Dopo l'uscita del libro "Saperebere" il testo del sito è coperto da diritti d'autore.
Per acquistare il libro contattare la Graphot allo 011 2386281 o a questo link.

Chiudi

Liquori T

Tagliatella

Liquore di tradizione prodotto dalla Bartolo Nardini, il caposaldo della distillazione italiana di grappa. La distilleria nasce nel 1779 a Bassano del Grappa all’ingresso del famoso ponte sul fiume Brenta. Ancora oggi su tutte le etichette dei suoi prodotti il ponte coperto è in assoluta evidenza, assurto a simbolo della distilleria. Adiacente alla distilleria c’era il negozio, dove venivano vendute tutte le specialità della casa. Allora oltre la grappa, c’erano decine di liquori ed amari, alcuni ancora in produzione, che venivano venduti sfusi nella bella grapperia, divenuta monumento nazionale, testimone di due secoli di storia d’Italia. La zona di confine da sempre fu teatro di scaramucce militari e conflitti, fra francesi ed austriaci, fino ad essere annessa al neonato Regno d’Italia nel 1866. Il negozio aveva dei pratici e grossi dispenser in rame da dove venivano erogati i liquori nelle bottiglie di vetro a rendere portate dai clienti. Sotto ogni dispenser c’era un piatto raccogli gocce, per evitare che il pavimento si inzaccherasse di appiccicoso zucchero. Alla sera questi piatti, invece si essere svuotati nel lavandino contribuivano a formare la “Tagliatella” ovvero un curioso e casuale blend di tutte le specialità della casa, il cui unico pregio era di essere alcolico. A quei tempi, poco si badava al gusto e all’estetica, pertanto anche la gente meno abbiente poteva avere un corroborante, per pochi soldi. Oggi la tradizione della Tagliatella è rimasta, ma il liquore viene confezionato con una ricetta sempre uguale a se stessa, le cui note di cannella e spezie dolci la fanno assomigliare ad un Haus Rum austriaco, tecnicamente un rum fantasia italiano.

Tuaca

Liquore della tradizione italiana, composto da vaniglia e scorze di agrumi, prevalentemente arancio, in infusione alcolica. Pare che la ricetta originale dovesse contenere anche latte, facendolo assomigliare molto da vicino ad un Brandy Egg Nogg. Incredibilmente la Tuaca è praticamente sconosciuta in Italia, ma molto famosa e bevuta in America e nel Nord Europa. Vi sono decine di ricette americane con questo liquore e sul sito è possibile vedere i vincitori che mensilmente si aggiudicano un premio per il miglior mix. La Tuaca condivide la stessa sorte con Frangelico e Galliano, veri best sellers all’estero, la cui produzione viene totalmente assorbita, lasciando poche bottiglie a disposizione per il mercato italiano. L’origine della Tuaca pare perdersi nel passato del Rinascimento Italiano e l’inventore potrebbe essere Lorenzo il Magnifico che fin dal 1580, lo avrebbe utilizzato per ammaliare con la sua bontà gli ospiti di corte. In realtà la vera artefice della nascita della liquoristica di corte era Caterina de Medici, da sempre affascinata dall’infusione erboristica, che fin dalla prima metà del 1500, si era cimentata nella produzione di liquori e triache. Il motivo per cui noi non lo possiamo degustare, pare sia dovuto invece ad un episodio storico relativamente recente. Il liquore nella sua versione commerciale, veniva prodotto dalla distilleria Tuoni&Canepa di Livorno, in possesso dell’antica ricetta, fin dal 1938. La liquoreria produceva già alcuni interessanti prodotti come l’amaro Fatum. I fondatori Gaetano Tuoni e Giorgio Canepa iniziarono la produzione con ottimi risultati, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale impedì una distribuzione capillare del prodotto ed una sua conoscenza a livello nazionale. Molti infatti ignorano tuttora l’esistenza di questo liquore italianissimo. Durante la seconda Guerra Mondiale il comando degli Alleati era di stanza a proprio a Livorno ed alcuni ufficiali americani, degustato il liquore fiutarono un possibile business. Si portarono, al loro rientro negli States, alcune bottiglie, da far degustare ad amici e potenziali clienti. Visto il successo, nel 1950 venne siglato un accordo in base a cui l’intera produzione della distilleria doveva essere totalmente esportata per onorare gli ordini d’oltre Oceano. Questa situazione è perdurata fino all’inizio del 2010, quando la distilleria ha chiuso i battenti, forse a causa del trasferimento alla Brown & Forman di Louisville nel Kentucky, della produzione del liquore.

T +

t+Questo liquore il T+ non è nient’altro che un altro tassello del passato che ritorna in un momento d’oro per la liquoristica italiana, grazie all’ondata neo futurista, ed ad un rinato senso di appartenenza della miscelazione italiana.
Liquori e vermouth del passato che ritornano, liquori nuovi che nascono.
Ogni libro antico di liquoristica contiene almeno un paio di ricette con il tè in purezza ed i futuristi, nel 1932, avevano ben due polibibite all’attivo con questo liquore.
Le colonie con i loro frutti, spezie ed erbe portarono una ventata di novità nella liquoristica italiana con liquori e sciroppi al tamarindo, ananas, tè e banane.
L’idea nasce da Luca Magone titolare del locale XXL baluardo del buon bere in quel di Chivasso che ha avuto l’idea di fare una macerazione alcolica di tè pregiato, aromatizzandolo con sentori di bergamotto.
Il prodotto è ben eseguito, grazie alla conoscenza ed al sapere della Distilleria Quaglia, e profuma di Earl Grey, la famosa miscela inglese ai profumi del noto agrume che ha nella Calabria la sua patria d’elezione.
Al gusto tannino tipico del tè e gusto pieno, ben bilanciato dallo zucchero, che risulta ben dosato.
Il prodotto si presta ovviamente ad ottimi sour, con semplice aggiunta di succo di limone, ed alla preparazione della polibibita Sanatrice con Camomilla e Tamarindo.
Il pack è assolutamente moderno, colorato, con richiami geometrici quasi futuristi.