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Liquori F

Frangelico e liquori alla nocciola

Liquore pregiato molto popolare nel nord Europa, e semi sconosciuto in Italia, pur essendo prodotto a Canale in provincia di Cuneo. Paradossalmente in Piemonte, patria della Nocciola Tonda Gentile, in assoluto la varietà più pregiata si potrebbe immaginare una distribuzione ed una popolarità diversa. Inoltre come dimenticare la Nutella, la cui radice del nome deriva proprio dal nome inglese dato alle nocciole ed lo squisito gianduiotto, simbolo della città di Torino, insieme al vermouth? Il prodotto non riesce ad imporsi sul mercato anche per via di scelte di marketing della casa madre, Campari, che preferisce, probabilmente, concentrarsi su altri liquori aperitivi ad alta rotazione, piuttosto che su consumi di nicchia legati alla miscelazione di creme, che in Italia, non hanno mai riscosso molto successo. La materia prima sono le pregiate nocciole Piemonte e altre spezie che danno al prodotto un aroma delizioso ideale sia per la miscelazione che per il consumo liscio. Il nome Frangelico deriva da Fra’ Angelico, il leggendario frate eremita che abitò le colline delle Langhe nel 17° secolo. Esiste un altro liquore di nocciole tipico fatto in provincia di Torino datato 1841 dalle Distillerie Vincenzi il cui nome è la traduzione di nocciola in piemontese: Nisola. Un prodotto a diffusione regionale è il liquore Nocciolino di Chivasso, a base di nocciole Piemonte con le quali si confezionano i deliziosi piccoli bon bon, sorta di piccoli amaretti dolci. Il nocciolino di Chivasso, nato nel 1855 ad opera del pasticcere Giovanni Podio, è un dolce da provare, la sua delicatezza e aromaticità ne fanno un prodotto unico nel panorama Italiano. Tale era la sua popolarità ad inizio 900, che anche una polibibita futurista, i cocktail del periodo, li contiene come elemento decorativo. Il liquore anticamente era prodotto a Chivasso, nella liquoreria Capella in via Torino, adiacente alla pasticceria storica Bonfante, produttrice del dolce fin dal 1922. Una leggenda narra che il frate eremita, inventore della ricetta, intitolò alla stella più luminosa della costellazione dell’Auriga, il nome dell’opificio produttore del liquore. Il liquorificio Capella oggi non esiste più e il prodotto è affidato alle Distillerie Francoli di Ghemme, una delle maggiori realtà nel panorama della grappa e della produzione di liquori.
Altra eccellenza poco distribuita è l’ottimo liquore di nocciole Piemonte del Liquorificio Negro, oggi di proprietà della Toso di Cossano Belbo. Anche questo liquore  è intitolato ad un fantomatico frate eremita Fra’ Martino, che abitava le campagne circostanti la sede dell’opificio a Cessole. A questo punto un minimo di fondamento la leggenda che vuole un frate come suo inventore forse ce lo deve avere.
Un altro prodotto di Langa è il Niunirin della Valverde, azienda leader nella produzione di grappe e liquori di Cortemilia.
Questo liquore alla nocciola è ben eseguito, intenso con bel il 6% di materia prima infusa. Il pack è bello e ben curato come il resto della gamma che conta anche genepy e un amaro, recensito su questo sito.
Dopo la produzione piemontese, sicuramente quella con la tradizione maggiore, veniamo ai fuori regione che non per questo sono da vedere come prodotti minori, anzi. Il primo è l’Angioletto di Luxardo, famosa azienda produttrice di liquori a Torreggia, in provincia di Padova. L’area dei Colli Euganei è vocata alla produzione di vino ed ottime ciliegie, con cui la distilleria confeziona ottime grappe e un cherry brandy, noto come Sangue Morlacco. Il prodotto ha un nome curioso, che a prima vista vuole evocare la sua morbidezza di gusto, ma che ha anche un chiaro rimando al prodotto leader di mercato, il “Frangelico”.
Presente a listino in Italia, è comunque commercializzato quasi esclusivamente all’estero.
Dalla Liguria, prodotto con le ottime nocciole di Chiavari, altra area estremamente vocata della nostra bella Italia. Le nocciole in questione hanno un diametro minore e danno vita ad un olio strepitoso che viene commercializzato in piccole quantità.
Il produttore è l’Opificio Clandestino degli in-fusi, di Genova. Una piccola realtà condotta da Andrea Bruzzone, figlio d’arte, avendo imparato da piccolo, nell’enoteca del padre, ad amare liquori ed amari. Il Levantello, questo il nome del prodotto, facendo riferimento alla riviera a cui appartiene Chiavari, ha una bella la bottiglia su cui si vede il muso di una 600 multipla, la Lalla Celestina, zia Celestina in dialetto. La vecchia auto, mitica, era usata per le consegne dell’enoteca, ed ancora in uso, ne è divenuto il simbolo.
Dalla Toscana arriva infine la proposta della Sibel di Livorno, un’azienda proprietaria di alcuni marchi fra cui la storica marca torinese, la Ballor. Giuseppe Ballor, con radici piemontesi consolidate produceva ovviamente un liquore alle nocciole che veniva apprezzato anche dalla Real Casa e dal Conte Camillo Benso, il promotore del Risorgimento Italiano. La bottega nasce nel 1856 come produttore di vermouth, la tipologia vincente del periodo, che vedeva a Torino decine di produttori attivi, che ben presto prese a produrre anche questo dolce infuso di nocciole.
Cavour di ritorno dal suo ministero spesso passava a far visita alla bottega e grazie al suo influente cliente fu conosciuta nelle corti d’Europa e nei palazzi apostolici. Il liquore detto Classico Ballor viene prodotto con nocciole e caramello e viene imbottigliato ancora nell storica bottiglia bassa e panciuta in voga nel periodo, così come l’etichetta che non è stata mai aggiornata. Il prodotto non si riesce più a reperire da almeno due anni essendo la Sibel fallita nel 2014. Un vero peccato per le sorti di un’azienda così prestigiosa.

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