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Vodka

PaesaggioLa vodka è un distillato di cereali non invecchiato, che negli ultimi tempi ha visto il ritorno alla materia prima originale, le patate ed una declinazione ulteriore con prodotti di derivazione enologica e frutticola. Prima di addentrarci nella storia del distillato occorre definire cosa intendiamo oggi per vodka. Se pensiamo al distillato odierno, ottenuto con alte colonne a piatti, la vodka probabilmente è il distillato più recente della storia, in quanto questa tecnologia fu sviluppata solo, in maniera efficiente, dalla fine dell’Ottocento. Il russo Mendelev a tal proposito, con il suo trattato sull’alcol (si badi non sulla vodka che però, di fatto, è alcol puro alla fine della sua produzione, nella sua definizione moderna) e sull’uso delle colonne, potrebbe esserne l’iniziatore per quanto concerne questa nazione. Se invece parliamo di un distillato bianco, quindi non invecchiato e da pronto consumo, da cereali o da patate, ottenuto con alambicchi discontinui, quindi la tecnologia in essere fino all’avvento delle colonne, la storia potrebbe essere diversa. I distillati da cereali infatti appartengono a tutta la fascia nord europea dove non è possibile coltivare l’uva. A questo punto intervengono le tradizioni e le leggende. Pensiamo infatti alla recente riscoperta del Polugar (di cui si parla nel sito), considerato dai russi il progenitore della vodka…La distillazione di alcol a scopo medico sia da cereali che da vino appartiene alla farmacopea ed alla medicina, in quanto solvente per erbe e spezie. A dimostrazione di questo in Italia abbiamo il nostro Michele Savonarola, medico stimato,  che alla fine del Trecento scrive il trattato sull’acquavite, ovviamente di vino, per ottenere macerati medicamentosi, le acquaviti composite, i moderni alcoliti. E’ francamente difficile stabilire a livello europeo chi sia l’iniziatore di tale pratica. Pertanto dobbiamo lavorare a livello locale, per singola nazione, cercando il Savonarola di turno. Secondo alcuni la Contadinipaternità del distillato appartiene alla Polonia, origine che è supportata da testimonianze orali e documentazioni storiche comprovate, ma la Russia reclama i natali delle prime distillerie, fondate al tempo degli Zar, interessati , come tutti i regnanti dell’epoca, a detenere il monopolio produttivo degli alcolici, fonte inesauribile di guadagni, necessari per sostenere il loro sfarzoso stile di vita a corte e le guerre.
Il nome riportato su questi documenti, ad opera di Stefan Falimirz, un erborista polacco, risalenti al 1534, era “Gorzalka” (in lingua polacca attuale si traduce in “liquore”), solo successivamente il distillato cristallino venne chiamato vodka, dalla radice “voda” ovvero “acquetta”, si dice traendo spunto da un registro doganale dell’epoca che descrisse il distillato come un liquido trasparente simile all’acqua.
Come già accade per altre tipologie produttive (Rum e Whisky) la lettura del nome, Wodka o Vodka, identifica la sua origine: la “W” classifica il prodotto come appartenente alla scuola polacca e la distingue dai distillati di provenienza russi e delle altre nazioni che utilizzano il termine Vodka.
I primi secoli della produzione della vodka, prodotto povero, di origine contadina, sono avvolti nel mistero, poiché poche sono le informazioni scritte arrivate fino a noi, la tradizione casalinga ci ha tramandato la preparazione di un fermentato, ottenuto con le bucce e le patate di piccole dimensioni, inadatte alla vendita al mercato, che successivamente veniva distillato con alambicchi discontinui arcaici. Oggi questi distillati vengono riproposti, con i loro nomi originali “samogon” e “polugar” appartenti alla cultura contadina e mai veramente scomparsi dalla tradizione produttiva popolare.
La difficoltà degli lieviti ad utilizzare completamente gli amidi complessi presenti nella patata e la ruvidezza complessiva del distillato, posero le prime difficoltà ai distillatori.
Nel proseguo della sua produzione si preferì la segale, un cereale di origine celtica, molto resistente al freddo che poteva essere coltivato agevolmente anche nelle fredde pianure polacche e russe, che aveva caratteristiche superiori e donava toni freschi al distillato.
Esiste un documento di origine baltica risalente al 1405, di recente scoperta che rivoluzionerebbe la cronologia dei distillati, facendo balzare la vodka al vertice della classifica che vede l’Armagnac e il whisky, primi come anzianità di produzione.
A prescindere dall’autenticità del documento che se comprovata risulterebbe, fatto salvo successivi ritrovamenti, la più antica ricetta per la realizzazione di un distillato di cereali, quello che è sicuro è che che le iniziali produzioni fossero, come accaduto per tutte le altre realtà, utilizzate come solventi per la preparazione di rimedi curativi a base di erbe per il mal di denti, infezioni intestinali e carenze renali.

Scena russaFurono i facoltosi ed intraprendenti commercianti genovesi, alla fine del XIV secolo ad introdurre i distillati alla corte russa degli Zar.
Vista la nostra cultura vitivinicola è presumibile che si trattasse di distillato di vino, anche se non è dato a sapersi a che scuola appartenesse.
La nobiltà russa apprezzò molto il prodotto ed intuite le potenzialità elevate dell’acquavite, legate ad una sua diffusione nel freddo clima russo, cercò fin da subito di distillare le materie prime facilmente reperibili nell’immenso e sconfinato impero.
Cereali e patate abbondavano, ma anche il vino era disponibile in buone quantità, proveniente dalla Crimea e dalla Bulgaria.
La nobiltà russa, caso unico nel panorama europeo, deteneneva la totalità del sapere della distillazione, dedicandosi alla produzione dei distillati in prima persona ,creando di fatto un monopolio con enormi profitti.
La scelta della materia prima da distillare cadde sui prodotti poveri, disponibili in abbondanza nelle fredde steppe russe, patate e segale, decidendo, vista e considerata la poca struttura del distillato, di non invecchiarlo in botte, se non il tempo necessario per una sua filtrazione e stabilizzazione.
Il vino era presente sulla loro mensa, ma era il pregiato Tokaj ungherese veniva scortato addirittura dagli Ussari, durante il suo viaggio a Mosca, mentre l’approvvigionamento del meno pregiato vino bulgaro e della Crimea, avrebbe comportato eccessivi costi sul distillato finale, a causa del lungo tragitto fino alla capitale o a San Pietroburgo.

La prima distilleria nacque nel 1534 in Polonia, esistono scritti e documenti a certificarne la nascita.
Tali scritti erano opera, come detto, di Stefan Falmirz un erborista che classificò produzione e materie prime impiegate per produrre un distillato che impiegò come solvente nelle preparazioni erboristiche da lui messe a punto per i suoi clienti.
L’alambicco per la produzione doveva essere sicuramente discontinuo, senza le alte colonne che oggi caratterizzano le distillerie di vodka, pertanto il gusto doveva essere sicuramente diverso, molto più simile ad un whisky bianco, con i sentori di granaglie più in evidenza.
Nel 1540 lo Zar Ivan il Terribile pensò bene di favorire il commercio delle bevande alcoliche, sotto l’egida governativa ed aprì le prime rivendite autorizzate, rifornite dalle distillerie in mano alla nobiltà russa, per creare un circolo”virtuso” del denaro.
Ivan il terribileLo Zar assetato di potere iniziò una serie di guerre contro svedesi, polacchi e lituani per il controllo dei mari e dei commerci.
Nonostante il conseguimento di una serie di vittorie iniziali il conflitto si prolungò in un estenuate guerra lunga ben 22 anni che prosciugarono le notevoli risorse dell’Impero.
Si rese quindi necessario un inasprimento delle tasse e l’alcol, facente parte dello stile di vita e di consumo dei russi, fu la prima voce della lista.
Il distillato dell’epoca in realtà era il “samogon”, una sorta di acquavite casalinga la cui produzione illegale si incremetò dopo la nascita del monopolio di stato.
La materia prima di questo distillato in realtà non era codificata come nel caso della vodka, ma prevedeva l’utilizzo di tutto ciò che poteva fermentare, dalla barbabietola da zucchero, al miele, alla frutta.
La principale scusa per l’accentramento statale fu che la produzione casalinga del distillato era dannosa per la salute, mentre la distillazione controllata negli alambicchi statali, non avrebbe avuto percentuali di alcol dannosi, come il metilico. La produzione casalinga di samogon e polugar, i due distillati contadini e popolari per eccellenza venne messa fuori legge e le punizioni per i trasgressori erano molto severe.
Pietro il grandePer avere un idea dei consumi dell’epoca, lo Zar Pietro il Grande, a cavallo fra il 600 e 700 fece commercializzare la vodka all’interno di fusti da 12 litri, misura che rimase in essere fino alla fine dell’800, quando la piaga dell’alcolismo dilagante e l’emergenza sociale ad esso legata, consigliò di utilizzare misure più consone ad un distillato.
La vodka diventò immediatamente una voce importante dell’economia russa tanto che nel 1751, le tasse sulla produzione di vodka furono il 40% del bilancio della corte degli Zar, con il quale finanziare guerre e grandi opere.
Recentemente un produttore di vodka (The Legend of Kremlin nella foto sottostante) sostiene di aver ritrovato un manoscritto nella biblioteca del monastero di Chudov, all’interno delle mura del Cremlino, con una ricetta per produrre vodka. Questa testimonianza dimostrerebbe come la chiesa, ancora una volta, abbia svolto un ruolo importante nel tramandare il sapere della distillazione. Anche in questo caso l’uso della vodka era quello di svolgere il ruolo di solvente per le infusioni d’erbe prodotte a scopi curativi dai monaci farmacisti e di fortificare il dolce vino da messa, per permettere la sua conservazione nei mesi caldi.

NapoleoneLa vodka fu fatta conoscere in Europa da Napoleone, egli ebbe modo di “apprezzare” il distillato durante la campagna di Russia nel 1812, a cui fece seguito la disastrosa ritirata.
Per scaldare le sue truppe, rimaste senza alcolici e cibo, a causa dell’eccessivo allungamento della catena degli approvvigionamenti, razziò ingenti quantità di vodka per rimediare all’attacco del nemico russo più temibile : il freddo del “Generale Inverno”.
La vera diffusione della vodka in Europa arrivò dopo la Rivoluzione Russa nel 1917, con la presa del potere da parte dei bolscevichi guidati da Lenin.
Parecchi esuli russi, appartenenti alla nobiltà, proprietaria dei segreti della distillazione, emigrarono in Francia, per salvarsi dalle epurazioni di massa volute dal regime comunista, che intendeva liberarsi in maniera definitiva, di una classe politica che riteneva responsabile del declino e della rovina della Grande Madre Russia. Seguendo gli insegnamenti di Karl Marx e Bernard Shaw , Lenin non esitò a condannare a morte decine di persone, ritenute inutili per la nuova società che intendeva costruire.
Il più famoso esule è sicuramente Piotr Smirnov il quale vide confiscarsi lo stabilimento, fondato nel 1860, dai rivoluzionari. Emigrò in Turchia per sfuggire alla caccia mortale, e poi in Polonia, dove aprì una distilleria, per decidere poi nel 1925 distabilirsi definitivamente a Parigi, dove cambiò il nome in Pierre, e il cognome in un più morbido e snob Smirnoff.Piotr Smirnovv
Il distillato russo, privo di colore e gusto, non ebbe molto successo fra i francesi, abituati ai morbidi e profumati Cognac e Armagnac. Per cercare una nuova collocazione fu anche proposto come “whisky bianco”, ma senza di fatto smuovere più di tanto gli animi europei. La vera svolta avverrà quando Pierre deciderà di sbarcare in America , dove metterà a punto un aggessivo piano di marketing lanciando il “Moscow Mule” ( paragrafo dedicato ai cocktail).
Storie analoghe sono quella di Romanoff, cognome di una famosa dinastia legata agli Zar, che diede il nome ad una vodka, una volta ritornato in Patria e quella del conte Keglevich che trovò rifugio in Trieste.
Altra situazione analoga visse Il principe Nikolai Alexandrovich, titolare di Eristoff, la cui distilleria fu aperta nel 1806.
Il nobile era originario della Georgia, la regione montuosa del Caucaso, nota come “Virshan”, la terra dei lupi.
Quando disegnò l’etichetta della sua vodka, volle fare onore alle sue origini , stilizzando una testa di lupo ululnate sull’etichetta blu.

pertsovka_750La distillazione della vodka utilizza quasi sempre alambicchi continui, a colonna con piatti, perfezionati a partire dai primi dell’800 da vari inventori fra cui Eneas Coffey. Prima di questi, per la distillazione del fermentato si utilizzavano anche alambicchi discontinui di scuola scozzese o francese o a colonna di ispirazione armagnacais.
La corte degli zar subì grandi influenze dall’Europa e sicuramente la vodka inizialmente era sicuramente più simile al gusto ad un jenever o ad whisky giovane appena distillato.
Mancando le colonne di rettifica, arrivate, come detto dopo il 1800 il distillato non poteva essere puro e libero da profumi come oggi.
Testimonianza ne sia la rinascita del Polugar, ovvero l’antenato della vodka, il fermentato di segale e grano che veniva distillato in rudimentali alambicchi discontinui.
Anche il samogon, altro distillato di cereali russo, una sorta di moonshine delle campagne ci dice che la vodka pura fu una prerogativa produttiva della seconda metà del 1800 con il diffondersi delle colonne che davano maggior efficienza produttiva ed una resa molto superiore.
Il gusto pulito, la facilità di digestione e la semplicità operativa delle colonne che sfruttavano il principio fisico e non la sola esperienza necessaria ad un discontinuo, fecero il successo della nuova vodka.
occtoPrima di questa rivoluzione la vodka, con forti sentori di granaglia , se non peggio, quando distillata da patate, si era soliti coprire i difetti produttivi e “puzzette” con aromi.
Queste vodke di cui si sono perse le tracce erano con scorze di limoni e zucchero,Lemonnaya,  con spezie di vario genere, Okhotnichyae e con grani di pepe nero e peperoncino, Pertsovka.
La seconda era conosciuta anche come la vodka del cacciatore e serviva a scaldarsi durante le battute di caccia invernale alle grasse anatre selvatiche, di cui una capeggia in etichetta.
Il sapore piccante del pepe, del peperoncino e l’olio essenziale delle scorze copriva qualunque difetto e rendeva possibile la vendita di prodotti di bassa qualità ed il suo consumo fra le mura domestiche in grandi quantità.
Queste vodke ormai scomparse, o presenti sul solo mercato interno, se verranno riproposte sarà solo per spirito vintage e non certo per la necessita originale.
Oggi le aromatizzazioni sono altre e saranno spiegate nel proseguo del capitolo.

MendellevPer arrivare ad una codifica delle regole produttive finalizzate all’ottenimento di un prodotto organoletticamente valido, bisognerà aspettare la fine del 18° secolo quando Mendeleev, un fisico matematico di S.Pietroburgo, secondo un’accreditata tradizione popolare, scrisse materie prime e passaggi per ottenere una vodka di qualità, per raggiungere uno standard di produzione costante. Tutto nasce da una tesi scritta dal chimico nel 1865 per conseguire il dottorato ed il cui argomento era la perfetta mescolanza fra gli elementi chimici di acqua ed alcol. Venivano fissati anche i gradi alcolici ideali per il consumo, da 38 a 40 ed altri aspetti che furono poi traslati ed utilizzati a guisa di disciplinare. La tradizione infatti vuole che nel 1894 la corte degli zar lo chiamò per fargli stilare un disciplinare produttivo che mettesse fine alle produzioni non di qualità.
Basandosi su questa idea avrà vita, molti decenni dopo,  il marchio Russian Standard descritto più avanti.
Il suo nome infatti voleva evocare lo standard produttivo che la vodka avrebbe dovuto avere di li in poi.
Mendeleev impose che ogni vodka depositasse la sua ricetta che doveva essere successivamente rigorosamente seguita. In ogni cotta erano ammessi l’uso minimo di spezie o erbe, per migliorare il profilo organolettico. La percentuale minima e la distillazione avrebbero reso impercettibile, seppur fondamentale la loro presenza.
La nascita degli alambicchi continui a colonna e il perfezionamento del sapere della distillazione permetterà la nascita di un prodotto più puro e raffinato, simile quasi del tutto ai prodotti odierni.
Le alte colonne di rettifica permetteranno l’eliminazione delle impurità e la distillazione di un alcol puro con percentuali fino ad allora sconosciute. La successiva refrigerazione eliminava anche eventuali residui oleici e rendeva ancora più morbido il distillato. Anticamente, prima dell’avvento dei contenitori refrigerati si poteva distillare soltanto durante i freddi mesi invernali. La pausa dal lavoro nei campi, per via della neve e del ghiaccio veniva dedicata alla distillazione. Il clima molto rigido evitava che durante l’ammostamento e la fermentazione si sviluppassero acescenze e permetteva poi un naturale filtraggio a freddo nei sotto tetti o nei magazzini delle distillerie. Nonostante le migliorie produttive la vodka rimase semi sconosciuta in Europa, fino agli anni 50 anni, un alcolico fortemente legato alla classe operaia russa, il prodotto simbolo della “cortina di ferro”, un distillato privo di ogni appeal con una carica politica simbolica non trascurabile fra i suoi pochi consumatori occidentali.

James BondParadossalmente fu James Bond, l’agente 007, nemico giurato delle spie russe , a sdoganare in Europa la vodka come alcolico di consumo sia liscio che miscelato, caricandolo di significati sociali ben diversi dagli originali.
Tutto ebbe inizio nel 1953, quando Ian Fleming scrisse “Casino Royale”, creando il fenomeno Vesper Martini, un Martini Cocktail, molto secco, in cui una parte di gin veniva sostituito dala vodka.
Il drink viene bevuto da James Bond durante una partita a poker contro il suo nemico giurato, Le Ciffre, e venne battezzato dallo scrittore Vesper, dal nome della bellissima Bond girl che affiancava la spia di sua Maestà nell sua prima avventura.(per ulteriori informazioni paragrafo “la storia dei cocktail” del sito).
Un ulteriore spot pubblicitario a favore della vodka avvenne nel 1962 con il film “Dr No” meglio conosciuto in Italia come “007 Licenza di Uccidere” dove appare in bella mostra una bottiglia di vodka
Smirnoff per preparare il Vodka Martini agitato della famosa spia.Casino royale
Il distillato a metà degli anni 50, diventerà protagonista di decine di cocktail creati, in America e in giro per l’Europa, da tutti i barman famosi dell’epoca, che non volevano perdere l’occasione di inventare qualcosa di nuovo, dopo gli anni di dominio incontrastato del rum e del gin.
Non solo i barman ebbero un ruolo fondamentale nell’ascesa della vodka, ma anche la gente comune, gli ingegneri e gli intellettuali americani iniziarono a berlo miscelato con succo d’arancia, anche i surfisti che abbandonarono il rum, in nome del cocktail Harvey Wallbanger, un mix di vodka creato, si dice, in onore di un campione di questo sport.
Non mancarono i coktail legati al periodo buio della Guerra Fredda e i drink dedicati alle imprese spaziali russe, come lo Sputnik di Victor Repaire, che crearono una virtuosa cassa di risonanza per la vodka, che si affrancò finalmente dal ruolo di distillato povero e contadino.

