove generazioni.
vermouth campari 2Paradossalmente l’unico libro sull’argomento, edito in tempi recenti portava la firma di due anglosassoni, Brown e Miller, e nessun torinese aveva mai affrontato in maniera analitica la storia del vermouth di Torino.
L’uscita annunciata di un libro spagnolo sull’argomento, trattato in maniera più ampia, rendeva necessaria la trattazione e la pubblicazione di un libro che avesse come focus l’eccellenza piemontese.
Un progetto che in futuro potrebbe prevedere ampi orizzonti di manovra che sono in qualche modo sanciti dal Patrocinio della Regione Piemonte a suggellare un ritrovato legame fra il prodotto e la sua zona di origine.
vermouth verona 2Il testo affronta in maniera analitica, senza nessun tipo di concessione alle aziende, non avendo voluto o cercato sponsor, la storia produttiva del Vermouth di Torino.
Questo, potendo vantare una collezione di libri antichi (riportata nella bibliografia) di tutto rispetto che parlano diffusamente di metodi produttivi e materie prime. Un ampio capitolo è dedicato alle spezie ed erbe necessarie alla sua preparazione così come del vino e dello zucchero.
Non mancano gli stili di consumo e la cultura che ruotò per oltre un secolo intorno al vermouth, prodotto di benvenuto ed assurto a simbolo dell’aperitivo non solo in Piemonte.
vermouth roma 3Si parte da approfonditi cenni dedicati ai vini ippocratici (parte ampliata rispetto alla prima edizione), primi testimoni della concia dei vini, anche se l’accostamento al vermouth moderno pare improponibile ed improbabile, sino all’epoca moderna con le considerazioni di Strucchi, Frigerio, Sala, Rossi e Cotone sulla sua storia e produzione. Il libro nuovo si concentra maggiormente anche sulla differenza fra vermouth toscano e torinese e fra la competizione iniziale con gli Ippocrassi. Continua con una carrellata importante delle aziende produttrici, partendo dai grandi della storia, come Cinzano, Gancia e Martini per proseguire con i ritorni importanti come Cocchi, Contratto e Bordiga, la new age di Riserva Carlo Alberto e Berto, i barmen produttori come il-vermouth-di-torino-297794Il Professore e Oscar 697, alle aziende rinate come Anselmo, Chazalettes e Peliti’s (seconda edizione) e nuovi ingressi (Antica Torino e Mainardi), fino ai grandi produttori ai terzisti ed ai piccoli artigiani come BVB e Rovero.  Nessun prodotto è stato recensito volutamente e le gamme prodotto sono solo citate senza nessuna concessione al gusto personale dell’autore. Il libro termina con alcuni cocktail d’epoca, alcuni classici ed alcuni ritrovati sui testi storici come lo Zuavo e l’Americano Argentino. Un libro di 125 pagine (96 la prima edizione foto a destra) che si propone di diventare una pietra miliare del rinato vermouth di Torino che deve tornare ad essere motivo di orgoglio e di interesse per i cittadini ed i turisti che sempre di più affollano la città.
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