COLONNA DA VODKALa produzione di vodka attuale persegue la purezza assoluta e la moderna tecnologia da una grossa mano ai distillatori odierni con alambicchi molto efficienti e totalmente regolati da computer, che separano, senza nessun timore di errore, teste e code.
La tendenza attuale è di utilizzare piccoli alambicchi di rame, per preservare la materia prima, con colonne in sequenza. Il numero di passaggi in alambicco, dai classici due, massimo tre, è aumentato ed arriva anche a nove, in alcune vodke cosidette superpremium, ma sembra spesso più una trovata di marketig che reale necessità. Una distillazione in colonna in un alambicco in perfetto stato di funzionamento necessita di un massimo di quattro distillazioni per ottenere un liquido puro al 96%. Il recente passato vedeva il tradizionale processo in tre distillazioni e per lungo tempo si era mantenuta questa tendenza, che risulta essere ancora vincente.
La prima distillazione può avvenire con due alambicchi diversi, sia a colonna che misto, ovvero con caldaia e colonna breve, tipico di produzione da frutta o rum.
Il mosto fermentato, spesso non filtrato, ricco di crusca e fibra, veniva disalcolato mediante vapore acqueo in pressione che viene “sparato” alla base della colonna. Il mosto cadendo dall’alto della colonna incontra il vapore che provvede a separare la materia dalla frazione alcolica.
Ottenuta la flemma alcolica si iniziava il ciclo produttivo con due successivi passaggi in alambicchi a colonna per purificare il distillato.
COLONNA DA VODKA 2La colonna normalmente alta una trentina di metri conta da 45 a 46 piatti e sfrutta il principio fisico legato al fatto che l’alcol etilico puro ha una molecola più leggera di ogni altro. Le impurità si fermeranno ai piatti inferiori.
Due passaggi sono sufficienti per ottenere un’acquavite pura, portando a tre le distillazioni totali.
I due passaggi sono fondamentali poiché per quanto possa essere efficiente una colonna in quanto con il primo passaggio l’alcol etilico non riesce a liberarsi completamente delle impurità, fermandosi poco sopra la metà dei piatti. Il numero del piatto in cui viene raccolta la prima frazione è un segreto produttivo.
Le colonne hanno infatti piatti collegati da tubi e “troppopieni”, che scaricano nel piatto sottostante o esternamente alla colonna in specifiche condotte i vapori condensati, ricchi di impurità, che riportati in caldaia o nel piatto sottostante inizieranno nuovamente il ciclo.
DISTILLAZIONE campanelle alambiccoSolo l’alcol più puro potrà passare fra essi senza condensarsi nuovamente attraverso un processo continuo lungo parecchie ore.
Se non si dispone di una colonna unica per via di un soffitto basso, costruito in precedenza per altri scopi, si può acquistare un impianto con colonne sequenziali.
Il primo distillato viene passato alla seconda colonna che provvede ad una nuova distillazione e cosi via, fino a che non avremo un distillato praticamente puro, privo di profumi, con una gradazione superiore ai 96 gradi (variante fra i 96.3 e 96.4).
Questa gradazione corrisponde alla massima consentita per l’etanolo dalla legge italiana. Il numero di distillazioni a questo punto può variare a seconda dei produttori, in base all’impronta organolettica che vogliono dare al loro prodotto.
Chi cerca la purezza assoluta distillerà più volte.
ColonneChi vuole preservare le caratteristiche della materia prima e dare un impronta definita ai profumi lo farà da un minimo di una, come la Vestal ottenuta dalle patate o con le due della Potocky. Entrambe sono di scuola polacca che sembra essere quella maggiormente conservativa.
Un numero di passaggi superiori snatura la materia prima rendendola semplice alcol puro, da qui l’utilizzo di svariate materie prime come vino, mele e il ritorno alle patate.
ColonnaVa ricordato che analizzando un diagramma dell’analisi della purezza ottenuto con particolari filtri posti nelle colonne ben si evidenzia che già alla terza distillazione in una colonna efficiente si ottiene un distillato pressoché puro.
L’acquavite distillata due volte avrà un forte sentore di granaglie, simile al profumo che si incontra all’interno di una fabrica di birra, molto simile ad un whisky bianco, mentre i prodotti a pluridistillazione saranno fortemente eterei con profumi quasi assenti della materia prima.
Giova ricordare che le vodke moderne hanno un residuo aromatico inferiore all’1%, rendendo di fatto quest’acquavite un alcol neutro.
La miscelazione della prima risulta molto più difficile per via dei profumi marcati, mentre la seconda sarà decisamente più versatile.
L’alcol ottenuto all’uscita dell’alambicco deve essere fatto riposare in acciaio per alcuni mesi per smorzare la naturale irruenza e sedimentare eventuali impurità.
VINO FILTRO 2Seguirà la filtrazione con carbone di legna o materiali nobili e la diluizione con acqua pura, filtrata, distillata o trattata con osmosi inversa, per gradazioni più consone al consumo umano. In alcune distillerie, la filtrazione del distillato è successiva all’addizionamento con acqua.
La filtrazione avviene normalmente con tavole di cartone alimentare o in carbone di betulla o acero, mentre molte distillerie hanno introdotto per un criterio di selettività altri materiali fantasiosi, come le sabbie di quarzo aurifero, polvere diamantifera e calcari provenienti della Champagne.
La vodka non prevede invecchiamento, se non nella variante Starki o Starka che sarà trattata più avanti nel capitolo, con relativa storia e metodo produttivo. Ma sono in arrivo sicuramente novità su questo settore, poichè alcune grosse distilleria stanno provando nuove strade.

 

 

 

Dopo secoli di distillazioni a colonna continua e materie prime povere, gli anni 2000 vedranno un’importante deroga ai disciplinari della vodka.
Una nuova materia prima, nobile e delicata, stava per essere inserita nel disciplinare produttivo, per la verità poco chiaro, con varie possibilità di interpretazione, stilato da polacchi e russi: il vino bianco utilizzato da sempre per Cognac, Armagnac e Brandy. Sfruttando un cavillo, legato al concetto di materia prima di origine agricola, si inserì anche il vino, nel novero dei prodotti utilizzabili per la distillazione, essendo prodotto a partire da un prodotto agricolo, l’uva… Questo cambio di disciplinare, fortemente voluto dai francesi e dagli italiani, alle prese con eccedenze enologiche e con la crisi dei distillati ambrati, fece in modo che la vodka potesse essere distillata anche a partire dall”uva, stravolgendo quello che era il profilo organolettico tipico del distillato di cereali, creando una confusione nel consumatore che normalmente identificava con Cognac, Armagnac, Brandy e Grappa i prodotti tipici derivanti da essa.I progressi della distillazione, grazie ad alambicchi a colonna sempre più sofisticati, in grado di rettifiche fino a poco tempo fa impensabili hanno reso possibile questa cosa.Grazie a colonne altissime e a pluridistillazioni si è riusciti a privare l’uva dei suoi precursori di profumo, rendendo il distillato vodka, neutro come nel caso dei cereali, ma con maggiore morbidezza in bocca.La gradazione in uscita dall’alambicco di una vodka enologica è prossima ai 96
gradi, limite tecnico lontanissimo dalle distillazioni di qualità di Grappa e Cognac.
Le modifiche e le variazioni sull’utilizzo della materia prima hanno portato anche alla produzione della prima vodka di mele da parte della Chase, una distilleria inglese famosa per la produzione di vodka a base di patate, di cui si parlerà più avanti.Le mele tradizionalente sono la materia prima di sidro e Calvados (capitolo dedicato), ma anche in questo caso, opportunamente rettificate perdono molto del loro “frutto”, e danno una vodka molto interessante per morbidezza. Il produttore infatti ha chiamato la vodka Naked Vodka,(vodka nuda) proprio perchè ritiene che questo prodotto sia assolutamente da bere puro per le sue caratteristiche. La distillazione moderna, abbinata a speciali filtri , meccanici e naturali molto sofisticati ha reso possibile il re impiego della materia prima originale, la patata, che visto l’alto indice di impurità nel prodotto finale, era stata progressivamente abbandonata.Recentemente è stata lanciata anche una vodka ottenuta con un cereale, il Quinoa, (la cui descrittiva è più avanti), il cui utilizzo era impensabile fino a poco tempo fa…

cirocIl mercato delle vodke ha subito negli ultimi 10 anni una vera e propria rivoluzione, da prodotto adatto solo alla miscelazione ad articolo di lusso dal sapore morbido, da bere liscio in eleganti bicchieri.
Il mercato è un susseguirsi di versioni super ultra premium dai pack ricercati, con prezzi litro vicino a quelli del Cognac, in virtù di molteplici distillazioni e filtrazioni in materiali nobili, dalla polvere aurifera, ai diamanti ai calcari di Champagne.
La prima disalcolazione in alambicchi a colonna, è sostituita nei prodotti francesi e scozzesi, detentori del processo discontinuo per la produzione di Cognac e Whisky, da piccoli alambicchi di rame, che preservano maggiormente i profumi primari e secondari del prodotto nella prima distillazione.
greygooseIn questo modo ottengono un “bonne chauffe” o un “low wine” ricco di profumi da avviare in distillazione.
Concetto di marketing sottile poichè noi sappiamo che la colonna nelle due successive appiattirà quasi a zero la percentuale di residuo nel distillato.
Questo cambio epocale nella produzione della vodka è soprattutto dovuto ai paesi emergenti nella produzione di questo distillato, che intuito il business si sono gettati nella mischia con forti innovazioni in grado di colmare il gap storico esistente con Polonia e Russia, con quello tecnologico emozionale, con cui impressionare il consumatore.
fou dreLa vodka, non necessitando di lunghi invecchiamenti è un prodotto ad alta redditività, a differenza dei distillati ambrati che sostano per anni in cantina, dove rappresentano un centro di costo e capitale immobilizzato.
Il cambio di gusto del consumatore e nuovi stili di consumo, hanno dettato un cambio di politica commerciale nelle aziende commerciali, che hanno capito che una forte politica di marketing, incentrata sull’immagine glamour della vodka sarebbe stata vincente, nei confronti di un consumatore sempre più attento all’apparenza.
Il grosso bagaglio di esperienza di alcune aziende nel gestire marchi importanti in altre tipologie di distillato, ha saputo fin da subito indirizzare il consumatore, creando in poco tempo delle vere e proprie “case history” legate alla mania collettiva per un prodotto premium.

092912851-68c1b060-1781-4dba-ae3f-ea4587da31d8Questo capitolo è dedicato a quelle vodke che hanno fatto dell’estrema connotazione il loro cavallo di battaglia.
In un mercato ormai prossimo alla saturazione, con distillazioni, materie prime, aromatizzazioni e filtrazioni di ogni tipo questi produttori hanno deciso di portare alle massime conseguenze i concetti precedentemente espressi.
Condivisibili o meno, utopiche o reali queste vodke fanno parte del mercato e come tali vanno accettate.
Il capitolo ha il compito di illustrarle, fermo restando che l’autore non condivide l’uso di animali ne per decorazione di cocktail ne per aromatizzare liquori.
Animali no, ma donne si, anche se le associazioni femministe si sono prontamente schierate contro.
diamondvodka-230La G-Spirits tedesca vende per 139 euro una vodka, di cui si sa ben poco a livello produttivo (ma a chi importa?) che prima di essere imbottigliata è stata “filtrata” passando per intero sul corpo della modella Amina Malakona.
Da un corpo di donna ad una cascata di diamanti, promessa dalla Diamond Vodka 100, in cui il numero indica il numero di filtrazioni subite dal distillato prodotto dalla Bendistillery in Oregon.
Si passa dalla lava solidificata, al carbone di acero, ai cristalli di quarzo per finire con un tank di acciaio pieno di diamanti grezzi.
Va da se che la perdita di prodotto, assorbita durante le varie operazioni è decisamente elevata e questo porta il prezzo ad oltre i 50 euro.
Il profumo quasi nullo, la mancanza di archi di glicerina nel bicchiere e di qualunque gusto indicano che l’operazione rarefazione è riuscita pienamente.
Da cento filtrazioni passiamo alle 159 distillazioni che ha subito la vodka CLIX, il cui nome è la scrittura del numero romano, in cui C sta per cento, L per cinquanta e IX per 9.
La vodka è prodotta dalla Buffalo Trace la grande distilleria americana nota per i suoi ottimi bourbon.
hdw-clix-vodka-bigProprio per questo non c’è modo di dubitare della veridicità del processo produttivo, rimane solo da capire che alambicco sia stato usato e quanta pazienza abbia avuto il mastro distillatore Harlen Davis Wheatley.
Il segreto in questo caso è legato alla massa iniziale di fermentato ben 7.500 litri che è stato suddiviso e ridistillato entro il corso di un anno, ovvero quasi una distillazione ogni due giorni escluse le feste di natale ed estive…
L’obiettivo del mastro distillatore era di ottenere la migliore ricetta possibile per una vodka.
Per ottenere il fermentato sono stati utilizzati grano invernale, orzo, segale ed un mais speciale noto come Yellow Dent, combinati in vari modi all’interno dei vari mash.
Usando un alambicco discontinuo per disalcolare, tagliando poche teste e code si sono potute fare molte distillazioni e molte base di acquaviti da ridistillare.
skorpoioSi è poi avviato tutto alla colonna di rettifica per i due o tre passaggi finali. Una volta terminato il processo si è deciso quali fossero le migliori per ottenere il risultato finale.
Molto bello il pack in legno di radica per un prodotto dal costo esclusivo di quasi 250 euro per 75 cl di prodotto, in cui la bottiglia di prezioso cristallo è firmata dal mastro distillatore.
Un produttore inglese di chiare origine ispaniche Rodrigo Rodriguez, produttore di bevande e cibi fin dal 1977, ha mutuato la tradizione messicana che vede il gusano, la larva dell’agave, affogato nella bottiglia del Mezcal, lanciando sul mercato la Skorppio Vodka.
Anche allo scorpione vengono attribuite in moltissime culture, sopratutto nel sud est asiatico, poteri afrodisiaci e sono mangiati alla stregua di normalissimi crostacei. In questo caso il velenoso animale viene allevato in cattività ed in speciali condizioni e viene privato del veleno con un processo chimico. In questo modo può essere immerso nella vodka, senza paura che le tossine vengano sciolte nell’alcol, per fare la stessa fine del gusano nel Mezcal e del Duca di Lawrence che nel 1478, chiese al re che lo aveva condannato a morte per cospirazione, di essere affogato in un barile di vino Madeira. La vodka è una classica di scuola russa , ottenuta da grano con cinque distillazioni, mentre lo scorpione può essere mangiato “tranquillamente” o venir utilizzato come decorazione in uno speciale Martini Cocktail , come suggerisce il produttore dal suo sito internet. Gli scorpioni edibili, come nei caso dei gusano fritti, possono essere acquistati separatamente dalla vodka ed essere utilizzati come snack accompagnatori dello shot di vodka.
Il prodotto è distribuito ovviamente in Malesia, Indonesia, Messico e Vietnam, ma anche in qualche paese europeo, esclusa l’ Italia, la cui clientela dimostra di non gradire molto i cibi al di fuori della tradizione.

eylin-blog-absolut-vodka-prima-diOggi con la moderna distillazione a colonna continua i profili organolettici delle vodke sono assolutamente perfetti.
Ad oggi, analizzando una vodka spesso le sostanze aromatiche ammontano ad appena un grammo litro, contro altri distillati ben più “pesanti”.
L’estrema digeribilità della vodka viene spiegata infatti in questo modo, poichè priva di alcol oleici cosidetti pesanti, le temibili code di cui le acquaviti di cereali sono particolarmente ricche.
Nonostante questo le aziende hanno mantenuto la tradizione di aromatizzare le loro vodke con fiori e frutta che via via si alternano rispondendo alle mode.
26-belvedereLa vodka di riferimento in questo cambio è Absolut, che con le aromatizzazioni ha creato un vero mercato fatto anche di collezionismo grazie a bottiglie particolari create a doc.
Di seguito le altre, anche i nuovi prodotti che dopo il lancio della loro vodka neutra fanno seguire sempre alcuni aromi.
I “profumi”attualmente più in auge, per le vodke super premium assolutamente cristalline, sono i classici frutti rossi, con cranberry in testa, pesca ed agrumi.
Le aromatizzazioni possono essere di due tipi: per infusione classica, con aggiunta, molto spesso di aromi per rendere stabile e persistente il gusto o per distillazione.
Ovviamente i prodotti per infusione, tecnicamente dei liquori senza zucchero, saranno colorati, spesso artificialmente mentre i distillati saranno trasparenti con profumi maggiormente pungenti.
Tralasciando le aromatizzazioni commerciali di cui sarebbe impossibile tracciare una recensione per azienda, considerato che sono abbastanza omologate e tutte tecnicamente perfette, è meglio lavorare sulle vodke di tradizione, ovvero quelle vodke che hanno un botanico che da sempre le connota.
zuborwkaZubrovka , la vodka prodotta in Polonia a partire dalla segale con all’interno un filo d’erba profumata di cui sono ghiotti i bisonti del parco naturale di Bialowieza, una riserva naturale per gli ultimi esemplari (zubr in polacco) europei. Il metodo produttivo prevede la preparazione di un infusione alcolica di questa particolare erba, il cui unico filo presente in bottiglia, serve esclusivamente come decorazione. La raccolta di questa particolare erba è assicurata da 21 famiglie indigene a cui è stata data autorizzazione alla permanenza all’interno del cuore del parco, che non è raggiungibile in automobile, per assicurare la massima tranquillità agli animali.
La vodka ha un profumo delicato oleoso di nocciola e cocco, decisamente lontano dal vegetale e linfatico che uno potrebbe aspettarsi.
La vodka viene prodotta mescolando una piccola parte d’infusione dell’erba e di un alcolato ottenuto dalla sua distillazione.
Questo permette di fissare molto meglio il profumo e renderlo persistente.
Il filo d’erba presente infatti è puramente decorativo.
STUMBRAS_Buffalo_Grass_VodkaLa sua omonima dalla Lituania, anche se non si può fregiare dell’etichetta del bisonte, è la Stumbras.
Il parco confina con la Biellorussia infatti e non con la Lituania, anche se per poco.
L’erba è però diffusa anche nello stato baltico che confina con la Polonia, e la distilleria afferma che era tradizione anche da quelle parti aromatizzare la vodka con tale erba, un po’ come accade da noi con la grappa alla liquirizia, di cui nessuno può vantare la paternità.
Nel caso di Zubrowka però l’appartenenza territoriale al parco ed ai bisonti sembra decisamente più forte.
Oltre a queste due non mancano altri prodotti, come la Grasovka, unione di Grass e Vodka, che a prima vista ne sembra l’imitazione, prodotta in Germania.
La vodka ha vinto comunque premi per la sua qualità, ma sembra meno “genuina” nell’immagine.
I polacchi infatti riconoscono come unica vodka del bisonte la Zubrvka.
NEW_Babicka_bottle_[1] (1)Una altra vodka aromatizzata tradizionale arriva dalla Moravia, la regione ad est della Repubblica Ceca.
Il suo nome è Babicka (compagniadeicaraibi.com), da quello delle anziane signore, con doti di guaritrici, famose in questa area.
Queste “streghe” erano molto in auge nel XVI secolo, come già accaduto anche in Svizzera, nel medesimo periodo, dove anziane signore la cui storia è avvolta nel mistero preparavano un infuso di assenzio, spesso distillato, usato per guarire ogni cosa.
La vodka infatti è ottenuta con un infusione di assenzio, da cui il nome wormwood vodka, che da sempre ha proprietà curative riconosciute nella farmacopea casalinga.
La distilleria attuale, la Green Tree Distillery, rinata grazie ad Alex Clarke, fu creata nel 1518 a Prostejo nella regione della Moravia, dove poteva contare su acqua pura e materia prima in abbondanza, il celebre grano.
IMG_0117-rit-89x300Oggi la vodka viene distillata in colonna per due volte, dopo di che si aggiunge l’infusione di assenzio finocchio ed anice, gli stessi botanici base dell’absinthe svizzero, per essere nuovamente distillata.
La vodka viene poi filtrata, lasciata riposare ed imbottigliata.
Il prodotto non è assolutamente amaro, visto che il sentore non può essere veicolato dai vapori alcolici, ma rimane gustoso e diverso da quello di una vodka normale.
Dalla Russia arriva invece Ayahnk Vodka, (timossi.it) dal nome dell’Angelica Archangelica, il botanico usato anche per la produzione del gin.
Il processo produttivo assomiglia a quello della Babicka, con l’aggiunta dell’erba nella fase finale della distillazione per creare un aromatizzazione ma decisamente delicata, in questo caso leggermente piccante.

exquisiteLa produzione della Polonia è stata per lunghi anni rappresentata in Italia dalla Wyborowa (squisito in Polacco), che ancora oggi rappresenta un ottimo rapporto qualità prezzo.
Questa azienda fa infatti dell’export il suo principale business potendo contare sul fatto di essere stata fra le prime aziende a portare la vodka fuori dai confini polacchi.
Negli anni 80 e 90 divenne sinonimo di vodka in molti paesi fra cui la Gran Bretagna ed ha il merito di aver fatto conoscere la vodka nel mondo.
La distilleria venne fondata nel 1820 dall’imprenditore ebreo Hartwig Kantorovicz a Poznam.
Recentemente per controbattere la crescente proposta di paesi non tradizionali nel settore premium ha lanciato un prodotto chiamato Exquisite con caratteristiche superiori
Altra distilleria nota per la sua produzione esclusiva è la Belvedere dal nome del palazzo in stile Rinascimentale Italiano sede della presidenza polacca a Varsavia.
vodka-belvedereQuesta vodka è apprezzata da molti vip del jet set specie in America, Clooney e molti rapper sono bevitori di questo distillato, i cui segreti stanno nelle undici filtrazioni, nell’acqua purissima di Polmos Zyrardov, la segale di eccezionale qualità e le quattro distillazioni.
Di recente uscita anche un’ottima versione aromatizzata con 9 botanici come ci ricorda anche l’etichetta in numeri romani , con una bottiglia nera satinata molto bella e modaiola.
Non solo moda, ma attenta anche ai gravi problemi del mondo, la Belvedere ha lanciato nel 2011, in ben 50 paesi, la Red, un prodotto che nasce per raccogliere fondi per le grandi emergenze dell’Africa, come Aids, malaria e tubercolosi.
Infatti metà degli utili ottenuti dal distillato andranno in beneficenza al fondo Red , nato per aiutare le popolazioni in difficoltà del continente nero.
Il mercato e l’offerta concorrenziale al massimo, come quello della vodka, spesso si spingono verso il massimo ottenibile e estremizzano la ricerca di materie prime, metodi di distillazione e pack ed è così che accade che spesso poi si ritorni alla tradizione.
orzel_vodkaProdotto premium che subisce 6 distillazioni e 4 filtrazioni di cui una in sabbie di quarzo è la Orzel della distilleria di Polmos Lublin oggi conosciuta Stock Pollska .
Orzel è il nome polacco ad indicare l’aquila , effige che spicca sull’etichetta rossa e la bella bottiglia di questo raffinato prodotto che si presta a miscelazioni eleganti come al consumo liscio in virtù della sua morbidezza.
I prodotti di ultima generazione hanno visto l’impiego di un sempre crescente numero di distillazioni e di filtrazioni, molte di esse con materiali pregiati e costosi ad incrementare il prestigio del prodotto finale, mentre alcune si sono mantenute fedeli alla tradizione che vuole la vodka come un prodotto semplice e di facile realizzazione.
In questa ottica si pone l’introduzione sul mercato della Potocki, distilleria di antiche tradizioni, nata agli inizi del 1800.
Questa vodka artigianale viene distillata solo due volte e imbottigliata senza filtrazione, contrariamente alla moda attuale che vede anche 11 filtrazioni e 5 distillazioni in alcuni prodotti super premium.
252659Il primo passaggio avviene per disalcolare il secondo in colonna non impoverisce troppo il distillato poiché l’alcol non arriva fino in cima alla colonna a 96 gradi.
Il ritorno alle origini comunque avanza e nel proseguo del capitolo vi sono alcune acquaviti che riportano la vodka ad essere un prodotto estremamente basico e “gustoso” come dimostra la riscoperta del polugar.
La storia dell’azienda Potocki è travagliata è merita di essere menzionata, per la caparbietà dimostrata dal discendente della famiglia.
La famiglia è da sempre proprietaria del castello di Laucut dove fin dal 1784 era prodotta la vodka che rimase in produzione fino al 1944, anno in cui la distilleria venne nazionalizzata con la liberazione da parte delle truppe russe della Polonia.
Nel 1992 la distilleria venne chiusa , ma dieci anni dopo, con la decisione di privatizzare le proprietà statali , la distilleria tornò in possesso di Jan Roman Potocki, che nel 2004 riprese la produzione della vodka di famiglia…
Altra vodka polacca di prestigio nonchè tra le più vendute al mondo essendo all’ottavo posto del ranking, è la Zytnia, prodotta con segale di alta qualità a cui si aggiunge una piccola quantità di alcol di mele, per ammorbidire con sentori fruttati il distillato.
uluvka-vodka-40-175cl-6-shots-Di scuola polacca, ma con un fortissimo marketing anglosassone, è la vodka U’luvka, prodotto super premium che dal suo lancio nel 2005, ha conseguito una serie interminabile di premi, dal miglior pack al miglior prodotto.
Questa vodka dal pack innovativo e con un etichetta misteriosa a riportare un simbolo alchemico è il frutto di un accurato studio e ricerca iniziato circa dieci anni fa.
Il fondatore della distilleria si mise alla ricerca della mitica ricetta ordinata nel 1603 da Re Sigismondo III di Polonia al noto alchimista Serdivogius , affinché producesse la quintessenza della vodka per l’uso a corte.
In quel tempo alchimisti e erboristi incominciavano a maturare grandi esperienze di distillazione infatti, utilizzavano questo distillato come solvente per le loro infusioni alcoliche di erbe e radici officinali, per la creazione di elisir di lunga vita, grazie a queste esperienze il noto alchimista mise a punto una ricetta talmente pura da essere riconosciuta come la migliore vodka di sempre.
VODKA VESTAL SINGLE DISTLa ricetta ovviamente è stata trovata dopo anni di ricerche a corte e negli archivi reali e ha visto la luce nel 2005.
Il sito di questa vodka è molto bello ed accompagna la vostra visita con immagini alchemiche e musica medioevale di sottofondo.
Altrettanto fascinosa, grazie al nome, e molto buona è la Vestal Vodka, la cui particolarità è la singola distillazione in alambicchi da colonna che in questo modo non impoverisce troppo il distillato.
Il nome richiama la dea Vesta la patrona del focolare e della casa e le cui sacerdotesse erano dette vestali, nome a cui si ispira il distillato. Il fuoco sacro potrebbe essere quello dell’alambicco che produce questa vodka molto particolare.
La colonna non riesce con un singolo passaggio a rettificare completamente il distillato pertanto lascia molti principi aromatici che si percepiscono molto bene al naso.
La distilleria è piuttosto piccola ed è gestita da padre e figlio, spinti dalla voglia di innovare nella tradizione un settore dominato dai grandi brand.
ChopinIl ritorno alle materie prime classiche, di sola provenienza polacca, ed alla distillazione singola sono un segno della volontà di produrre qualcosa di nuovo, ma nel filo della tradizione più schietta polacca.
In bocca il prodotto risulta “grasso”, con aromi di nocciola verde e linfa di legno di liquirizia, decisamente gustosa per una vodka, come noi la immaginiamo.
L’azienda propone una “Kaszebe” ottenuta con le patate, una classica con segale e una starka invecchiata.
Sempre legata alla tradizione, questa volta musicale, è la Chopin, prodotto super premium che vede nuovamente l’utilizzo delle patate.
Le patate sono di cultura biologica, coltivate in zone incontaminate, da esse si ottiene un distillato puro ed armonico, il cui nome è dedicato ad uno dei più grandi compositori e pianisti di tutti i tempi Frederick Franciszek Chopin, nato in Polonia da padre francese. Il produttore infatti vede delle analogie fra lo spirito produttivo suo e quello del compositore che fece della perfezione stilistica il suo credo.
krovaLa distilleria praticamente è a conduzione famigliare ed è sita nell’est della Polonia a Krzesk all’interno di una tenuta di 17 ettari dove vengono prodotte anche le materie prime. Nel caso delle patate ( le altre due vodke sono di grano e segale) la raccolta viene dichiarata a mano cosi come la selezione delle stesse.
La Krova è un prodotto di tradizione con un bel pack azzurro per seguire la moda lanciata dal gin Jodhpur suo gemello, che viene commercializzata dalla spagnola Beveland Distillers.
Viene prodotta in Polonia con un mix di segale, grano e patate.
Un inedito mix di cui però si sa ben poco a livello di storia ed intenti aziendali.
I fermentati di patata e cereali, distillati in maniera separata in colonne, vengono poi uniti e filtrati 5 volte.
Qui si fermano le notizie, infatti nonostante che abbia avuto l’ambito riconoscimento dela medaglia d’oro, nel 2012 all’annuale competizione di S. Francisco, non possiede tuttore un sito internet proprio, come spesso accade per le vodka cosidette premium.
VODKA sobieskySe Krova da poche informazioni di se, la Sobiesky ha invece un sito assolutamente spettacolare dove addirittura troviamo un Bruce Willis in piena forma che ci consiglia e discute sulla qualità della vodka in un simpatico video.
Un duro per un prodotto la cui politica promozionale ha una vena polemica e ferocemente ironica simile a quella impersonata normalmente dal famoso attore hollywoodiano.
Il nome dell’acquavite è ispirato a Re Jan III Sobiesky, l’ultimo grande regnante polacco vissuto a cavallo del 1600.
Conosciuto anche come il “Leone di Polonia” questo re non aveva sangue nobile, ma seppe conquistarsi il rispetto del popolo e degli altri regnanti grazie al suo carattere coraggioso ed indomito, a cui la vodka vuole fare omaggio.
La sua impresa più grande fu di impedire la conquista dell’Europa da parte dell’Impero Ottomano.
Venendo alla vodka la distilleria sottolinea come la sua acquavite sia lavorata in colonne e che subisca un unico passaggio, in virtù anche dell’altezza di esse. Ironicamente accennano al fatto che essa potrebbe subire altri passaggi nell’alambicco, ma non migliorerebbe.
Schermata-05-2456440-alle-17.43.15Prodotto dal prezzo centrato il cui sito, in maniera piuttosto netta e polemica sottolinea come uva, mele e soia non siano la materia prima originale della vodka e di come le bottiglie non debbano essere necessariamente diamantate o portate a spasso da belle donne.
Esiste anche una release premium con segale provenienti da un area particolarmente vocata.
Il suo nome è “Estate Vodka” a sottolineare tale esclusività tipica di altri distillati da vino che indicano tenute e vigne sulle loro etichette.
Esiste anche una vodka polacca, la Konig’s tail (letteralmente “coda di cavallo”) che rimanda ad una leggenda legate alle betulle. Si narra che in Polonia vi sia una foresta di betulle la cui corteccia argentata sia stata originata da una mandria di cavalli selvaggi che era solita galoppare all’interno di essa al chiaro di luna. Le code dei cavalli correndo nel vento “spazzolavano” letteralmente i tronchi delle betulle che divennero lucide ed argentate.
La bella bottiglia satinata rimanda a questa leggenda, mentre il prodotto è una classica super premium, la cui materia prima è però il farro, filtrata in carbone di betulla, per rimanere in tema.
La cosa interessante rimane comunque l’etichetta che oltre a sottolineare l’originale materia prima, riporta le firme dei mastri distillatori e del proprietario, che come si suol dire in italiano “ci mettono la faccia”.

smirnoff-black-label-1l-436887La Russia è il paese che ha dato il maggior contributo alla distribuzione della vodka grazie alla sua produzione di qualità a prezzi eccellenti.
Potendo contare su un massiccio turismo verso le città come Mosca e S. Pietroburgo ha contribuito non poco a far conoscere il prodotto fra gli europei in visita alla Piazza Rossa.
La vodka ha sempre avuto in questo una connotazione popolare e solo di recente i brand storici hanno iniziato a produrre distillati con un immagine glamour e modaiola.
Il produttore che per anni ha rappresentato la vodka in Italia è sicuramente Smirnoff con la sua etichetta rossa ancora oggi occupa un posto di rilievo nelle bottigliere dei bar.
L’etichetta rossa è stata affiancata dalla Black a 50 gradi è stata recentemente proposta anche in due versioni aromatizzate con rafano e al caffè espresso.
La prima per assecondare la moda dei drink speziati, molto in auge in questo periodo, la seconda per confezionare uno dei drink più gettonati in assoluto, il Black Russian.
russian-standardA questo qualificato lotto di produttori, si aggiunge Russian standard, la cui bottiglia richiama la campana gigantesca che scandiva con i suoi rintocchi il passare del tempo nella città di S. Pietroburgo.
La distilleria si ispira ai dettami del fisico matematico russo Mendeelev, professore all’Università di S.Pietroburgo, che nel 1894, dopo un lunghissimo periodo di deregolamentazione, fissò i dettami del processo di produzione della vodka.
Oggi, seguendo le nuove tendenze relative alle vodke super premium, anche questa importante realtà, numero uno in Russia, lancia sul mercato la Gold, un prodotto di lusso, confezionato in lussuose confezioni di cartone, sulla cui etichetta dorata capeggiano le incomprensibili scritte in cirillico. Per completare la gamma anche una Silver filtrata in polvere d’argento e la Imperia, dalle caratteristiche superiori.
Curiosa l’apparizione del prodotto in un B-movie, l'”Ora Nera”, ambientato interamente a Mosca.
stolichnaya-elite-vodkaNormalmente alieni e meteoriti si accaniscono su New York, questa volta invece l’invasione di misteriose creature luminose ha inizio nella capitale russa, dove si trovano in vacanza cinque turisti americani.
Nel film, girato nel 2010, ad un certo punto si vede uno spaventato barman di discoteca, preparare delle bombe molotov utilizzando proprio le bottiglie di Russian Standard. Ovviamente il lancio contro i ben corazzati alieni non ha successo e il povero barman viene incenerito dai laser…
Chiusa la parentesi cinematografica continuiamo con le vodke.
Un altro prodotto di tradizione è la Moskovskaya distilleria di stato fondata nel 1894 che da sempre produce una delle vodke con la miglior qualità prezzo sul mercato.
Questo brand mantiene un pack severo e non ha ceduto alle lusinghe del mercato premium.
Altro marchio storico ma con una politica diversa è Stolichnaja, abbreviata confidenzialmente dai suoi consumatori in un più semplice Stoli.
SCKSAuLa distilleria fu fondata a Mosca nel 1901 sempre dai monopoli di stato per evitare la diffusione di produzioni artigianali casalinghe o di distillatori senza scrupoli che, visti i consumi, rischiavano di provocare una mortalità di massa.
Sulla sua etichetta capeggia un classico edificio di edilizia razionale di stato voluti da Stalin che ancora oggi sono visibili a Mosca.
Ad oggi risulta questo brand dalle connotazioni storiche popolari è una delle vodke maggiormente distribuite con premi al suo attivo ed una gamma di tutto rispetto fra cui figura anche una Elit, della categoria luxury.
Prodotto di eccellenza è anche la Beluga distillata in Siberia con orzo biologico ed aromatizzata con erbe originarie della fredda regione all’estremo est della Russia, la Rhodiola e il Sylibum.
La distilleria Mariinski fu fondata nel 1900 nel cuore della Siberia da un nobile che diede vita ad una produzione di altissima qualità.
czarVodkaIl nome infatti richiama quello dello storione, che capeggia in etichetta, vero simbolo della Russia, le cui uova compongono il più pregiato dei caviali.
La vodka viene considerata fra le più buone del mondo ed è stata prodotta per la prima volta nel 2002. Ha un gusto neutro ma morbido e vellutato.
Ottimo ovviamente l’abbinamento con caviale, rosso d’uovo sodo e cipolla cruda.
Sulla sua etichetta capeggia la scritta “Noble Russian Vodka” a sottolinearne le origini aristocratiche quando la distillazione era in mano esclusivamente alla classe nobiliar
Altro prodotto che si rifà alla tradizione russa degli Zar e la Ladoga Czar Vodka, un prodotto distillato a San Pietroburgo, con caratteristiche di tipicità notevole, sulla cui etichetta capeggia lo zar di “Tutte le Russie”.
La Kaufmann prodotta sempre in Russia rappresenta l’estremo tentativo di elevare il distillato al rango di super extra premium, “tirata” in soli 60.000 bottiglie di foggia esclusiva a goccia, un vero oggetto di design e distillata a partire da frumento selezionato.
VODKA KAUFFMANNLa vodka è millesimata, in quanto il cereale utilizzato proviene da una cultura selezionata fra le sette regioni produttrici ed è raccolto solo una volta nell’anno di riferimento.
Vodka di recente produzione è la Veduca, con sede a San Pietroburgo, lanciata solo due anni fa è già diventata un must per i consumatori di prodotti premium, le caratteristiche sono l’estrema purezza data dalla doppia filtrazione con il metodo Ice, cristallizzando le impurità in cristalli di acqua e doppia distillazione tradizionale.
Russky Razmer è un’altra super premium prodotta utilizzando l’acqua di un pozzo artesiano famoso per la sua purezza a Lomonos, filtrando il prodotto in sabbia d quarzo e aromatizzandolo con cetriolo, per donare un segreto tocco di freschezza.
Nel panorama delle vodke, prodotto popolare, ma la cui distillazione era in mano alla nobiltà, non poteva certo mancare un prodotto , le cui origini fossero monastiche.
7235The Legend of Kremlin è una vodka super premium di cereali, la cui ricetta è basata sulle trascrizioni di un monaco di nome Isidoro vissuto nel XV secolo all’interno del monastero di Chudov, all’interno del Cremlino.
Il lancio del prodotto al momento è ad appannaggio del solo Harrods, che ne ha avuto l’esclusiva distribuzione.
Parlando di tradizione, si deve parlare della vodka Parliament , sulla cui etichetta fa bella mostra di se il Parlamento Russo, eletto a simbolo della tutela della purezza di questa vodka.
La scelta del nome solenne è venuta al produttore proprio perchè questa parola è comune a molte lingue e in tutte è simbolo di solennità e imponenza.
La vodka è prodotta secondo le regole russe utilizzando materie prime di eccellenza, ma per la sua filtrazione il ritorno alla tradizione è evidente.
parlament_2_bottlesSe le vodke super premium parlano ormai di platino e oro, la Parliament ritorna al classico bianco d’uovo sbattuto a neve.
Il bianco e spumoso candore dell’uovo è un ottimo filtro per le impurità ed è assolutamente naturale.
Questo procedimento era in uso anche ai nostri contadini per filtrare il vino, utilizzando prima grossolani sacchi di iuta e poi il bianco dell’uovo per catturare tutte le impurità e gli lieviti, per evitare rifermentazioni indesiderate.
Una vodka siberiana dal pack molto interessante e dal sapore di territorio è la Mamont vodka la vodka del Mammuth, la cui bottiglia e il simbolo in etichetta sono ispirate alle zanne del progenitore del nostro elefante.
La storia della vodka Mamont si ispira al ritovamento in Siberia dei resti di un mammuth perfettamente conservato sotto i ghiacci eterni della regione, all’estremo nord – est dell’Unione sovietica.
mamontI creatori di questa vodka, una super premium dalle caratteristiche qualitative ultra selettive, prodotta con acqua di pozzo purissima, grano sovietico e filtrata in carbone di betulla, volendo enfatizzare ulteriormente il concetto di territorio aromatizzarono il distillato con un estratto di Cedar nut (noci di Cedro), frutti secchi, ricchi di aminoacidi, tipici dell’alimentazione delle steppe siberiane.
A testimonianza di ciò alcuni resti di noci sono stati trovati nello stomaco del pachiderma rinvenuto nel ghiacciaio.
Interessante lo slogan del lancio giocato sulle doppio senso della parola “straight”: “Curved bottle, straight vodka”, ovvero “bottiglia curva, vodka dritta/pura”, infatti straight in inglese significa entrambe le cose…
Un’altra storia molto interessante che ci arriva dalla Siberia è collegata alla vodka Altai , una super premuim dalle origini e dal presente misterioso.
altaiI fatti risalgono alla fine della Seconda Guerra Mondiale, di fatto l’inizio della Guerra Fredda, quando Stalin , Truman e Churchill si trovarono a Postdam nel luglio del 1945 per firmare gli accordi sulla gestione dell’immediato dopoguerra.
La conferenza ebbe luogo nel castello di Cecilienhof e decise di fatto la spartizione della Germania e la suddivisione di Berlino in aree di occupazione, che , di fatto, darà inizio alla triste storia del Muro.
Di li in poi la futura capitale tedesca sarà la sede principale di intrighi e spionaggi ben narrati da decine di film e libri.
La vodka Altai, la cui origine è avvolta nel mistero, fu fatta produrre su preciso ordine di Stalin, il quale voleva brindare al successo sui nazisti proprio con il distillato russo, a sottolineare il suo ruolo determinate sulla vittoria finale, identificato con la rovinosa sconfitta tedesca nella battaglia di Stalingrado.
La vodka venne prodotta in segretezza, con una ricetta top secret, in una distilleria posta fra le montagne del Kazakhistan.
VODKA arbatskayaA dimostrazione delle sue origini caucasiche, le stesse di Stalin che era georgiano, il nome Altai in kazako significa “mercato coperto” , un luogo piuttosto pittoresco dove si possono acquistare ortaggi e frutta, dove si tratta su qualunque cosa.
A mescolare ulteriormente le carte circa le origini della vodka , Altai risulta essere anche il nome di un famoso monte siberiano, alle cui pendici scorre un fiume ricco di pura e fresca acqua.
La vodka attualmente viene prodotta dalla Solokovo Distillery e l’etichetta, decisamente elegante e patinata rispetto al prodotto originale, recita “The true symbol of Siberia”, regione ben lontana dal Caucaso, dove il distillato è nato… il mistero continua.
Un’altra vodka di grande tradizione è la Arbataskya le cui origini affondano nella tradizione moscovita del quartiere residenziale di lusso noto con il nome di Arbat, attraversato dall’omonima via ricca di negozi ed edifici storici.
La vodka appartiene alla categoria “elitnaya” che rappresentava una qualità superiore nella tradizione produttiva zarista ottenuta da grano e segale di qualità ed acqua purissima.
E non poteva essere diversamente considerato il nome che porta.
img-thingMolto bella la bottiglia con un originale finestra che permette di vedere la sagoma del “Ristorante Praga” simbolo della città ed una sua strada innevata.
Parlando di mistero non si può non chiudere con con la vodka super premium russa Kabbalah il cui nome si ispira direttamente alla Cabala Ebraica, che nulla ha che vedere con quella napoletana..Fa parte del sapere esoterico e mistico di ogni ebreo, e ne rappresenta il punto più alto.La traduzione del termine significa ” l’atto di ricevere”, pertanto risulta un concetto piuttosto elevato se applicato ad una vodka, per quanto raffinata.
Ma le stranezze continuano, la EZ Protocol per lanciare questa nuova vodka, sulla cui distilleria di produzione non è dato a sapersi, comunica che per il lancio sarà utilizzata la scioccante frase “Vodka Kabbalah with cristians infants” ovvero “con neonati cristiani”, abbinando in maniera poco corretta bambini e alcol.
La casa produttrice afferma , con una discreta dose di humour nero che nessun neonato è stato ferito per la produzione di questa vodka, forse memori del tempo in cui si deceva che i comunisti mangiavano i bambini…
Il motivo di questa affermazione è che in ogni bottiglia, di colore diverso, dall’azzurro zaffiro, al viola, al verde, verrà messa una piccola scultura in vetro temperato rappresentante un neonato.
Le citazioni esoteriche non finiscono qui, ma continuano sulle bottiglie, ognuna delle quali viene serigrafata con il nome che ricorda i livelli di conoscenza propri di Sepheret, le manifestazioni allusive dell’energia divina, racchiuse nei testi di Torah: la viola, il colore più cupo, porta il nome di Malkuth (regno) , il livello più basso vicino all’uomo, la verde porta quello di Tiferet, appartenente al quarto stadio, corrispondente alla bellezza e l’azzurra Keter, il più elevato, proprio di Dio.
La vodka contenuta nelle bottiglie, per affermazione della casa distributrice non segue questa logica , rimanendo per tutte e tre una classica ottenuta con grano, con pluridistillazione filtrata in polvere di argento, oro e platino.
Le sculture dei bambini saranno tutte diverse per ognuna della 10 bottiglie della cassa, nella speranza di creare un fenomeno collezionistico.La vodka preceduta da questo battage pubblicitario è stata venduta solo su internet realizzando la cifra record di 13.000 casse in un giorno.

grey gooseLa “Grey Goose” è la dimostrazione di quanto detto nel precedente capitolo.
Il marchio rappresenta la vodka francese per eccellenza, distillata in Cognac in una piccola distilleria di difficile individuazione, ed è la dimostrazione di come una buona programmazione di marketing possa essere vincente in grado di saltare a piè pari secoli di storia e di blasone.
E dimostra ancora una volta la grande maestria francese nel leggere il mercato dei superalcolici, primi ad intuire la crisi degli spiriti invecchiati o ambrati.
La storia della Grey Goose inizia solo nel 1997 con un’invenzione del miliardario Sidney Frank, un genio del marketing che aveva anche rivitalizzato Jagermaister in passato, che distilla un prodotto super lusso utilizzando il grano invernale della Charente e lo filtra attraverso i calcari delle terre di Champagne.
Due eccellenze enologiche francesi al servizio della vodka…
pure green vodkaUn famoso produttore di Cognac, Ferrand, ha lanciato, al momento solo presso gli esclusivi magazzini Harrods a Londra una vodka super premium ecologica la Pure Green Vodka ottenuta tramite 6 distillazioni con ottimo grano biologico francese.
Il pack è curatissimo ed assolutamente eco sostenibile, a basse emissioni di CO2, tanto da far guadagnare il titolo di Puro Verde (ricordando il movimento ecologico dei Verdi) al distillato. La vodka ha vinto nel 2103 l’ambito riconoscimento della medaglia d’oro al IWCS di San Francisco.
Sempre nell’area della Charente un altro distillatore di Cognac ha ceduto al fascino della vodka, si tratta di Jean Marc Daucourt (campari.com) che produce la XO, traendo spunto dalla classificazione massima del distillato di vino.
La sua vodka è distillata 9 volte, un record per la tipologia, con quattro diversi tipi di grano. Terminata la distillazione viene micro ossigenata, altra tecnica applicata ai mosti del vino durante la fermentazione per aumentarne i profumi legati ai processi ossidativi.
jean_marcLa sua qualità gli ha fatto guadagnare un medaglia di platino del Beverage Testing Institute e il titolo di vodka dell’anno. E’ la prima volta che accade per un distillato della tipologia.
Se un produttore di Cognac lancia una vodka ecologica, un altro propone la Fair Vodka, traendo spunto dal commercio equo e solidale della Fair Trade Association che assicura il giusto guadagno alle popolazioni di Africa e Sud America impegnate nella coltivazione di prodotti agricoli.
Il cereale per la produzione di questa vodka arriva dalla Bolivia e si chiama “quinoa”, un alimento alla base della dieta degli indios del luogo. Questo cereale dalle eccezionali qualità nutritive era chiamato dagli Inca, “la madre di tutti i semi”.
Il prodotto al momento verrà commercializzato da Waltrose, una catena esclusiva di supermercati e dai negozi con prodotti “Equo e solidali”.
cristiansleeveIl mondo degli stilisti francesi non poteva esimersi dal fenomeno vodka, pertanto Crhistian Audigier, creatore di numerosi marchi di street vear e casual chic quali Von Dutch, Kookai e Naf Naf ha creato la Crhistian Audigier Vodka.
Auto proclamandosi sul suo sito “The King of Vodka”, questa super premium che fa del pack ultra ricercato il suo elemento di forza, senza dimenticare il grano francese, le distillazioni e le filtrazioni multiple, tipiche di ogni prodotto di questa fasci di prezzo.
Per ricreare gli effetti ottici sulla bottiglia, che richiamano tatuaggi alla moda sono stati necessari dei film termoretraibili molto costosi, cosi come per eseguire lo stampo della bottiglia, ma trattandosi della vodka di uno stilista non ci si poteva aspettare di meno.
La vodka infatti ha vinto infatti il Prohelio Prestige Award proprio per la stampa della sua bottiglia.
Parlando di re, moda e lusso , sicuramente la Billionaire Vodka rientra all’interno di questi paramatri, infatti una bottiglia di questo prodotto costa ben 3,7 milioni di dollari!
billionaire_vodka_7118-570x570La Maison inventrice del brand è la Leon Verres Luxury Group, che negli anni scorsi aveva già lanciato uno Champagne Billionaire del costo di 2,5 milioni di dollari.
Lo slogan scelto per il lancio è “It’s good to be the King”, infatti il pack della bottiglia vuole ricordare fin dal tappo la figura di un re, con tanto di pregiato colbacco e stola bianca di ermellino.
La bottiglia da ben 5 litri è la ragione del costo esorbitante del prodotto, ed il liquido contenuto non ne è certo la principale…
Infatti una pelliccia ecologica di ermellino (il produttore è un sostenitore della PETA, acronimo di People Ethical Treatment of Animals, viene stretta alla bottiglia da una serie di grossi anelli, su cui sono incastonati ben 3.000 diamanti purissimi.
La vodka è una classica di scuola russa, distillata da grano e acqua purissima, filtrata ovviamente in polvere di diamanti. Il magnate del lusso ha anche lanciato una “second vodka” , come spesso accade per i grandi chateau del vino francese, che hanno il prodotto di punta venduto a migliaia di euro ed il vino commerciale che si fregia del nome della casa, senza averne però le caratteristiche organolettiche.
vodka citadelleIn questo modo si assicurano un prodotto in grado di attaccare i mercati a prezzi accessibili e una fascia di consumatori più ampia, utilizzando la cassa di risonanza e notorietà data dal lancio di prodotti dal prezzo così elevato.
Il pack è un elegante bottiglia viola, dove i diamanti si riducono a 3, praticamente i punti sulle ” i ” di Billionaire, (c’est plus facile)…
Sempre in Francia, è in produzione la vodka Citadelle 6 C, distilleria attiva in Dunkerque, nel nord del paese, famosa sopratutto per l’ottimo gin, la cui base alcolica cerealicola non aromatizzata viene imbottigliata in una splendida bottiglia prismatica, vero oggetto di lusso e design.
La vodka , secondo l’azienda, ha caratteristiche organolettiche superiori, poichè viene prodotta con la distillazione discontinua, in piccoli alambicchi Charentaise, che consentono una distillazione lunga e rispettosa della materia prima. Anche in questo caso però il passaggio finale è nella colonna di rettifica.
Neppure i Monaci Certosini della Grande Chartreuse, produttori del famoso liquore, nel cuore delle Alpi Francesi, sono stati esenti dalla tentazione di produrre vodka.
verticalLa vodka fin dai tempi di Stefan Falmirz, altro non è che il solvente più adatto per le infusioni di erbe e fiori, il meno invasivo a livello di gusto, ne consegue che sotto altre spoglie era, di fatto, presente da sempre nei laboratori di Voiron.
La vodka si chiama Vertical, concetto rafforzato anche dal packaging del prodotto e dall’etichetta posizionata lungo la bottiglia.
Il nome richiama uno dei concetti basilari dell’architettura gotica tesa alla verticalizzazione delle costruzioni, nello slancio dell’uomo verso il cielo.
I 40° gradi alcolici e le 4 distillazioni assicurano per ora solo ed esclusivamente piacere terreno, se bevuta con moderazione.
Durante il Cocktail & Spirits del 2014 un intraprendente giovane di nome Miko ha lanciato con il nome latino di Audemus una originale e particolarmente riuscita vodka al cappero di Sicilia dal profumo inconfondibile.
Il giovane Miko ha evitato quindi di cimentarsi con un prodotto neutro di cui ormai il mercato è piuttosto fornito e con le classiche aromatizzazioni.
VODKA AL CAPPEROLa fondazione della cosiddetta “distilleria boutique” è recentissima ed è ubicata nell’areale di Cognac, anche se lui dichiara di non utilizzare alambicchi o tecniche enologiche.
La sua azienda infatti non è dotata di alambicchi di rame ma si serve ampolle di vetro, detti “rotavap” sottovuoto dove si lavora in auto distillazione. L’alcol usato è da cereali e non da vino come si ci potrebbe aspettare.
I botanici sono lavorati separatamente e la vera novità risiede sostanzialmente nel nuovo botanico, mai usato fino ad allora che dona un particolare profumo al naso che ben si sposa a preparazioni particolari in miscelazione.
Il nome della vodka infatti è “Umami” termine che viene utilizzato per descrivere il sapore “saporito”, ovvero la sapidità appetitosa di certi cibi.
Abbinato al glutammato monosodico il nome umami è stato inserito recentemente per descrivere il quinto sapore dopo dolce, salato, acido ed amaro.
A parte il classico Martini il primo pensiero va ad un mediterraneo Bloody Mary con tanto di mozzarelline a completare la pizza liquida che ne otterrebbe…
ed-hardi2Da una vodka trasgressiva al naso ad una vodka trasgressiva nel look, e non potrebbe essere altrimenti trattandosi della Ed Hardy Vodka, il famoso tatuatore.
Il liquido in questo caso, pur essendo di ottima fattura, passa in secondo piano.
Cinque distillazioni, grano primaverile, ed acqua purissima sono nulla se comparato al design della bottiglia squadrata con una serigrafia decisamente aggressiva fatta di teschi, tradizione asiatica ed icone americane.
Il tatuatore, con sede a San Francisco fin dal lontano 1977 con il suo negozio Tattoo City, è una vera leggenda vivente per gli amanti del genere con più di 40 anni d’esperienza alle spalle.
Negli anni, per avere un suo tatuaggio bisognava attendere anni, in virtù di una lista di attesa lunghissima.
Spesso il lavoro doveva essere svolto in un unica soluzione, mancando il tempo per un secondo appuntamento, sottoponendo il cliente ad una seduta estenuante.
Il negozio oggi si trova a 700 di Lombard Street e conta uno staff di ben 4 persone oltre ad Ed Hardy che ha cresciuto una nidiata di nuovi adepti.

diamond vodka filteredNell’ambito del mercato super-ultra premium c’è da rilevare il recente lancio della Shaw-Ross sul mercato degli Stati Uniti della “Gold Flakes Supreme Vodka”, una vodka di cereali classica, al cui interno vi sono piccole foglie d’oro commestibile in sospensione.
Questo tipo di “decorazione” non è del tutto originale e non aggiunge nulla al gusto, influenzato in maniera maggiore dalla quadrupla distillazione.
Il costo della bottiglia dovrebbe essere per il mercato europeo intorno ai 60 euro.
Parlando di selettività Richard Wallace, ha avuto un’ altra idea brillante, ovvero quella di posizionare all’interno della bottiglia alta e pesante della sua vodka super premium un diamante Swarosky di 25 mm.
Il nome ovviamente è Diamond Vodka e costa ben 95 dollari a bottiglia.
La vodka è prodotta in Polonia con quattro distillazioni, ed il fermentato di base è ottenuto tramite una particolare varietà di segale nota come “Dankosky Diamond Rye” e una delle sue filtrazioni è ottenuta attraverso i diamanti.
skyy 90In America abbiamo la vodka Skyy frutto della mente di Maurice Kanbar inventore geniale che possiede ben 36 brevetti, fra cui quello per produrre un distillato purissimo con un bassissimo indice d’impurità tramite una speciale colonna di rettifica.
Originale il pack blu della bottiglia, primo fra tutti i distillati, che fin da subito la rese riconoscibile a scaffale.
La livrea colorata sarà poi copiata da molti altri, ma Skyy (che ricorda il nome del cielo, blu per definizione fin dai tempi di Modugno…) rimarrà sempre la prima.
La Skyy fu fondata nel 1992 ed il suo successo commerciale attirò le attenzioni della multinazionale italiana Campari alla ricerca di un prodotto in grado di completare il portafoglio in un settore strategico.
Nel 2002 il gruppo Campari (camparigroup.com) ne acquisisce il controllo ed ora ne segue lo sviluppo nel mondo.
In Italia la Skyy si è resa protagonista di ottime azioni marketing tese al mondo del bar serale selettivo, vero core business della vodka.
Effen cucumberPer incrementare il valore percepito del prodotto è stata lanciata la Skyy 90 una vodka a 45 gradi ( 90 proof ), pura e con caratteristiche superiori.
La bottiglia abbandona il blu istituzionale per un rigoroso ed essenziale marchio su bottiglia trasparente slanciata.
Rimanendo in America , la America Drinks ha nel suo portfolio la Truman 24 K super premium vodka,un prodotto super lusso, creato in collaborazione con l’icona di tutti i nababbi frutto del sogno americano: Donald Trump, la cui bottiglia , disegnata da Milton Glaser, ricorda un lingotto d’oro a 24 carati, a sottolinearne l’esclusività, mentre in ambito produttivo, non vi sono stranezze eccentriche , pertanto viene distillato in Olanda , seguendo i canoni classici .
Anche il colosso americano Beam Global Spirits, produttrice del famoso Bourbon si è inserita nel mercato vodke con la Effen Vodka e la “Effen Cucumber Vodka”, una superpremium aromatizzata con un botanico tornato di moda nella mixology moderna dopo il lancio del Gin Heindricks.
delos vodkaQuello del cetriolo rappresenta un classico dell’abbinamento con la vodka, spesso proposta in Russia con piatti di cetrioli salati ed aromatizzati.
Cibo povero per eccellenza che compare molto spesso sulle tavole del centro Europa in abbinamento a prosciutti crudi salati ed affumicati.
Rimane il dubbio se in questo caso non si sia invece voluto assecondare la dilagante moda della fetta di cetriolo posta nel vodka tonic e nel Moskow Mule (errore poichè non codificata), come ci mostra la foto promozionale.
La vodka viene anche proposta aromatizzata con ciligie e lamponi.
Dall’unica distilleria di vodka del Texas ci arriva la DeLos Vodka il suo ideatore Carlos Guillem il cui soprannome è appunto Los, propone un distillato ottenuto da piccoli lotti di produzione con materie prime selezionate, il cui pack è ottenuto utilizzando per la prima volta un film termoretraibile sull’intera bottiglia.
crystal headIl risultato è un look “All Black” che attira molto l’attenzione sullo scaffale del bar , specie nella maxi bottiglia da 1,75 litri. La vodka ha anche un pack meno ricercato, più classico in bottiglia trasparente con etichetta cartacea.
L’attore americano Dan Aykroyd, interprete di “Ghost Busters” e di “Blues Brothers”, dove recitava a fianco dell’indimenticabile John Belushi, nonché titolare della catena di locali “House of Blues” , ha ceduto, anche lui, alla tentazione di creare un suo marchio di vodka.
La sua creazione si chiama Cristal Head Vodka e a parte la bottiglia non vi è nulla di mortifero nel distillato…
Ovviamente la mente di Aykroyd non poteva che partorire una vodka molto eccentrica e originale a livello di pack, bizzarria grottesca che si materializza in un teschio scarno assolutamente spaventoso di sicuro effetto sulla stagera di un bar.
La bottiglia è stata disegnata e realizzata dall’italiana Bruni Glass.
hendrix-electric-vodka-usa-10335914L’idea nasce dalla leggenda dei teschi di cristallo e dei loro presunti ritrovamenti nelle piramidi precolombiane del Centro America.
Nessuno degli scopritori si è però prestato agli esami del caso per accertarne la reale data di manifattura, tanto da far pensare ad una burla ben riuscita.
Osservandone semplicemente gli intagli e la fattura alcuni studiosi azzardano che siano dei manufatti europei di fine 800.
Ai teschi sono attribuite doti paranormali e magiche che sono state anche esaltate nel film di “Indiana Jones ed il regno del teschio di cristallo”.
Involucro a parte il distillato è invece assolutamente classico in linea con le migliori vodke americane.
Sempre di artista, ma in un campo diverso si parla con la Hendrix Eletric Vodka , un prodotto nato come tributo alla carriera folgorante e tragica del più grande ed innovativo chitarrista del mondo (secondo il magazine Rolling Stones), nato a Seattle nel 1942 e morto a Londra nel 1970.
dovaLa super premium vodka è fatta artigianalmente nell’Idaho utilizzando una miscela di segale e grano, distillata e filtrata con carboni attivi e cristallo.
Il prodotto viene imbottigliato in colorate bottiglie fra cui la viola , tirata in soli 5.000 esemplari, è stata firmata, prima della sua scomparsa nel 2008, dal batterista Buddy Miles, facente parte del gruppo, “The Band of Gipsyes” con la quale suono Hendrix nell’intenso periodo sul finire degli anni 60.
Parlando sempre di super premium non si può non citare la Vodka Diva Swarosky , un tentativo di customizzazione del prodotto vodka seguendo il filone del super premium che questo distillato ha ormai imboccato con decisione.
La vodka Diva , una classica tre distillazioni di scuola Russo-Polacca, ha nel pack la sua vera innovazione infatti, all’interno delle sue bottiglie vi sono pietre semi preziose e cristalli Swarosky, declinate in cinque versioni : Amelie con cristalli rossi e rosa, Cassandra nel colore del verde con turchesi e smeraldi, Marina in azzurro con zirconi e acquamarina, Happy nelle tonalità gialle con topazi e la super esclusiva Black Gold con all’interno due pepite di oro massiccio.
slideshow_std_h_Fathers-Day-THE-BAY-Seasoned-Vodka-Philadelphia-Distilling-Esiste anche la possibilità di customizzare ulteriormente le bottiglie mettendo al loro interno un gioiello di nostra scelta per un originale idea regalo: è sufficiente una visita sul sito intenet “Divas Vodka”, comunicarlo e dopo aver pagato il controvalore, lo si riceverà a casa.
Una vodka originale, forse da considerare come aromatizzata, ma troppo fuori dai canoni classici per essere catalogata come tale è la Bay Vodka di Philadelphia.
Questo prodotto rappresenta un caso unico nelle vodke americane che normalmente sono molto classiche.
In questo caso ci troviamo di fronte ad una bottiglia con tappo a macchina, tipico delle birre, con all’interno una vodka prodotta in piccole quantità, come vuole la regola delle micro distillerie, aromatizzata con Chesapeake Bay Seasoning, ovvero un mix di spezie tipico dell’area usato per il condimento dei piatti di pesce.
Questo mix molto comune contiene sedano disidratato, pepe nero, noce moscata, cardamomo (ed altre segrete del titolare) ed è molto diffuso fra le famiglie, dove ognuna, ovviamente vanta la sua ricetta.
La città portuale mangia moltissimo pesce e la vodka è un espressione tipica del territorio.
A ciò si aggiunga anche l’uso del sale marino che crea una caratteristica sapidità.
Infatti normalmente siamo abituati all’aggiunta di zucchero e francamente il sale crea un effetto singolare sulle papille.
main_bottleOvvio che il principale cocktail da eseguire sia il Bloody Mary, che anche il titolare consiglia caldamente…
Da una città di mare all’altra, la Grande Mela, a New York dove viene prodotta la Bootlegger 21 vodka, in ossequio ai trascorsi bui del proibizionismo dove prosperavano le distillerie clandestine (oggi nel solo stato di New York ci sono nuovamente 70 micro distillerie, questa volta legali) ed i contrabbandieri (bootlegger).
La distilleria si chiama Prohibition Distillery, segno che questo periodo è una rinnovata fonte d’ispirazione per le nuove leve della distillazione, come dimostra anche il rum della Noble Experiment di Brooklin.
Il numero in etichetta sta a omaggiare il 21 esimo emendamento che nel 1933 abrogò definitivamente il divieto di bere.
La bottiglia piatta, ispirata al passato (questa è di pregevole fattura con disegni in risalto), ci dice che una volta questa era la foggia ideale per trasportare l’alcol, il moonshine, perchè occupava poco spazio ed evitava il “gioco” fra le bottiglie, scongiurando le rotture.
I classici barattoli di vetro da conserva tondeggianti in cui molti produttori propongono i loro moonshine,  sembrano ormai passati di moda sulla costa est degli Stati Uniti.
titosUltimo prodotto, la Tito’s Vodka (compagniadeicaraibi.com) un distillato divenuto ormai un oggetto di culto fra gli appassionati.
Tito Beveridge, questo il nome del suo fondatore, ha un estrazione completamente diversa rispetto al mondo della distillazione e rappresenta in pieno il sogno americano. Era un ingegnere minerario giramondo che ad un certo punto smise di trivellare in cerca di petrolio e si mise alla ricerca di una falda acquifera per la sua distilleria, che verrà aperta prezzo di numerosi sacrifici e cambiali.
La Tito’s è l’ennesima dimostrazione dell’intraprendenza affaristica americana rappresentato dal boom delle micro distillerie in virtù di una burocrazia semplificata fino a poco tempo fa impensabile.
Gli amici del nostro, spesso lo sconsigliarono di farlo per via delle tasse, dei vincoli e del puritanesimo, ancora molto forte in Texas, stato dove è stata fondata la distilleria, la prima a rinascere dalla fine del proibizionismo.
La vodka viene ottenuta distillando in alambicchi discontinui per 5 volte una massa fermentata di cereali la cui formulazione non viene rivelata.  Il produttore infatti afferma di non utilizzare colonne ed è per questo che la definisce hand made ovvero fatta a mano.
Il gusto di materia prima infatti è ancora evidente e lascia alla vodka, solitamente molto neutra, un gusto di lievito e cereali.
pau mauiDopo la carrellata americana, l’unica proposta delle Hawaii, che di fatto è il 50° stato americano dal 1959, nonché paese natale del presidente Obama.
Le isole sono un prolungamento degli Stati Uniti per quanto concerne gli stili di consumo e la vodka non poteva mancare.
Il suo nome è Pau Maui ed è prodotta dalla Haliimaile Distilling Company.
Ovviamente mancando una produzione di cereali per via del clima si è optato per una materia prima frutticola, ovvero i dolci e succosi ananas che qui crescono rigogliosi in ordinati campi.
Il processo produttivo è il medesimo di un acquavite da frutta con la spremitura della polpa e la sua fermentazione.
Dopo di che viene distillato in colonna di rettifica che ha il compito di “pulire” il distillato da eccessivi aromi, infatti sia al naso che al gusto risulta ben difficile capire quale sia la materia prima utilizzata. Non c’è infatti aggiunta di succo successiva e non si tratta di vodka aromatizzata. Il gusto è comunque piacevole e persistente, ma secco e privo di profumi.
La produzione è in piccoli lotti ed ha una dimensione artigianale.
Bello il pack, pulito e lineare che ricorda al consumatore l’originale utilizzo del frutto.
boker-vodka-mexico-10563510Nel mercato delle vodke mancava forse soltanto il Messico, paese legato da sempre alla produzione di distillati da agave. La vodka Boker (compagniadeicaraibi.com) si inserisce alla perfezione in esso grazie ad una proposta pulita e corretta fatta di un pack innovativo e un distillato ottimo.
Il Messico infatti oltre che per l’agave è famoso anche per il mais, prodotto originario proprio del Centro America e che compone la base essenziale del distillato. Grazie alle colonne di distillazione la sua presenza al naso ed al gusto è meno evidente che nei corn whiskey, con i sentori dolci tipici attenuati. La quadrupla distillazione e la filtrazione accurata fanno il resto.
Molto bella la bottiglia, di un blu brillante, che tradisce l’origine della vodka, infatti il produttore è la Corralejo che utilizza già questa cromia per  la sua tequila. Forse l’unico difetto, capibile solo se si è lavorato lungamente al bar, è la forma troppo stretta che darà sicuramente qualche problema di stabilità sullo scaffale o nella tasca della station, in caso di lavoro veloce.

VODKA ELIXIl paese scandinavo dove la vodka ha trovato il terreno fertile è sicuramente la Svezia.
La Finlandia pur vantando tradizioni più antiche non è stata capace di innovare il prodotto, rimanendo legata eccessivamente al passato.
Grazie ad una politica di marketing eccellente le distillerie svedesi sono riuscite ad affermare brand di ottima fattura creando un vero e proprio fenomeno.
La principale azienda del paese responsabile di questa trasformazione da prodotto base , sostanzialmente povero, a prodotto premium e ricercato, è Absolut fondata ad Ahus nel sud della Svezia da Lars Olsson Smith nel 1879.
La distilleria antica ormai insufficiente a coprire i consumi del prodotto è stata affiancata da un nuovo impianto molto efficiente dove viene prodotta anche l’ultima nata la Elyx.
Questa vodka è assolutamente innovativa poichè pur essendo prodotta in colonna di rettifica in acciaio ha caratteristiche di morbidezza superiori ed un profumo suadente di lievito per nulla etereo.
absolut_2Il segreto è nella sua distillazione poichè al liquido sono aggiunti degli estrusi di rame, sorte di trucioli traforati posti in infusione nella caldaia prima della sua accensione.
Il tappo della bottiglia ricorda nel colore e nella foggia questi piccoli riccioli di rame.
I distillatori della Absolut infatti si sono accorti di come la vodka, in quanto distillato di cereali, sia sensibile alla presenza del rame, che ha il potere di donare, in piccole quantità, una particolare struttura all’acquavite.
Lo sanno bene i produttori in discontinuo di cognac, grappa e whisy che adottano pot still in questo metallo, la cui percentuale però non deve mai superare il milligrammo litro.
La Elyx può anche contare su un pack raffinato, cosa che da sempre contraddistingue i distillati della casa svedese, la prima a capire le potenzialità di un collezionismo legato alle fogge ed ai temi delle bottiglie.
La serie dedicata alle città, fra cui New York, è oggetto di vero culto, con bottiglie scambiate per diverse centinaia di euro.
hgg_pinky_vodkaLa Absolut ha firmato nel 2013 un prodotto invecchiato denominato “Amber”, le cui caratteristiche però non sembrano essere le classiche della starka polacca, infatti nella presentazione stampa si parla espressamente di uso di trucioli di quercia in infusione.
Questo completamento di gamma lascia abbastanza basiti gli appassionati poichè il motivo del successo della vodka sta proprio nella sua componente eterea priva di profumi terziari.
Al solito sarà il mercato a decidere il suo successo o meno.
Sempre dalla fredda Svezia , prodotta con grano tenero, acqua di ghiacciaio, distillata cinque volte, arriva la Pinky Vodka, lanciata nel 2008, il cui il pack curato nei minimi particolari, fa affermare ai suoi creatori, che sia la vodka più elegante del mondo.
Il colore rosa risponde alla nuova moda partita dal mondo dei gin di colorare con fiori e frutti i distillati tradizionalmente definiti “bianchi” per dare colorazioni più glamour a cocktail rivisitati senza l’uso di sciroppi o creme come il blu curacao.

Cape_fc_copyIl mercato di riferimento sono gli Stati Uniti, dove l’immagine fashion della curatissima bottiglia ha mietuto parecchi consensi e una buona distribuzione.
Il bouquet, che al naso richiama il colore rosa della vodka, con profumi di lampone e fiori, ed è stato creato da un sommelier campione del mondo, con 12 botanici con l’intento di “ricreare i profumi presenti in un giardino a mezzanotte”.
Dopo la cessazione del monopolio di stato la Svezia ha visto crescere di molto le sue distillerie, una di queste è la Kristal, nome elegante per un prodotto di classe, prodotta a Malmoe dalla Saturmus, con cereali francesi e le tre classiche distillazioni .
La proposta della Svezia si chiude con la vodka Cape North nome evocativo di natura e paesaggi selvaggi, meta di centinaia di motociclisti ogni anno, che si danno appuntamento per ammirare lo spettacolo del sole di mezzanotte.
Questa vodka è una super premium, voluta dalla famiglia Davidsson, prodotta con grano francese di alta qualità e acqua purissima di ghiaccio svedese.
Il processo produttivo non vede particolari innovazione, ma l’uso di alambicchi discontinui per la disalcolazione e colonne di rettifica, filtrazioni classiche per donare al prodotto delicate nuanches di vaniglia.
kostenkorvaIl pack azzurro tenue ,a ricordare il colore del ghiacciaio, è al solito ricercato, pulito e glamour come i testimonials , che vedono tra gli altri, la svedese Victoria Silversted e la sponsorizzazione del festival di Cannes.
La Finlandia è un grandissimo produttore e consumatore di vodka, poiché questo distillato è profondamente radicato nelle tradizioni popolari.
La Finlandia è stata infatti dall’inizio dell’800 fino al 1917 quando dichiarò la propria indipendenza uno stato satellite dell’impero russo, alla stregua di Ucraina e Siberia.
Per questa ragione la vodka viene prodotta da sempre su questo suolo ed il suo metodo è interamente mutuato dalla tradizione russa.
Il principale brand della nazione è la Koskenkorva una vodka proposta in due gradazioni 40 e 60 gradi alcolici dal pack semplice ed essenziale.
La conoscenza della distillazione è particolarmente forte nella regione Ostrobotnia meridionale sulla costa occidentale del paese dove ha sede il villaggio di Koskenkorva che le da il nome.
finlandiaQui è stata messa in produzione nel 1953 a seguito della ritrovata prosperità del paese seguita alla ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, dove ricordiamo i finlandesi combatterono a fianco dei nazisti per liberarsi definitivamente del giogo russo.
In questa parte del paese è possibile coltivare segale e un biotipo di grano utile alla distillazione così come è disponibile ottima acqua di fonte proveniente dal ghiacciaio necessaria alla distillazione e alla diluizione della vodka.
L’etichetta della Kostenkorva, fortemente legata al territorio di cui va giustamente orgogliosa  ritrae un tipico paesaggio rurale costellato da undici fienili della regione.
La distilleria produce anche la Finlandia ottima vodka con qualità prezzo ottima e con un pack semplice ed essenziale, ma più internazionale rispetto alla precedente.
La distilleria lanciò questo brand nel 1970 ottenendo ottimi risultati in casa e negli Stati Uniti per arrivare un decennio dopo circa nel resto d’Europa.
wodka-gustav-5746_600x600La produzione è molto classica, senza particolari mire super premium, utilizzando grano, segale ed alambicchi continui e pura acqua di fonte proveniente da un ghiacciaio.Interessanti le aromatizzazioni con gemme di pino e rosa.
Una delle aziende più antiche della Finlandia è la Lignell & Piispanen, fondata nel 1852 come produttrice di liquori, principalmente di frutti rossi come lamponi, more e mirtilli rossi, i lingonberry, praticamente sconosciuti alle nostre latitudini. Il nome del prodotto è quello del fondatore Gustav (compagniadeicaraibi.com), e la sua  vodka è una naturale declinazione della gamma dell’azienda trattandosi del solvente per le macerazioni dei frutti rossi. Molte aziende liquoristiche, senza dimenticare la Chartreuse, hanno recentemente messo in commercio una vodka per sfruttare il successo della tipologia imbottigliando semplicemente la base alcolica liscia dei loro liquori. Il distillato è un classico della tipologia, prodotta con grano tenero e distillata con alambicchi a colonna, diluita con pura acqua di fonte. Moderno e curato il pack con bottiglia con serigrafia e tappo di legno, che trasmette calore al tatto.
Vikingfjord_Vodka_750ml_lowPer completare il panorama scandinavo non poteva mancare la Norvegia, con i suoi splendidi fiordi meta di turismo grazie alle magnifiche crociere.
La vodka Vikingfjord ce li ricorda nella loro magnifica imponenza.
Questa vodka dal carattere tosto con una bella struttura, come le genti vichinghe che abitavano questa regione, è prodotta secondo un’antica ricetta, con le patate primaverili, unica forma vegetale ricca di amidi in grado di crescere in questo freddissimo clima.
Giova ricordare infatti che le città costiere della Norvegia sono fra i luoghi più piovosi al mondo essendo completamente esposti ai venti oceanici, che vengono trattenuti dalle alte montagne alle spalle di esse.
Utilizzando le patate sono necessarie ben cinque distillazioni in colonna di rettifica per ottenere un prodotto pulito, ma come detto gustoso e strutturato, che verrà successivamente diluito con le acque pure del ghiacciaio Jostedal, vecchio di 5000 anni, nella Norvegia Artica.
091808_vodka_2La Vikingfjord è ideale per chi voglia provare una vodka fuori da quelle di cereali normalmente proposte dai paesi scandinavi, anche se è lontana dalla particolarità organolettica della polaccaVestal, anch’essa di patate ma distillata in colonna un’unica volta.
Seguendo questa tendenza nuova, in cui l’innovazione non è data dal numero di distillazioni o dalla materia prima di produzione dell’alcol, ma dal differente tipo di acqua utilizzata per diluire il distillato, nasce la norvegese Heavy Water (compagniadeicaraibi.com) una vodka super premium, che negli intenti dei produttori nasce per “Descerning drinkers”, ovvero bevitori-intenditori.
Il concetto su cui si basa questa vodka è l’Acqua Pesante, una molecola di acqua che invece di un solo atomo di idrogeno ne ha due, questo atomo è noto anche come Deuterio.
Questa molecola di acqua conosciuta 2H2O è presente in natura nella quantità di 1 su 7000, ed è, in virtù del suo maggior peso, maggiormente presente nel fondo dei mari e dei laghi.
DanskaLa molecola di acqua pesante, viene utilizzata nella produzione di energia atomica e viene ottenuta tramite distillazione o elettrolisi dell’acqua leggera, la nostra acqua potabile.
In questo caso i produttori di questa vodka hanno individuato in un lago sotterraneo norvegese, alimentato da un ghiacciaio, una diversa quantità di acqua pesante contenuta in esso.
La vodka viene prodotta con grano svedese, distillata un numero variabile di volte, fino ad ottenere la purezza voluta e successivamente viene diluita a 40 gradi alcolici con questa acqua in grado di donare al distillato particolare morbidezza di gusto ed una particolare struttura in bocca.
La Danimarca è entrata sul mercato con la sua distilleria di stato la Danish Distillers che produce la Danska vodka dal pack originale in alluminio che aiuta a mantenere la temperatura bassa e non ha le contro indicazioni termiche del vetro.
Tra l’altro permette una bellissima personalizzazione lucida che in questo caso ricorda la bandiera danese, per renderla maggiormente riconoscibile sullo scaffale del bar.
Se infatti dobbiamo trovare un difetto della prima e comunque originale bottiglia era una certa mancanza di personalità che adesso è stata risolta.
Da questo paese arriva anche la Mama’s Vodka, curioso nome dato da una piccola distilleria al suo prodotto, dall’originale etichetta disegnata da un famoso grafico danese.
mamamsIl nome vuole evocare la sicurezza,ed in questo caso anche la qualità, che la figura della mamma suscita sempre, ad ogni latitudine. “We love you, mama” recita lo slogan della vodka, nata per onorare tutte le mamme del mondo.
La filosofia del creatore, di cui si sa solo che è un uomo di affari danese, è stata quella di creare un prodotto il più vicino possibile alla qualità delle vodke russe, di cui si dice fosse un grande estimatore.
Nei suoi viaggi di affari infatti ha conosciuto, degustato e visitato aziende sviluppando una sua idea di prodotto, il quale doveva essere tradizionale ed altamente qualitativo insieme.
Una vodka con un’anima, un karma, come sottolinea il sito aziendale, che evocasse sicurezza a partire dal nome. L’idea, pensa l’autore del sito, potrebbe anche essere vista come un omaggio alla “Grande Madre Russia” come si era soliti dire negli anni 50 e 60.
reyka vodkaRecentemente la vodka ha perso il genitivo sassone per diventare semplicemente Mama Vodka.
La vodka non è distribuita in Italia, grave errore di marketing poiché siamo il paese dei mammoni per eccellenza…
Infine l’Islanda, isola che vanta una frizzante vita notturna animata dai molti gruppi musicali che ha sfornato nel recente passato dai Sigur Ros, ai Sugar Cubes, primo gruppo della cantante Bjiork.
Nei bar della capitale Reykjavík, nota per il fenomeno del sole a mezzanotte, nonché del lungo buio che per sei mesi domina il cielo viene sicuramente servita la Reyka un prodotto premium distillato in piccoli lotti il cui risultato viene allungato con acqua purissima di ghiacciaio i cui strati utilizzati sono antecedenti alla rivoluzione industriale.
La purezza dell’acqua viene in questo modo certificata così come la sua filtrazione in roccia lavica, altra “materia prima” di cui l’Islanda, isola vulcanica per eccellenza di certo non difetta.
ONESTI THREE SIXTY VODKAIl distillato ha vinto nel 2011 la competizione dell’IWCS per la sua qualità e purezza.
Il nome deriva dal termine islandese per definire il vapore, che richiama il principio della distillazione da cui si ottiene l’alcol ed ai getti dei potenti geyser, vero simbolo dell’isola e della forza della natura che domina il paesaggio.
La vodka Three Sixty (onestigroup.it) è prodotta dalla Schwarze und Schlichte una distilleria con 350 anni d’esperienza, nota per i suoi kornbrand un acquavite tipica tedesca prodotta con cereali trattata nel capitolo “Altri distillati” del sito nonchè distributrice di prodotti come Luxardo e whisky scozzesi.
Sfruttando questa expertise nella lavorazione dei cereali l’azienda ha deciso di sfruttare il nascente mercato della vodka considerato anche il declino dei consumi dei kornbrand decisamente meno fini e poco utilizzati nel mondo della miscelazione.
Questa vodka, distillata per quattro volte, è poi filtrata in polvere di diamanti finissima, come ricorda anche la bella bottiglia sfaccettata,  in grado, secondo l’azienda, di eliminare ogni più piccola impurità dal distillato rispetto ad un filtro a cartoni o in ceramica.
Il brand viene declinato anche in una super premium a gradazione più elevata (42°) detta Black con bottiglia ovviamente nera. Molto bella ed originale l’etichetta in velluto nero con stampa in argento.

ValtLa Scozia, paese d’eccellenza del whisky, con produzioni anche di gin, non poteva non produrre il distillato di cereali più alla moda, potendo contare sulla sua expertise centenaria.
E’ stata sufficiente dotare le distillerie da whisky di colonne di rettifica per poter entrare nel novero dei produttori.
Valt è il primo brand ad essere stato lanciato.
Singolare la storia della vodka, nata per volontà di due scozzesi che si ritrovarono in un bar di Manhattan a parlare con nostalgia della loro terra e della qualità dei suoi distillati.
Concordando che il mercato mancava di una vodka prodotta in Scozia, i due crearono di li a poco una società per la realizzazione di un prodotto unico, elaborato con acqua e orzo, utilizzando la lunga esperienza nella sapiente distillazione del whisky.
Il prodotto ovviamente non ha sentori affumicati, ed è distillato ben cinque volte ed è diluito con l’acqua purissima acqua di fonte.
A livello di curiosità la distilleria ha prodotto il primo lotto il giorno di San Andrea, il patrono della Scozia e lo ha imbottigliato l’anniversario del compleanno di Bobby Burns, il suo eroe nazionale.
PincerAltro prodotto scozzese interessante, anche se ad oggi risulta solo esportato in Cina, è la Shangai Strenght, delle Distillerie Pincer, un distillato di cereali tradizionale a 38° gradi alcolici, aromatizzato con cardo e sambuco selvatico, dal pack decisamente elegante composto da una fascinosa bottiglia nera.
Il nome strenght , “forza” in Inglese, non sembra molto appropriato, vista la gradazione tutto sommato bassa della vodka rispetto agli standard attuali europei, ma pare che in Cina questo tipo di alcolico sia stato percepito come uno dei più “forti” mai messi in commercio.
Dalla Scozia ai cugini irlandesi.
Anche loro esperti produttori di whiskey e profondi conoscitori della distillazione non potevano esimersi dal cimentarsi con il distillato bianco.
La Boru, una vodka super premium distillata per cinque volte, per far si che anche questa nazione potesse entrare nel novero dei produttori di vodka speciale.
boruLa base fermentata è data da cereali locali, mentre l’acqua è di fonte purissima, le medesime caratteristiche della produzione del whiskey. In questo caso però le colonne danno un distillato pulito, ma comunque strutturato e “grasso”rispetto ad altre produzioni per via del probabile uso di orzo non maltato.
Il nome Boru è quello del primo Re d’Irlanda Brian Boru nato nel 941, mitico personaggio, divenuto leggenda per il suo coraggio e lealtà e per la dedizione alla causa irlandese.
Difese strenuamente la sua isola dalle ripetute invasioni di vichinghi danesi e proprio contro di loro trovo la morte all’età di 88 anni nella battaglia decisiva, dopo essere stato incoronato re d’Irlanda.
Sull’elegante bottiglia sono serigrafati il suo scudo e la sua spada che ricorda vagamente Excalibur, la mitica arma di Re Artù…
Anche l’Inghilterra, da sempre produttrice di solo gin, ha da poco la sua distilleria di vodka, la Chase Distillery , una fabbrica modello, nella magnifica contea dell’Hereforshire, famosa per la produzione di patate, voluta dal fondatore della Tyrrell’s produttore delle famose patatine di alta gamma del Regno Unito.
ChaseEnglishPotatoVodkaLa vodka che qui si produce è fatta con le patate, ha subito una serie di distillazioni e filtrazioni , per essere morbida al palato e rappresenta un abbinamento di elezione con il prodotto principale dell’azienda.
L’etichetta del prodotto ora si presenta come Chase Vodka, ma vi sono anche bottiglie in commercio come Tyrrell’s Vodka.
La scelta secondo un sito inglese è servita a distinguere i prodotti dell’azienda e non creare sovrapposizioni, infatti , le male lingue sostenevano che il fondatore Will Chase, dotato di ottimo fiuto degli affari, capito il business della vodka, avesse deciso di mettere fine agli scarti produttivi, dati dalle patate troppo piccole per essere fritte…e magari perchè no dalle bucce, come si usava fare una volta in Polonia.
La Chase produce la sua vodka utilizzando un alambicco continuo, la cui colonna risulta essere la più alta d’Europa, necessaria per raffinare il “vino di patate” che presenta molte difficoltà, per via delle impurità della materia prima vegetale amidacea.
Per produrre 3.000 litri di vodka sono necessarie, come dichiara l’azienda, ben 16 tonnellate di tuberi.
sterlingDa questi si ottiene un “vino di patate” dalla gradazione alcolica di 12 gradi, piuttosto elevata rispetto ad altre materie prime, che produce, alla fine della colonna, un alcol puro con una percentuale di 96 gradi.
La Chase ha lanciato recentemente sul mercato una vodka aromatizzata assolutamente di tradizione: English Breakfast Marmelade Vodka, utilizzando un classico della colazione inglese, l’ottima marmellata di arance amare, che promette di essere un ottimo ingrediente di squisiti Martini…
Un produttore storico di gin inglese ha creato una vodka la Tanqueray Sterling , che di fatto è la base alcolica di origine cerealicola, opportunamente allungata con acqua, con la quale poi procede alla manifattura del suo gin Ten e del suo classico base.
Il pack riprende esattamente le forme della bottiglia del gin classico, che vuole ricordare gli antichi idranti di Londra, ma in una veste argento satinata molto elegante.
sacred vodkaUna vodka dal gusto decisamente originale la Sacred Vodka, cosi chiamata perchè al suo interno vi sono 8 botanici aromatizzanti fra cui l’incenso, conosciuto anche come Boswellia Sacra, da cui il nome originale.
Gli altri più riconoscibili al naso sono angelica e noce moscata.
Il distillato viene prodotto a Londra nella Highgate Distillery dal Mastro Distillatore Ian Hart.
Indiscutibilmente londinese invece il pack della London Vodka che riporta in etichetta una bellissima Union Jack, la bandiera dello stato britannico.
La vodka è una classica acquavite di cereali, pulita e ben eseguita, vincitrice nel 2012 di una medaglia d’oro all’IWCS.
E’ fuori discussione che però il principale appeal della vodka sia il pack che sfrutta l’amore incondizionato di taluni turisti per tutto ciò che riguardi la capitale inglese.
Insospettabilmente però il brand ha una storia singolare che ben pochi conoscono.
La sua ricetta infatti avrebbe una storia che affonda le sue radici ai primi del 900, quando sir William Buchanan fu nominato console inglese in Russia.
LondonIl suo obiettivo, con la guerra alle porte era quello di assicurare l’impero russo alla causa inglese contro la Germania e la Turchia. Nel 1910 la sua attività diplomatica gli fece conoscere molti nobili, detentori del sapere della distillazione, come detto nel capitolo dedicato alla produzione della vodka.
Questi nobili esprimevano non poche riserve nei confronti degli alcolici inglesi tipici quali gin e whisky preferendo il cognac francese o alla meglio una casalinga vodka.
Fu così che il diplomatico, per assicurarsi un maggior credito durante queste visite, chiese di sviluppare una vodka inglese con caratteristiche simili a quella russa.
Il nostro diplomatico era anche un ottimo chimico ed elaborò una ricetta semplice, con grano del Suffolk e Norfolk usando acqua purissima proveniente da Elsenham, poco lontano da Cambridge.
wokka-sakiLa vodka, servita in caraffe eleganti con la scritta “British Royal Court” era usata esclusivamente come bevanda di benvenuto durante gli incontri e, anche se non ne abbiamo la prova, lo zar Nicholas II dovette apprezzare oltremodo lo sforzo fatto dal diplomatico inglese per ingraziarsi le sue azioni.
La vodka in Inghilterra non ebbe successo fino agli anni 70, anni che vedranno la riscoperta della ricetta e la sua riedizione in tempi moderni.
Viene prodotta da una piccola distilleria che ha base a Londra, la London Alcool Company.
Cavalcando l’onda delle contaminazioni etniche e della commistione fra culture, la Extreme Spirits di Suffolk in Inghilterra, produce la Wokka Saki, un interessante blend di finissima vodka, raffinato sake giapponese e frutta esotica.
L’ispirazione del produttore per la realizzazione del prodotto è alquanto poetica e fa riferimento al forte vento di origine siberiana che fra gennaio e marzo spazza il Mare del Giappone e che ricopre di neve gli alberi dei monti Asahi.
Queste conifere giganti vengono ricoperte di neve che, di fatto, distorgendo la loro forma, li fa assomigliare a dei “mostri di neve” conosciuti in giapponese come “Juhyo”.
vodka_motorheadUna festa annuale sul monte Zao celebra questi mostri di neve, che sembrano pietrificati sotto la spessa coltre di ghiaccio.
La Wokka Saki rende omaggio a questi giganti, miscelando la fredda vodka e il morbido sake, che da queste zone ha origine.
La vodka, a parte la storia affascinante ha vinto per ben 3 volte nel 2003, ’04 e ’05 il premio come miglior distillato all’annuale competizione di San Francisco, la “World spirits competition”.
Come si è visto il mercato della vodka non è rimasto indenne dalle contaminazioni della moda e degli stilisti, di rapper famosi e cantanti pop, che vengono ritratti in video patinati dove sfoggiano lusso, donne e macchine veloci.
Il gruppo Hard Rock, metallaro e decisamente rumoroso dei Motorhead, che tutto fa meno che evocare eleganza e bon ton, rappresenta, con il lancio della vodka omonima, una vera novità per il mercato.
HEROES-VODKA-A5La loro carriera decennale, la vena creativa intatta ed il successo riscosso presso il pubblico amante del genere, ne fanno una vera icona del Rock’n’Roll e Lemmy Kilmister, il cantante del gruppo, nonostante l’età non più giovane, continua ad incarnare il mito del cantante maledetto, dedito a sostanze ed alcol. Nonostante i trascorsi del leader, sul sito si invita ad un consumo responsabile in generale dei prodotti alcolici in vendita come vino e birra, tutti griffati dal gruppo.Per la vodka invece la frase utilizzata è decisamente divertente e meno “politicamente corretta”: “Bevi, divertiti, ma domani non mi dare la colpa!”. La vodka di scuola svedese, con tripla distillazione è in vendita on line sul loro sito, che ne fa un vero must per gli amanti di questo gruppo che ha fatto la storia dell’Hard Rock.
Dopo i Motorhead che non hanno mai fatto mistero del loro nazionalismo, una vodka che ne è l’incarnazione più vera. La Heroes Vodka nasce da un’idea di alcuni commilitoni, veterani di guerra, di creare un vodka che potesse finanziare le attività di carità della Fondazione dell’esercito (una sorta di associazione combattenti e reduci italiana).
Il senso di carità e delle fondazioni è molto sentito in Inghilterra e questa vodka, prodotta con ottimo grano, distillata quattro volte ed allungata con acqua purissima, devolve il 20 per cento dei suoi profitti a cause sociali legate all’esercito, sopratutto il sostegno delle famiglie che hanno avuto caduti o disabilità invalidanti.

42La Nuova Zelanda ha due produzioni di eccellenza, la prima è Below 42, una vodka premium che negli anni si è distinta anche per le competizioni fra barman, di proprietà delle Bacardi dal 2006, anno che ha corrisposto anche con il suo lancio in America.
Il nome probabilmente trae ispirazione dalla latitudine del 42esimo parallelo dell’emisfero sud dove è sitauta la distilleria ed alla sua gradazione alcolica che si traduce quindi in Below 42.
La produzione è classica, ispirata al metodo produttivo svedese, con materia prima cerealicola con maggioranza di grano e colonne di rettifica.
Il distillato è anche proposto con aromatizzazioni classiche tipiche del mercato vodka dell’ultimo periodo.
La seconda è la Wasabi Vodka, un’ interessante versione piccante ottenuta con l’infusione del rizoma di Wasabia Niponica, ben conosciuta dai frequentatori di sushi bar giapponesi.
La pasta di colore verde gioca brutti scherzi a chi non la conosce, mentre la vodka si ripromette, con un esatto dosaggio , di essere un ottimo accompagnamento ad un bel piatto di pesce crudo.
Molto interessante anche provarla nel Bloody Mary , mentre nella sua patria di origine viene preferita in contrasto con bibite sodate dolci quali la lemonade.
Master_Iceberg_CanadaF60A9Nel 1995 in Canada è stata prodotta una vodka la cui acqua proveniva da un iceberg staccatosi dalla calotta artica, il cui nome era Iceberg Canadian Vodka che vinse numerose competizioni qualitative dei distillati, premiando l’idea produttiva sicuramente originale. Il prodotto visto il successo ottenuto in Canada , dove è diventato un vero must, sta per essere lanciato anche in Europa, a partire, ovviamente dal Regno Unito. Originale la bottiglia che ricorda ovviamente un blocco di ghiaccio scolpito, idea tutta italiana già sfruttata molto prima che i canadesi, con il mitico Brancamenta…
Sempre  dal Canada e precisamente da Montreal, arriva Signature Vodka (compagniadei caraibi.com), un prodotto decisamente innovativo che si ripromette di limitare gli effetti della sbornia del giorno dopo, il famigerato Hang Over.
Signature_VodkaProdotta con grani selezionati e distillata quattro volte sotto i più stretti controlli, questa vodka contiene anche un mix di erbe che aiuterebbero il metabolismo dell’alcol. In passato in nostri nonni ci hanno insegnato che il cavolo crudo condito con olio limitava e di molto gli effetti della sbornia. Questo spiegherebbe forse perchè la gente dell’Est, che da sempre si alimenta con questa verdura, regga particolarmente bene l’alcol. Molti sono inoltre i metodi post sbornia che vanno dal succo di pomodoro ai frullati di verdura che si vedono in alcuni film da baristi, come Cocktail, o tramandati dalla “saggezza” popolare. Ora con questa vodka l’assunzione di questi principi attivi saranno insieme all’alcolico. Un team di professori e chimici ha infatti lavorato con la distilleria per creare questa M.A. Signature Vodka con infusioni di erbe ed aggiunte di principi enzimatici e chimici in grado di contrastare il mal di testa del giorno dopo. Rimane comunque il fatto che l’unico modo per contrastare il famigerato malessere del Day After sia bere meno e con consapevolezza. Molto bello anche il pack con una bottiglia, lucida e satinata, che pare scolpita nel cristallo grezzo e poi lucidata, o se volete liberata da un blocco di ghiaccio.
In questo mercato non poteva mancare anche la Svizzera con la sua Xellent  prodotta con pura acqua di ghiacciaio dei monti Titlis e segale, proveniente da regioni selezionate del Paese dalla bandiera rosso crociata.
Il mulino è a pochi metri dalla distilleria Diwisa, fondata ad inizio 900 da un commerciante di liquori che decise di mettersi in proprio nella produzione di alcolici, nella fattispecie ottenuti con fermentati di mele e pere, molto radicati nella tradizione svizzera.
xellentLa vodka, ottenuta con una magnifica colonna visibile nel capitolo dedicato alla produzione garantisce un’ottima qualità al distillato che viene rettificato per ben due volte in essa.
Il suo gusto è decisamente morbido e bilanciato grazie alle indubbie qualità di leggerezza dell’acqua.
La serietà e la precisione svizzera non si discute.
Il pack rosso come la bandiera svizzera, assicura visibilità al prodotto sullo scaffale del bar.
Anche l’Austria si è inserita in questo mercato con una super premium “tecnologica” brevettata la Oval Structured Vodka, nome importante a sottolineare l’innovativo sistema di filtrazione per osmosi che “magnetizza” la molecola di alcol e permette a questa di essere circondata interamente da molecole di acqua, a formare una piramide.
oval vodkaQuesta nuova struttura mette fine al “caos” che prima regnava nella bottiglia, dove le molecole di acqua e alcol miscelati si avvicendavano senza regole…
Questo brevetto rende la vodka, di scuola classica per il sistema di distillazione e materie prima, eccezionalmente morbida al palato, ma ad un prezzo decisamente elevato.
Il brevetto innova decisamente il mercato delle vodke introducendo leggi di fisica molecolare e chimica in questo settore, dove “al massimo” si erano viste pluri distillazioni, polveri di diamanti ed oro…
La bottiglia , uno splendido tetraedro in cristallo, a ricordare la nuova geometria della filtrazione è disegnata da una designer Lucy D. che con questa ha vinto un importante competizione a Cannes, nel 2007 .
Per impreziosire ulteriormente la bottiglia della Oval , i creatori hanno commissionato alla Swarosky uno speciale pack fatto con ben 7.000 cristalli, che portano il valore della bottiglia a 6.990 dollari.
L’edizione è limitata e sarà in distribuzione solo presso alcuni locali super esclusivi di Londra dove farà bella mostra di se sugli scaffali di fortunati barman.

Black queenAnche il piccolo Belgio entra nel novero dei produttori grazie alla vodka Black Queen, distillato misterioso a partire dal colore, che il sito assicura
essere naturale e frutto di lavorazioni particolari, senza però svelare il botanico responsabile della “magia”.
La pagina web della Black Queen non da indicazioni circa la materia prima utilizzata, ma comunica solo il numero di distillazioni, ben sei seguite da quattro filtrazioni, ma non da nessuna notizia circa la distilleria di produzione dell’acquavite.
Il segreto del colore nero naturale viene facilmente scoperto grazie alla botanica, infatti dalla corteccia dell’albero conosciuto come Catechu, appartenente alla famiglia delle acacie, si estrae un potente colorante nero del tutto inodore ed insapore.
ketel oneIl suo unico potere, causa l’alto contenuto di tannini, è astringente e rinfrescante dell’alito ed è utilizzato in erboristeria per il confezionamento delle pastiglie e della pasta di liquirizia, utilizzata nella liquoristica.
La bottiglia è molto elegante, e il distillato può essere usato per feste a tema, la notte di Halloween o in locali dark, per colorare i drink di nero. Sul sito si segnala anche la possibiltà di entrare a far parte di un vip club e di bottiglie numerate da collezione.
L’Olanda paese dalle grossi tradizioni liquoristiche ha la sua vodka, la Ketel One prodotta secondo i rigidi canoni della ricetta originale di distillazione del Jenever, con alambicchi di piccole dimensioni (ketel in olandese).
La proprietaria della distilleria è una famiglia francese, i Nolet che nel lontano 1691, si trasferirono in Olanda ed incominciarono a produrre vodka di qualità finissima nella città di Schiedam, ricca di acqua purissima.
r_bong_vodkaSempre di scuola olandese la Bong Vodka, un riuscito tentativo di coniugare la creatività artistica ad un distillato premium.
Le bottiglie di forma originale panciuta, sono dipinte a mano dall’artista Jimi Beach e hanno disegni di arte moderna sul largo collo di bottiglia , a creare un’ipotetica collezione di opere d’arte di cinque pezzi originali.
La bottiglia una volta terminata potrà essere riutilizzata come simpatico oggetto decorativo o se opportunamente modificata, per fumare la rinomata specialità per cui va famoso il quartiere rosso di Amsterdam.
Su alcuni siti viene infatti molto reclamizzata questa seconda evenienza come consistente risparmio che unisce l’utile al dilettevole.
La novità assoluta del mercato vodka arriva sempre dall’Olanda dove viene prodotta la Medea, la prima ad essere multimediale, cioè in grado di veicolare messaggi tramite l’etichetta.
liquorgifts_medeavodkaIl vero punto forte della vodka non è dato dalle qualità del prodotto, lavorato dalla Jermann Jensen, il medesimo del jenever Notaris, che seppur ottimo, passa in secondo piano ma dal pack molto innovativo..
La vodka multimediale ha uno schermo a LCD luminoso in grado di trasmettere ben 6 messaggi di 255 caratteri, con una memoria di un giga , che permette anche di immettere foto ricordo piuttosto “pesanti”. L’etichetta si carica tramite una scheda USB e promette far nascere nuovi amori, nuovi poeti e filosofi, che in questo modo potranno veicolare il loro pensiero in maniera originale.
E’ gia stata soprannominata la “Vodka dei Timidi”…
Tornando alla vodka, questa ha anche un profilo organolettico interessante, avendo vinto nel 2010 al San Francisco Spirits Award Competition un riconoscimento per la qualità del prodotto, oltre all’ovvio e scontato premio per l’innovativo pack.
Sfortunatamente nel 2013 la produzione è stata interrotta per via di disaccordi fra i distributori e gli inventori del prodotto.
teaser_bavarkaAnche la Germania ha due vodke, entrambe bavaresi la prima è la Lion, prodotta dagli stessi ragazzi del gin “The Duke”, nel centro di Monaco di Baviera.
La vodka in questo caso è una classica di grano, utilizzata sicuramente come base di infusione per il gin e quindi imbottigliata per creare una sinergia commerciale, come avviene già per altri produttori.
Ben più interessante sembra invece la Bavarka, una vodka ottenuta da patate bavaresi, produzione in cui la regione eccelle.
La distilleria che la produce è la Lentenhammer, all’avanguardia come attrezzature, se è vero che ormai la maggioranza degli alambicchi delle nuove distillerie arrivano dalla Germania.
Nel 1928 Amalie e Josef Lantenhammer fondano in Miesbacher Strasse a Schliersee la loro distilleria e qui iniziano a produrre i distillati di frutta, in particolare pere e mele, di cui la zona è ricca.
A causa della guerra mondiale la distilleria viene chiusa e riaprì soltanto nel 1948, grazie alla forza di volontà ed ai sacrifici del fondatore.
Oggi il mastro distillatore è Herr Anton Stetter che propone prodotti in linea con il mercato fra cui questa vodka di patate, morbida e gustosa, ed altri prodotti di origine frutticola e cerealicola fra cui un gin ed un whisky.

vodka_nemiroff_lex_ultraQuesti paesi, facendo parte dell’ex blocco sovietico o comunque risentendone dell’egemonia politica e culturale, pur non avendo consolidate tradizioni nella produzione della vodka ne facevano uso e ne divennero produttori per volere del potere.
Da un paese appartenente all’ex Unione Sovietica, arriva la Lex Ultra, il primo prodotto super premium prodotto in Ucraina, un paese da sempre produttore di vodke commerciali, distribuite e consumate all’interno dei propri confini.
Il produttore è la Nemiroff distillery che con questo prodotto, lanciato al recente Prod Expo di Mosca, vuole inserirsi nel ricco mercato delle vodke ad alto profilo organolettico.
Per ottenere questa vodka la distilleria procede a ben undici filtrazioni in materiali nobili, fra cui argento e platino, utilizza materie prime d’eccellenza, aromatizzando il tutto con estratto di melograno, un frutto da sempre proposto nel “ritual” per accompagnare lo shot ghiacciato.
Il grado alcolico è 40°, mentre il pack , volutamente ricercato è stato disegnato dalla Claessens di Londra.
Il prodotto sbarcherà in Europa al prossimo TFWA Wordl exibition di Cannes, nell’ottobre 2011.
bio-sad_vodka_abnormalIn Ucraina sono già in vendita anche le versioni aromatizzate con “miele e peperoncino” e una tradizionale alla linfa di betulla.
Dalla Serbia, paese dell’ex Jugoslavia, con una grande tradizione sulla distillazione di acquaviti di frutta  quali lo slivovitz, arriva la Ab-Normal Vodka un prodotto super premium, il cui principale elemento è l’originale pack che vede l’unica bottiglia del mercato senza collo.
La vodka infatti, una classica e tradizionale tripla distillazione con filtrazione in carboni attivi per oltre 80 ore, è confezionata in un cilindro di vetro, con tappo a barattolo.
Questo confezionamento era tipico dei distillati di contrabbando, i moonshine, ed ancora oggi è largamente utilizzato in America.
Anche questa bottiglia, voluta dalla Arteska per la sua vodka e disegnata dalla Nobject, ha vinto il premio a Cannes per il miglior pack innovativo con il progetto denominato ” Neckless bottle”.
Parlando di pack interessanti ed innovativi non si può parlare della vodka Firestarter . proveniente da un altro paese dell’Est, la Moldavia .
firestatrteLa vodka ha un’innovativa bottiglia rossa a forma di estintore, con tanto di leveraggi e valvola, per versare il prodotto, che contrasta con il nome del brand, ovvero “innesco”, per le sue doti indubbie in grado di “accendere una festa”.
Questa sua caratteristica viene ribadita anche visitando il sito, con immagini di belle donne, tatuaggi e musica tecno di sottofondo.
La dichiarazione di intenti è alquanto ambiziosa: “Dopo secoli di dominio russo anche gli orgogliosi distillatori la Moldavia consolidano la loro ottima reputazione nel mondo dei produttori di vodka”.
La vodka, ottenuta da grano e con ben cinque distillazioni, è distribuita sopratutto negli USA ed Inghilterra, da un’azienda facente base in California e sta riscuotendo un buon successo su quel mercato, grazie anche all’efficace campagna pubblicitaria che vede una parte degli incassi devoluta in beneficenza ai vigili del fuoco della contea dove hanno sede i vari distributori.
Lo slogan è “Giving back to those who keep us safe” e dopo l’11 settembre non c’è dubbio che i vigili del fuoco abbiano conquistato un posto nel cuore degli americani.
double-cross-vodka1Dalla Slovacchia, la repubblica centro europea formatasi dalla divisione della Cecoslovacchia, arriva un prodotto di eccezione, dalla qualità quasi uniche considerato che nel 2014 in un panel di assaggio di un noto giornale americano, Wine Enthusiast. ha ottenuto il punteggio di 95/100 staccando di molti punti tutte le vodke più blasonate ed al momento più vendute. Nel 2008 anno della sua produzione aveva ottenuto due medaglie d’oro all’IWCS di San Francisco.
Al solito i fondatori dell’azienda che importa e distribuisce la Double Cross, questo il nome della vodka, affermano che era loro intenzione trovare il prodotto perfetto che avesse tradizione, storia e qualità.
La ricerca del santo graal li aveva portati a girovagare nell’Europa dell’Est in aree inesplorate dalla massa, alla ricerca di una distilleria che producesse solo a livello territoriale.
La loro attenzione si concentrò su un monastero dei monti Tatra dove assaggiarono alcuni distillati di pregevole fattura, tanto che decisero che quello era lo stile che volevano utilizzare. Ovviamente furono necessarie delle modifiche, ma in onore del monaco ortodosso che nel XII secolo fondò e portò il simbolo della doppia croce nel monastero, battezzarono in questo modo la loro vodka.
Grandkhaan_VodkaVodka ottenuta con grano invernale locale, distillata sette volte e diluita con l’acqua pura di fonte che sgorga da questi monti incontaminati (ovviamente l’acqua viene ulteriormente trattata a livello micro biologico).
Il pack ovviamente è molto curato con bottiglia esclusiva piatta, il cui stampo deve essere costato parecchie migliaia di euro.
Per terminare la rassegna delle vodke prodotte dai paesi dell’est asiatico, la Gran Khaan, l’unico distillato originario della Mongolia ad essere esportato al di fuori dei suoi confini. Il prodotto è un classico di scuola russa, con tre distillazioni, a cui si aggiungono le cinque filtrazioni in materiali nobili, e pura acqua di fonte degli altopiani di questa incontaminata regione, minimamente urbanizzata.
Il nome è una dedica al personaggio storico più famoso di questa nazione Gengis Khaan , il mitico condottiero che conquistò, dal 1211 al 1227, anno della sua morte, il più vasto impero che la storia umana ricordi, superiore anche all’Impero Romano.
BelayarusLe sue conquiste detengono il record dell’estensione, dalla Mongolia all’Europa dell’Est, ma non quello della durata, infatti alla sua morte, mancando un capo carismatico, l’impero si sfaldò divorato dalle lotte intestine per il potere.
Interessante la proposta della vodka numero uno a distribuzione della Biellorussia, la Belarus Lux, che dichiara di “addolcire” il gusto della sua vodka utilizzando linfa di betulla.
La linfa contiene zuccheri in piccola percentuale che sono fondamentali per lo sviluppo della pianta, specie in epoca di fioritura.
Conficcando dei piccoli chiodi cavi nei tronchi degli alberi è possibile raccogliere questa linfa che le popolazioni del nord fanno anche fermentare per ottenere una sorta di birra poco alcolica.
L’acqua utilizzata per diluire il distillato viene trattata con sabbie al silicio, che hanno la caratteristica chimica di donare particolare morbidezza al distillato.
VODKA arsenitchLa vodka ha vinto, a partire dal 2003, svariati riconoscimenti a conferma della bontà del prodotto, che presto sarà distribuito anche al di fuori dei confini della Federazione Russa.
Per questa occasione la vodka, che nel suo paese d’origine ha un look piuttosto spartano con poche scritte in cirillico, è stata “vestita” elegantemente, in linea con le qualità super premium del distillato, seguendo l’attuale moda delle bottiglie satinate ed eleganti.
In Lituania viene prodotta una vodka con un passato prestigioso legato al famoso progenitore del suo fondatore.
La vodka è decisamente buona prodotta con grano e segale vodka ed è tornata sul mercato 180 anni più tardi grazie al pronipote di Piotr Arsenitch che ha dimostrato grande dedizione ed affezione al suo passato.
Arsenitch Vodka viene prodotta nella piccola città di Talsi, distante centochilometri dalla capitale Riga alla distilleria Jaunalko.
Questa ricetta oggi riprodotta fedelmente risalirebbe nientemeno che al grande Boris Aleksejevich Smirnoff, il gran-gran-nipote di Arsenitch da Mosca.
La vodka ha vinto numerosi riconoscimenti per la sua qualità.

01La produzione italiana della vodka risulta essere sorprendentemente varia.
Fra i primi prodotti in assoluto, lanciato nel 2008 la  Vodka Origine 01, un distillato ottenuto con grano biologico certificato e acqua purissima proveniente dalle fonti di Lurisia, minimamente mineralizzata che sgorga a 1460 mt slm.
Il prodotto viene distillato 4 volte, non viene filtrato se non per refrigerazione e rappresenta la prima premium organic vodka del mercato, 100% italiana.
Il gusto è pulito e morbido con sentori di lievito e buona persistenza.
Questa vodka, prodotta dal Laboratorio Origine (origine-laboratorio.it) di Cengio va a premiare lo stile di consumo Bio , uno dei trend in maggior crescita nel mercato food & beverage.
Da segnalare anche il lancio di una serie di Bio-cocktail eseguiti con questa vodka e i liquori proposti dall’opificio.
VODKA-ROBERTO-CAVALLIAltra vodka italiana è I Spirits, nata dalla collaborazione fra Lapo Elkann e Cipriani, titolare dell’Harris Bar di Venezia.
La vodka è ottenuta tramite la miscelazione di alcol di origine enologica e di cereali ed il pack è curato nei minimi particolare, data la provenienza dall’ambito del design di uno dei due ideatori del progetto .
Visto il crescente successo e l’ingresso di nuovi protagonisti sul mercato, anche Cavalli, il famoso stilista, ha progettato, disegnato e commercializzato un prodotto vodka ottenuto da grano tenero proveniente dalle valli del cuneese e miscelata con acqua pura proveniente del Monte Rosa, filtrata nella polvere di marmo di Carrara.
bellissimaAnche in Italia la moda di produrre vodka enologica è arrivata tramite la Distilleria Bottega che firma una lunga serie di grappe a marchio Alexander e che in questo caso produce la Caezar Vodka da uve Cabernet, vitigno internazionale che in Veneto ha trovato la sua patria adottiva, tanto da essere quasi considerato con il Merlot un vitigno autoctono del luogo.
Il prodotto ,curato nel pack nei minimi particolari, come tutti i suoi pari enologici ha un gusto pieno e rotondo e ben si presta al consumo liscio.
Il prodotto ha riscosso un buon successo di vendite negli Stati Uniti grazie alla capillare distribuzione che può vantare la marca.
Un altro prodotto veneto che utilizza una materia prima di ultima generazione è la Vodka Bellissima ottenuta con mele del vicino Trentino.
37_typa70_1_zLa distillazione è in colonna in modo da rendere il più neutro possibile l’alcol che viene poi refrigerato a -25 per alcuni giorni.
Bello il pack che ricorda quello delle vodke premium internazionali così come è curato l’espositore disegnato e realizzato da un maestro di Murano.
Un altro prodotto interessante nel concetto espresso è la Vodka Single Malt della Distillerie Franciacorta che produce questa vodka ispirandosi al concetto del whisky di malto pregiato, proveniente dalla Scozia.
Un cereale nobile come l’ orzo è in grado di esprimere una buona finezza, con due sole distillazioni, superiore quindi a quella della segale, decisamente più ruvida che necessita di pluri distillazioni, per ammorbidire il suo carattere.
La ricetta si dice che sia stata rinvenuta nell’abbazia di Cortefranca , un bell’esempio di architettura medioevale, posta in mezzo alle più grandi torbiere italiane, quelle del Sebino, a collegare idealmente questi luoghi con le Highland scozzesi.
zoom_14894872_DSC_1891Il pack è ovviamente molto curato, con inserti in oro e le vendite per il momento sembrano essere indirizzate tutte verso gli Stati Uniti.
Per quanto riguarda le vodke di ultima generazione, l’Italia, grazie alla sua forte tradizione enologica, può contare su alcuni prodotti eccellenti.
La prima della tipologia è la Typa prodotta da Mazzetti d’Altavilla, azienda molto nota per la distillazione di grappa e di alimenti d’eccellenza.
La Mazzetti è la seconda distilleria d’Italia, come anzianità di servizio, essendo datata 1846, mentre la sua sede è nel cuore del Monferrato, area vocata per la produzione di vitigni rossi e bianchi.
Visti i trascorsi storici e l’ubicazione territoriale la vodka non poteva che essere con il vitigno bianco, principe dell’enologia piemontese, il Moscato, un vero best seller a livello mondiale.
Questo vitigno aromatico risulta essere fra i favoriti dai consumatori di grappa, grazie ai suoi profumi primari tipici e la notevole finezza.
vodla sardaLa scelta di questo vitigno appare quanto mai interessante per la produzione di una vodka, che pur nella sua purezza e pulizia, ha nei suoi profumi eleganti i ricordi di uva fresca.
Ultima nata sul solco delle enologiche è la One G di Castagner, noto produttore di Treviso che da sempre fa dell’innovazione la sua principale bandiera:
Primo al mondo ha distillato una vodka a base di Prosecco, ma non dal vino ma dalle vinacce.
Da sempre infatti Castagner sostiene che la grappa dovrebbe avere sentori più delicati e meno connotati per poter contare su nuovi consumatori.
La distilleria è famosa per la linea di grappe da monovitigno e per i prodotti innovativi, fra cui si ricorda l’Acqua 21, un acquavite delicata e poco alcolica.
Castagner ha creato questa acquavite frutto di 10 passaggi in alambicco, per ottenere un alcol pulito e privo di imperfezioni, in cui però si hanno ancora i sentori della materia prima enologica.
I 10 passaggi sono necessari poichè la vodka non è ottenuta da vino, ma come detto dalle vinacce dello stesso, la materia prima della grappa, che ha una maggiore carica aromatica.
vodkaLa rifermentazione delle vinacce, necessaria alla formazione dell’alcol, crea anche i sentori tipici che la colonna riesce a rettificare.
La vodka è prodotta in piccoli lotti ed è destinata ad un ristretto pubblico di estimatori delle grappe enologiche. Il suo lancio risale al Vinitaly del 2009.
Dalla Sardegna arriva la Vodka Coga  che viene prodotta e imbottigliata a Oristano dalla Quoz, una azienda di recente costituzione.
La Sardegna in tempi recenti dimostra una certa vivacità a livello liquoristico con la nascita di alcune realtà produttive interessanti e la fondazione di molte aziende agricole che fanno della qualità e del biologico la loro bandiera.
Viene distillata dal grano, con tre passaggi in colonna e prima dell’imbottigliamento subisce una filtrazione per raffreddamento.
L’azienda che produce anche altri liquori, fra cui il tradizionale mirto, assicura che la vodka è di altissima qualità con una gradazione alcolica di 40°.
branca-sernova-336398_0x410Il nome Coga in dialetto sardo significa “strega”, mentre l’etichetta ha un disegno piuttosto particolare con una croce alata il cui significato è conosciuto solo dai fondatori dell’azienda.
Una vodka fuori dagli schemi, non per la produzione, ma per la firma, è sicuramente la Lamborghini la macchina iper sportiva sogno di ogni uomo il cui prezzo la colloca nei sogni proibiti per la maggioranza dell’umanità.
E’ il primo caso infatti di una casa automobilistica che firmi una vodka.
La vodka è decisamente alla portata di tutti, essendo un classico distillato di cereali provenienti dai Balcani, passata per tre volte in alambicco a colonna diluito con acqua purissima delle montagne delle Alpi Retiche ai cui piedi giacciono i vigneti della Franciacorta.
La selettività del prodotto è evocato dalla bottiglia in un bel gioco di nero, grigio e trasparenze, con il classico logo del “Toro che Carica”.
Decisamente più classica la Sernova della Branca di Milano, la storica distilleria di via Resegone, famosa sopratutto per il Fernet e lo Stravecchio.
La vodka nasce per rispondere al mercato e non ha nessun legame con la storia aziendale se non il motto dell’etichetta.
SAM_4194Ser.nova infatti non è nient’altro che una sorta di acronimo di “Serbare Novando” il motto dell’azienda fondata nel lontano 1845 da Bernardino Branca.
Il distillato è una classica vodka di cereali con tre passaggi in colonna.
Ovviamente la vodka viene acquistata da Branca da una distilleria specializzata in questa produzione e viene lavorata nella filtrazione ed imbottigliamento nella fabbrica storica milanese.
Nome intrigante e in grado di suscitare interesse per la Vodka Illegal (topwines.it) un prodotto rivolto, per pack e proposta, alle giovani leve dei locali da ballo che ordinano le bottiglie per i tavoli.
La vodka a dispetto del nome spagnolo e della produzione russa, un classico tre distillazioni da cereali, è il prodotto a marchio di un distributore, la Top Wines di Torino.
In questo modo l’importatore, che ha già utilizzato questa strategia con i rum Papito (recensiti nel paragrafo), si è affrancato dalla guerra di prezzi e dalle importazioni parallele che da sempre caratterizzano il mercato dei distillati.
La vodka viene proposta oltre che classica, anche in aromatizzazioni alla frutta, che funzionano molto bene, una al ginger ed una spumante.
adras-vodkaLe essenze di frutta non essendo tradizione russa vengono aggiunte in Italia presso un terzista specializzato, così come la vodka spumante che ha il classico tappo a fungo. La moda delle vodke spumante segue quella francese dei liquori gasati come il Pre-vu.
Infine per una delle ultime nate, si ritorna in Sardegna. Qui viene proposta la vodka Adras, della Pure Sardinia.
L’azienda è giovanissima e la conoscenza con i titolari avviene nel 2015 al Gin Day. L’azienda, a conduzione famigliare, nasce con i liquori della tradizione come il mirto, per declinarsi poi su gin e vodka i distillati bianchi del momento. Di fatto questa vodka è la base alcolica solvente per i liquori ed il gin.
Grano proveniente dalla fertile pianura del Campidano, fermentato e più volte distillato per un prodotto pulito.
Da notare che ormai la vodka italiana è praticamente prodotta con materie prime provenienti da tutto il territorio nazionale, dall’uva, alle mele al grano.
Confezione molto essenziale con etichetta scarna come si compete ad una vodka moderna.
Il nome del prodotto è un’idea semplice ed al contempo originale, non volendo chiamare il prodotto Vodka Sarda, forse poco modaiolo e trendy, i titolari hanno semplicemente letto al contrario l’aggettivo, facendolo diventare Adras…
farmily_webLa recensione di Farmily mi ha posto qualche problema di posizionamento all’interno del sito. Per stessa voce del sito del prodotto, ideato da Falvio Angiolillo, vulcanico barman creatore di format e di alcolici, “Farmily non è un gin, non un è tequila, non è un rum”, ma per saperebere.com qualcosa dovrà pur essere.
Non potendo creare un paragrafo a se sul sito, ho deciso che è una vodka aromatizzata. Per Flavio questa classificazione potrà non essere corretta ma 43 gradi alcolici, alcol da cereali e personalizzazione, seppur originale e diversa da ogni altra, priva di ginepro, ne fanno una vodka. Il progetto è alquanto interessante, volendo creare un prodotto originale e senza omologazione, in un mercato inflazionato da ogni sorta di distillato. Farmily si fonda sul concetto del foraging, ovvero l’andar per erbe, tradizione italica frutto della povertà del secolo scorso quando si cercavano nei prati erbe edibili per fare frittate e pasta ripiena. Ora l’andar per erbe è diventato inglese, per via del fatto che questa tendenza, o meglio riscoperta, parte dal mondo anglosassone, ma la sostanza non cambia.
Ogni anno, in primavera, si creerà un bouquet di erbe con cui personalizzare questo prodotto. Il 2016 ha visto Pino Mugo, Maggiorana, Origano e Vaniglia, un mix fra tradizione, erbe dell’orto e gusto esotico. Per il 2017 si vedrà. Ovviamente il 2016, prima release, rimarrà disponibile e sarà affiancato via via dalle annate successive. Bello il pack, rustico e curato allo stesso tempo così come il nome, una fusione fra farm, fattoria e family, famiglia, un concetto che Flavio ha saputo ben creare con i suoi staff ai bar 1930 e Mag a Milano.
Il prodotto è stato supportato da una massiccia campagna di guest bartending dove il prodotto veniva proposto in twist su grandi classici e su alcuni signature creati appositamente per il lancio.

CIROCI francesi da sempre leggono il mercato, sanno interpretarlo e difendersi, soprattutto quando si parla di vino  e distillati.
Alcuni anni fa capirono che i distillati ambrati avrebbero patito per via del successo di una miscelazione modaiola che faceva di gin e vodka i principali attori.
Non più impegnativi ballon con poche gocce di liquidi color ambra, ma bicchieri e coppe cocktail di cristallo con all’interno cocktail trasparenti o vivamente colorati.
Consci del pericolo legato alle giacenze d’uva invenduta si affrettarono a lanciare vodke enologiche e cognac poco invecchiati da bere con ghiaccio o da mescolare con sode.
Ora che il mercato ha trovato e provato ogni sorta di materia prima e filtrazione, ma sopratutto ora che il mercato dei distillati di lusso con il risveglio della Cina e della Russia ha ripreso a macinare bottiglie di cognac, le vodke enologiche sembrano meno strategiche.
La prima a seguire questo “new deal” del vino come materia prima fu la Ciroc che fece sicuramente tendenza, a partire dal fatto che il suo mentore era il rapper Puff Daddy o Diddy come si fa chiamare adesso.
idol-vodkaLa vodka è realizzata distillando i vini di Cognac ottenuti con Ugni Blanc e Colombard, a cui si aggiunge una piccola percentuale di Mauzac, proveniente dalle vigne storiche di Gaillac.
Una parte viene distillata in colonna a 96 gradi, un altra viene concentrata, sempre a colonna, ma ad gradazione inferiore. Le due acquaviti vengono poi mescolate ed avviate all’ultimo processo.
L’ultima delle cinque distillazioni necessarie per ottenere la vodka pura è effettuata in un alambicco classico discontinuo di scuola charentais per uniformare il distillato.
La Ciroc ha recentemente presentato anche due aromatizzazioni della sua vodka enologica, un innovativo cocco con note di altri frutti tropicali e una classica ia frutti di bosco.
Di questi prodotti sono disponibili anche le mignon da 5 cl e le mezze bottiglie da 37,5 cl.
Oltre alla vodka enologica Ciroc è tornata alla tradizione con un realizzazione a base di grano, dalla bocca decisamente “amabile” e una più secca a base di segale.
La risposta borgognona ai produttori di Cognac è la Idol Vodka, prodotta con i classici vitigni di Borgogna, il Pinot Nero e lo Chardonnay, l’elite mondiale della viticoltura, i due vitigni nobili per eccellenza che donano vini di rara eleganza in tutto il mondo, che nella realizzazione di questa super premium vengono distillati ben 7 volte.
La produzione vede anche 5 filtraggi in materiali nobili e un pack raffinato, che nell’etichetta serigrafata, vuole ricordare la materia prima nobile da cui ha origine.
Bello anche lo slogan” The vodka for wine lovers” che detta uno stile di consumo agli appassionati che, se tradiscono il nettare di bacco per un bere un cocktail, possono comunque rimanere in tema !

StarkaLa vodka conosciuta con il nome di Starki o Starka, è la più nobile, elegante e misteriosa fra tutte le acquaviti prodotte in Polonia. La tradizione vuole che la sua produzione risalga al 1500, quando era uso comune, nelle famiglie nobili ed abbienti, alla nascita di un bambino conservare una botte di distillato. La vodka prodotta da grano e segale veniva messa all’interno di un barile, che aveva contenuto un pregiato vino della vicina Ungheria. Il barile veniva poi sotterrato in un terreno sabbioso e la sua presenza segnalata da un bastone piantato profondamente nel terreno.
Al matrimonio del ragazzo, la botte veniva dissotterata ed utilizzata come accompagnamento alla cerimonia delle nozze.
La tradizione si è ormai persa, ma una distilleria la Polmos Szczecin di Stettino, continua la sua produzione e maturazione in botti di rovere. L’invecchiamento, prima assolutamente variabile del distillato, dato dalle nozze del figlio, oggi è standardizzato e varia da un minimo di 10 ad un massimo di 50 anni. Le cantine di invecchiamento sono poste a 50 metri di profondità che ne fanno un luogo ideale, dalla temperatura ed umidità costante.
La produzione e l’invecchiamento, di fatto, fanno diventare questa vodka, unica a tutti gli effetti, un whisky di pregio.

V44Una vodka che potrebbe sconvolgere tutte le teorie sulla datazione dei distillati è la V44, un prodotto il cui nome prende spunto dalla gradazione alcolica del distillato, ma che vanta in etichetta un affermazione importante: nata da una ricetta baltica originale datata 1405 che ne farebbe a questo punto il distillato cerealicolo di origine controllata più antico della storia della distillazione, scalzando il whisky da questo primato. I produttori vantano di avere un manoscrittto, quasi sicuramente di origine alchemica, che dimostrerebbe il tutto, ma nel mondo dei distillati e dei liquori, trattandosi di testi del passato, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Siamo consci che questa potrebbe essere una manovra di marketing e che la vodka, nella sua origine, di fatto, era un whisky bianco, in quanto le colonne arrivarono solo secoli dopo. La vodka nonostante le sue origini nordiche viene prodotta da una distilleria di Bratislava nel cuore dell’Europa. Secondo i produttori qui si troverebbero le migliori condizioni e le migliori acque per la produzione di vodka.

Il servizio della vodka è piuttosto semplice, ma molto coreografico, in quanto viene versata ghiacciata in bicchieri gelati a –18° , accompagnandola con fette di lime, cetriolo o di frutta fresca.
I puristi dicono che il servizio corretto, per apprezzare meglio la vodka e le sue caratteristiche organolettiche, è a temperature intorno ai 7 / 8 gradi, prossime quelle del vino spumante.

La vodka da sempre è la compagna ideale, nella cucina russa, del caviale servito con cipolla tritata e uova sode.
La vodka è anche un ottimo abbinamento con aringhe affumicate e acciughe, stemperate con pane nero e burro.
La Zubrowka trova un eccellente abbinamento con dolci a base di mele, o come dissetante in un drink a base di gassosa e succo sempre di mela.